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Denatalità in Italia: “Troppo alta l’età in cui si cerca la prima gravidanza”

"All’interno della coppia - spiega Petraglia -, è la donna quella che soffre di più dello spostamento in avanti dell’età della gravidanza: dai 35 anni non sono solo l’ovaio e gli ovociti a essere invecchiati, ma anche l’utero non è più così ospitale. Più che una medicina preventiva, qui ci vuole una cultura preventiva, affinché le donne, e gli uomini, siano correttamente informati del calo naturale della fertilità col passare degli anni"

Lo rileva il dottor Felice Petraglia, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell’Università di Siena, confermando i dati registrati da un rapporto del Censis

Che il nostro Paese viva un problema di scarsa natalità non è solo una percezione della popolazione, ma è un dato confermato dall’88,7% dei ginecologi, andrologi e urologi intervistati dal Censis nel Rapporto presentato lo scorso giovedì, dal titolo “Diventare genitori oggi. Il punto di vista degli specialisti”.

Giuseppe De Rita, presidente del Censis

Giuseppe De Rita, presidente del Censis

Per i medici coinvolti nella rilevazione sulla diffusione e le caratteristiche dei problemi di fertilità in Italia, è senza dubbio che nella popolazione vi sia una più ampia prevalenza di questo tipo di problemi rispetto al passato. Questo dato è confermato dal 91,3% dei medici. Dallo studio è emersa la necessità di programmi nazionali di screening per l’infertilità/sterilità maschile e femminile sia a livello regionale che nazionale.

Più del 60% degli specialisti giudica i propri pazienti poco o nulla informati in merito e questo apre il tema di un approccio non completamente consapevole alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Sulla Legge 40/2004 infine, la quasi totalità degli intervistati ritiene importante una legge che regoli un tema così delicato, lamentando la non omogeneità dei trattamenti su tutto il territorio italiano: «La caduta della fertilità in Italia – spiega Felice Petraglia, direttore della Clinica ostetrica e ginecologica dell’Università di Siena – è dovuta in primo luogo all’avanzare dell’età in cui si cerca la prima gravidanza».

Felice Petraglia, direttore

Felice Petraglia, direttore Clinica ostetrica e ginecologica dell’Università di Siena

E all’interno della coppia, è la donna quella che soffre di più dello spostamento in avanti dell’età della gravidanza: «Dai 35 anni – precisa il ginecologo – non sono solo l’ovaio e gli ovociti a essere invecchiati, ma anche l’utero non è più così ospitale».

Insomma, non è la stessa cosa cercare un figlio a 25 anni o dieci anni dopo e per la sanità pubblica, la procreazione medicalmente assistita rappresenta un’alternativa costosa: «Più che una medicina preventiva – avverte Petraglia – qui ci vuole una cultura preventiva affinché le donne, e gli uomini, siano correttamente informati del calo naturale della fertilità col passare degli anni».

Dati alla mano, tra l’altro: «L’età avanzata – conclude l’indagine – delle coppie alla ricerca di una gravidanza, non consente di affrontare il problema alle radici».

About Davide De Amicis (2536 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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