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Seimila nuovi sbarchi: “Bisogna ripristinare operazione Mare Nostrum”

"Sempre più profughi - spiega monsignor Perego - fuggono a causa della guerra, del terrorismo e della sofferenza. A fronte di questa situazione bisogna fare in modo che il Mediterraneo sia presidiato non solo da forze italiane ma anche europee, nella logica della salvaguardia della vita"

Lo ha affermato ieri monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, commentando le nuove operazioni di salvataggio rivolte a 6 mila profughi

Un barcone carico di migranti

«Gli sbarchi di questi giorni dicono quanto sia necessaria un’azione generale per l’accompagnamento delle persone che attraversano il Mediterraneo. Sempre più profughi fuggono a causa della guerra, del terrorismo e della sofferenza. A fronte di questa situazione, bisogna fare in modo che il Mediterraneo sia presidiato non solo da forze italiane ma anche europee, nella logica della salvaguardia della vita».

Monsignor Giancarlo Perego, direttore Fondazione Migrantes

Monsignor Giancarlo Perego, direttore Fondazione Migrantes

Lo ha affermato ieri, intervistato dall’agenzia di stampa Sir, monsignor Giancarlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes, commentando le notizie di circa 6 mila persone soccorse in tre giorni nel Mediterraneo, con un barcone capovolto e già 9 cadaveri recuperati: «Questi ultimi fatti – osserva – dimostrano la necessità di ripristinare l’operazione “Mare nostrum”, non semplicemente presidiando le frontiere. Triton sta facendo i salvataggi, ma non dimentichiamo che altri salvataggi sono avvenuti anche tramite altre navi, pescherecci e altre realtà. Questo indica come sia assolutamente necessario rafforzare con nuove unità navali. Ricordiamo che Mare nostrum, oltre a salvare vite, ha potuto colpire anche 700 trafficanti. Il Mediterraneo – sottolinea – non può essere un muro. Deve permettere alle persone di ritrovare una sicurezza e questo può avvenire solo attraverso un coinvolgimento europeo ed internazionale».

E a chi parla di invasione, monsignor Perego ribatte: «Sono numeri ancora insignificanti. Diventano significativi per noi solo perché dal 2011 non è stato messo in atto il rafforzamento di una rete di prima e seconda accoglienza, così come si sarebbe dovuto e non si è proceduto ad una riformulazione dell’accordo di Dublino, tenendo presente non solo i cinque Paesi che oggi accolgono oltre il 75% dei richiedenti asilo in Europa, ma tutti i 28 Paesi. Questi numeri riportano l’attenzione su una legislazione e una pianificazione europea in ordine ai richiedenti asilo che porti a superare anche Dublino III, per riuscire a creare una realtà ed una esperienza di accoglienza e di ospitalità a tutela del diritto d’asilo».

E anche se i posti dello Sprar ( il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) da 3 mila sono diventati quest’anno oltre 20 mila: «Sono assolutamente insufficienti – ribadisce il direttore della Migrantes -. Come sono insufficienti i posti di prima accoglienza, pressoché improvvisati nonostante siano diventati circa 30-35 mila, accanto ai 10 mila dei Cara (Centri di accoglienza richiedenti asilo)».

Insomma, per monsignor Giancarlo Perego sarebbe fondamentale, anche per le emergenze ambientali e altre occasioni, avere un sistema di prima e seconda accoglienza molto più strutturato, che dai 450 comuni attuali si estenda a tutti gli 8 mila comuni italiani: «Non si può tollerare – sottolinea – che un comune possa decidere di accogliere o non accogliere un richiedente asilo: sarebbe come decidere di sostenere o meno un anziano non autosufficiente o un minore non accompagnato. Il dovere della tutela del diritto d’asilo deve far parte del nostro welfare».

Da parte sua, infine, la Chiesa italiana ha accolto oltre 20 mila richiedenti asilo nelle sue comunità attraverso Caritas, associazionismo, Migrantes, istituti religiosi: «Questi ultimi – precisa Perego – hanno dato disponibilità di altre centinaia di posti e le richieste sono state già presentate al Ministero. La realtà ecclesiale ha fatto sentire la necessità dell’ospitalità, ma soprattutto ritiene il diritto d’asilo capace di strutturare la vita delle nostre città». Anche l’arcidiocesi di Pescara-Penne ne ospita circa 80 profughi presso la Cittadella dell’accoglienza Giovanni Paolo II, gestita dalla Caritas diocesana.

About Davide De Amicis (2705 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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