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“Grazie per l’azione che la Chiesa svolge a sostegno dei più deboli”

"La carenza di lavoro per i giovani - ricorda Papa Francesco - diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità"

Lo ha affermato ieri il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, rivolgendosi a Papa Francesco, nel corso della visita ufficiale in Vaticano

Il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, incontra Papa Francesco

«Le esprimo la nostra riconoscenza per l’azione che la Chiesa svolge a sostegno delle frange più deboli della popolazione. Il Giubileo della Misericordia, da poco indetto, costituirà occasione di riflessione preziosa sui valori della giustizia e della solidarietà insieme a quello della pace».

Lo ha affermato ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel colloqui avuto con Papa Francesco in occasione della sua visita ufficiale presso la Santa Sede: «Nella nostra epoca – esordisce Mattarella – le dinamiche economiche perdono spesso di vista la dimensione umana, rischiando di alimentare ingiustizie, sedimentare conflittualità e aumentare precarietà. Il richiamo alla misericordia rilancia, tra gli uomini, la gratuità come valore nei rapporti economici e sociali – come dimostra la straordinaria storia del volontariato italiano – e rilancia la pace come condizione di benessere comune».

Ciononostante, a dette del Capo dello Stato, Governo e Parlamento italiani sono impegnati ad adottare misure che consentano al nostro Paese di lasciarsi alle spalle una crisi, che è stata lunga e dolorosa e da cui solo ora si inizia a intravedere l’uscita.

Il tema dell’immigrazione ha poi avuto uno spazio ampio nel discorso del presidente Mattarella a Papa Francesco: «Il nostro Paese e l’intera Unione europea, – ricorda Mattarella – assistono a quello che Lei ha definito un nuovo tipo di conflitto mondiale frammentato, sui territori più poveri e di cui è immediata conseguenza il dramma dei profughi che tentano di approdare sulle nostre coste, sulle coste dell’Europa, per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni, alle carestie; chiedendo accoglienza».

Le istituzioni e la società italiane sono impegnate, con generosità, per fronteggiare questa emergenza: «E l’Italia – sottolinea il presidente Mattarella – invoca da tempo un intervento deciso dell’Unione europea per fermare questa continua perdita di vite umane nel Mediterraneo, culla della nostra civiltà. Con quelle vite spezzate, si perde la speranza di tante persone e si compromette la dignità della comunità internazionale. Rischiamo di smarrire la nostra umanità».

Un impegno, quello dello Stato italiano verso l’accoglienza dei migranti, riconosciuto dal Papa: «Grazie – replica Francesco – per l’impegno che l’Italia sta profondendo per accogliere i numerosi migranti che, a rischio della vita, chiedono accoglienza. È evidente che le proporzioni del fenomeno richiedono un coinvolgimento molto più ampio. Non dobbiamo stancarci nel sollecitare un impegno più esteso a livello europeo e internazionale».

Il presidente Mattarella ha poi voluto dedicare uno spazio particolare al tema della libertà religiosa, affermando che essa appartiene alle più autentiche aspirazioni delle persone e costituisce un cardine della Costituzione italiana: «Qualsiasi violazione di essa – avverte il presidente della Repubblica – vulnera, nel profondo, i diritti umani e delle comunità. La violenza scatenata contro le comunità cristiane in alcune parti del mondo interpella, con forza, le coscienze di tutti coloro che amano la libertà e la tolleranza».

In questo contesto, emerge dunque l’esigenza di un maggior dialogo tra le grandi tradizioni religiose: «Appare tanto più urgente – ribadisce Sergio Mattarella – nel momento in cui si avverte, anche nel nostro Paese, la minaccia del terrorismo internazionale, che, spesso, si nasconde dietro inaccettabili, e pretestuose, rivendicazioni religiose».

Comunque, il Capo dello Stato ha assicurato che l’Italia si sente impegnata, con tenacia, nell’ambito della comunità internazionale, perché prevalgano i principi di reciproca comprensione e di collaborazione, premessa indispensabile di una vera pace».

Tra l’altro, il presidente Mattarella, non ha dimenticato di toccare anche il tema della famiglia: «Occorre – rilancia Mattarella, rivolgendosi a Papa Francesco – che essa venga messa al centro, perché dentro la crisi degli ultimi anni la famiglia ha dovuto curare le ferite inferte dalla cultura dello scarto, da Lei più volte denunciata».

Papa Francesco, dal canto suo, ha evidenziato la necessità di stabilire una rinnovata collaborazione tra Santa Sede e Italia: «Una collaborazione – precisa il Papa – che, nella distinzione dei ruoli e delle competenze e nel pieno rispetto delle reciproche funzioni, sia sempre finalizzata ad unire le forze per il bene di tutti i cittadini che hanno il diritto a tale concordia, da cui derivano innumerevoli benefici».

Per il Pontefice, tra l’altro, la reciproca autonomia non fa venir meno ma esalta la comune responsabilità per l’essere umano concreto e per le esigenze spirituali e materiali della comunità, che tutti abbiamo il compito di servire con umiltà e dedizione: «Ne deriva – aggiunge il Santo Padre – che un sano pluralismo non si chiuderà allo specifico apporto offerto dalle varie componenti ideali e religiose che compongono la società, purché naturalmente esse accolgano i fondamentali principi che presiedono alla vita civile e non strumentalizzino o distorcano le loro credenze a fini di violenza e sopraffazione.

In altre parole, lo sviluppo ordinato di una civile società pluralistica postula che non si pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire».

All’interno del loro colloquio, inoltre, Papa Francesco e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno ricordato quanto la fede cristiana leghi e accomuni Italia e Vaticano: «La storia dell’Italia – osserva il Pontefice – mostra chiaramente quanto sia grande il contributo del Cristianesimo alla sua cultura e al carattere della sua popolazione, quanto la fede cristiana abbia permeato l’arte, l’architettura e il costume del Paese».

Insomma, la fede si è trasformata in opere e queste in istituzioni: «Fino – riconosce Papa Bergoglio – a dare volto ad una storia peculiare e a modellare pressoché tutti gli aspetti della vita a partire dalla famiglia, primo e indispensabile baluardo di solidarietà e scuola di valori, che va aiutata a svolgere la sua insostituibile funzione sociale quale luogo fondamentale di crescita della persona».

Il Sommo Pontefice ha quindi fatto presente a Mattarella che tra i diversi beni necessari allo sviluppo di ogni collettività, il lavoro si distingue per il suo legame con la stessa dignità delle persone, con la possibilità di costruire un’esistenza dignitosa e libera: «In special modo – ricorda Papa Francesco -, la carenza di lavoro per i giovani diventa un grido di dolore che interpella i pubblici poteri, le organizzazioni intermedie, gli imprenditori privati e la comunità ecclesiale, perché si compia ogni sforzo per porvi rimedio, dando alla soluzione di questo problema la giusta priorità. Nella disponibilità del lavoro risiede, infatti, la stessa disponibilità di dignità e di futuro».

Per la crescita della società, per il Papa, è poi indispensabile che le giovani generazioni, tramite il lavoro, abbiano la possibilità di progettare con serenità il loro futuro, affrancandosi dalla precarietà e dal rischio di cedere a ingannevoli e pericolose tentazioni: «Tutti coloro – esorta il Santo Padre – che detengono posizioni di speciale responsabilità, hanno perciò il compito primario di affrontare con coraggio, creatività e generosità questo problema».

E un altro ambito che richiede attenzione è ancora la cura dell’ambiente: «Acquisendo – invita il Pontefice – piena consapevolezza degli effetti dei nostri comportamenti sul creato».

Papa Francesco, in conclusione, non ha tralasciato di rivolgere un pensiero all’Expo di Milano, che verrà inaugurato il prossimo primo maggio: «Sarà – rileva Papa Bergoglio – un’importante occasione in cui verranno presentate le più moderne tecnologie necessarie a garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti i popoli, nel rispetto dell’ambiente. Possa esso contribuire anche ad approfondire la riflessione sulle cause del degrado ambientale, in modo da fornire alle autorità competenti un quadro di conoscenze ed esperienze indispensabile per adottare decisioni efficaci e preservare la salute del pianeta».

About Davide De Amicis (2535 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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