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“Contro la violenza, annunciamo la misericordia di Dio che sana l’uomo”

"Atti di questo genere - commenta don Marco Di Persio - ci spronano a camminare e a crescere, sapendo che la Chiesa non ha mai giudicato nessuno, attraverso una testimonianza di fede che porta l’annuncio della misericordia, sanando il cuore dell’uomo"

Lo ha affermato don Marco Di Persio, parroco della chiesa pescarese della Madonna del Fuoco, raccontando la sua comunità parrocchiale dopo la violenza riesplosa nel rione

Una comunità parrocchiale riunita a messa

Malgrado episodi di violenza, come quello che ha coinvolto domenica il pugile sudamericano Emanuel Zuanel picchiato e ferito con cinque colpi di pistola (probabilmente per aver chiesto un aiuto economico), tornino spesso a sconvolgere il martoriato quartiere di Madonna del fuoco, da 40 anni l’omonima parrocchia di via Stradonetto reagisce contrastando emarginazione e disagio sociale diffondendo Vangelo, l’aggregazione sociale e la cultura: «Atti di questo genere – commenta don Marco Di Persio, parroco da due anni succeduto allo scomparso monsignor Giuseppe Comerlati (già vicario generale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne), ordinato sacerdote sei anni fa e subito inviato in missione nella periferia pescarese più difficile, in una parrocchia che conta 5 mila abitanti – ci spronano a camminare e a crescere, sapendo che la Chiesa non ha mai giudicato nessuno, attraverso una testimonianza di fede che porta l’annuncio della misericordia, sanando il cuore dell’uomo».

don Marco Di Persio, parroco della Madonna del fuoco

don Marco Di Persio, parroco della Madonna del fuoco

Un cammino, quest’ultimo, condotto con la determinazione e la concretezza di attività come la missione popolare svolta dalla comunità Neocatecumenale, che in queste cinque domeniche dopo Pasqua porta, fisicamente, un messaggio di speranza tra le case popolari di Madonna del fuoco: «In processione – racconta don Marco – partiamo alle 16.30 da via Stradonetto per arrivare raggiungere via Lago di Borgiano, nel cuore di Rancitelli, dove preghiamo con i residenti i quali ascoltano la testimonianza di persone che hanno vissuto momenti difficili, ma che sono stati già sanati dall’incontro con Dio. La scorsa domenica sono intervenute 250 persone: è stata una festa».

Un accompagnamento spirituale, questo, a cui si affianca il supporto materiale della Caritas parrocchiale che, come può, si impegna per contrastare la crisi che, a Madonna del fuoco, diventa povertà sostanziale: «Sono un centinaio – illustra il parroco – i nuclei familiari che assistiamo, accogliendoli dapprima nel Centro di ascolto, distribuendo loro tra gli 80 e i 100 pacchi viveri al mese, ma non solo. La cosa più importante, comunque, è che queste persone si sentano accolte, amate e mai giudicate».

Ma per sconfiggere il degrado sociale e la criminalità, bisogna agire preventivamente togliendo i ragazzi dalla strada e questo, alla parrocchia della Madonna del fuoco, lo sanno bene: «Nel nostro oratorio – sottolinea don Marco – accogliamo un centinaio di ragazzi, dai 7 ai 19 anni, che partecipano alla messa, studiano, giocano e vengono coinvolti in attività di recitazione, danza e musica, affinché si formino facendo esperienza del Signore». E poi ci sono i gruppi Scout: la prima realtà nata 40 anni fa in parrocchia, grazie all’impegno dell’indimenticato monsignor Giuseppe Comerlati.

La parrocchia della Madonna del fuoco a Pescara

La parrocchia della Madonna del fuoco a Pescara

Particolarmente riuscita, tra l’altro, l’integrazione con i bambini rom anche grazie al progetto “Romondo” della Caritas diocesana: «Da noi – precisa il presbitero – integrazione vuol dire comunione. Camminiamo insieme a loro e quest’anno faranno la prima comunione: un’esperienza stupenda».

Realtà, queste, che hanno già dato molti frutti: «A gestirle, offrendo la loro testimonianza, – rivela don Marco Di Persio – ci sono uomini, con mogli e figli, da ragazzi hanno vissuto loro stessi esperienze negative».

Un altro cammino importante per i giovani è anche quello del post cresima, curato anch’esso dalle famiglie Neocatecumenali: «Ventidue famiglie – conclude don Marco – ospitano altrettanti gruppi, ognuno composto da dieci ragazzi che vengono accompagnati in un cammino di fede da quelli che sono degli autentici padrini. Per i ragazzi, queste famiglie diventano un sostegno morale per poi tornare nelle loro famiglie di origine ed intraprendere un dialogo più maturo, alla riscoperta della fede». E per gli adulti, non mancano mostre ed eventi organizzati dall’associazione culturale “12 luglio”.

About Davide De Amicis (2700 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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