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Divorzio breve: “Una sconfitta dello Stato nei confronti della famiglia”

"Sei mesi - avverte don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della famiglia - sono pochi per acquietare i rancori e dare i dovuti supporti, per trasformare la separazione in una nuova opportunità d’incontro aprendosi al perdono"

Lo ha affermato Francesco Belletti, presidente del Forum della associazioni familiari, commentando l’approvazione della legge sul divorzio breve avvenuta ieri alla Camera

«Una vera e propria sconfitta dello Stato nei confronti della famiglia». Lo sostiene Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, intervistato dal Sir in merito all’approvazione del cosiddetto divorzio breve avvenuto ieri attraverso l’ampio consenso (398 sì, 28 no e 6 astenuti) espresso dalla Camera dei Deputati.

Francesco Belletti, presidente del Forum famiglie

Francesco Belletti, presidente del Forum famiglie

Il che significa che non saranno più necessari 3 anni per dirsi addio, come previsto dalla riforma della legge Fortuna-Baslini, ma solo 6 mesi, se la separazione è consensuale, e al massimo un anno se si decide di ricorrere al giudice: «Lentamente – accusa Belletti -, ma inesorabilmente, si vanno togliendo i sostegni a un’idea forte di matrimonio come valore costituzionale. È come se il legislatore dicesse: “Fare famiglia è un affare privato quindi, nel bene e nel male, cari cittadini dovete arrangiarvi. Non aspettatevi niente dall’intervento pubblico. Sono solo affari vostri”».

Il legame familiare può andare incontro a crisi: «Però – sottolinea il presidente del Forum delle associazioni familiari -, che esso sia un fatto totalmente autonomo, privato, da affidare agli avvocati, ci sembra una sconfitta e la separazione dei genitori scarica sui figli un compito difficile da governare».

Non si può negare, a detta di Belletti, che la separazione sia comunque un fatto complesso, non solo per i figli ma per gli stessi coniugi: «Comunque vadano le cose – osserva Francesco Belletti – rimarrà la ferita da gestire nel tempo. E ancora una volta, lo Stato afferma che in questo evento non intende assumersi alcuna responsabilità pubblica». Per Belletti, dunque, quello in atto è un percorso verso una società che privilegia legami sempre più leggeri: «In cui – continua – è quasi impossibile la promessa di una alleanza per sempre tra l’uomo e la donna».

don Paolo Gentili, direttore Pastorale familiare Cei

don Paolo Gentili, direttore Pastorale familiare Cei

Forte scontento per l’istituzione del divorzio breve, è emerso anche da parte della Conferenza episcopale italiana: «Vorremmo – ironizza polemico don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della famiglia – che lo stesso impegno messo nell’approvare il divorzio breve, le istituzioni lo rivolgessero anche a chi vuole fare famiglia: purtroppo, però, così non è».

Il presbitero, intervistato dall’agenzia di stampa Sir all’indomani dell’approvazione del divorzio breve, ha riflettuto su come nazioni molto più laiche di noi abbiano sostegni alla vita di coppia, mentre in Italia: «La solitudine dei legami – denuncia don Paolo – e la difficoltà a tenere unita la famiglia è un grido che non trova ascolto, date le scarsissime politiche per la famiglia e una società che stritola chi vuole vivere il “per sempre”. Come pure, resta inascoltato il grido dei bambini che vivono sulla propria pelle le divisioni familiari».

Il sacerdote, del resto, non nasconde che nelle famiglie possono sorgere difficoltà e divisioni: «Ma sei mesi – avverte – sono pochi per acquietare i rancori e dare i dovuti supporti, per trasformare la separazione in una nuova opportunità d’incontro aprendosi al perdono».

A fronte delle separazioni che culminano nel divorzio, infatti, vi sono anche esempi di coppie lacerate negli affetti che dopo anni hanno ritrovato una loro unità: «Ora, invece, – afferma il direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale della famiglia – questo sarà reso più difficile dalla nuova normativa, anzi se nello stesso anno si potrà essere sposati a due persone differenti, paradossalmente quello sposarsi viene privato di significato».

Roberto Dante Cogliandro, presidente dell'Associazione italiana notai cattolici

Roberto Dante Cogliandro, presidente dell’Associazione italiana notai cattolici

E il nuovo provvedimento legislativo, ha lasciato perplessi anche molti giuristi: «Divorzio breve – riflette Roberto Dante Cogliandro, presidente dell’Associazione italiana notai cattolici -, una scelta che rischia di semplificare in maniera eccessiva uno scioglimento che sottende molte problematiche. A partire dai rischi per la tutela dei figli alla riduzione del matrimonio a mero contratto. Una maggiore riflessione sarebbe stata indubbiamente necessaria, per uno dei cardini fondanti della nostra società».

About Davide De Amicis (2686 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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