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Vertice europeo sui migranti: “Piccoli passi di un’Europa incerta e timorosa”

Così monsignor Giancarlo Perego, direttore dell’Ufficio Migrantes Cei, commenta le decisioni emerse ieri dal Consiglio europeo per fermare le stragi dei migranti nel Mediterraneo

Un gruppo di migranti recuperati in mare e trasferiti in Italia

Il vertice straordinario del Consiglio europeo svoltosi ieri, su richiesta dell’Italia, per affrontare la questione delle stragi di migranti nel Mediterraneo, ha ottenuto un aumento dei finanziamenti e dei mezzi per l’operazione Triton, ma anche l’attivazione di Francia e Gran Bretagna per proporre all’Onu una risoluzione che autorizzi una missione in Libia finalizzata alla distruzione delle imbarcazioni degli scafisti. Nessuna apertura, invece, sulla redistribuzione dei richiedenti asilo in paesi diversi da quelli di approdo.

Monsignor Giancarlo Perego, direttore Ufficio Migrantes

Monsignor Giancarlo Perego, direttore Ufficio Migrantes

Risultati, questi ultimi, che mostrano un maggior coinvolgimento da parte degli altri Paesi europei, al di fuori della sola Italia, ma che non convincono del tutto: «Dal vertice europeo di ieri – commenta monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes – esce l’Europa dei nazionalismi: è rimandata la costruzione dell’Europa sociale e solidale».

Una dichiarazione, quella del direttore dell’Ufficio Migrantes, che ha replicato all’esito finale, una nota in quattro punti, del vertice europeo di ieri: «L’Europa – osserva monsignor Perego – ha scelto di investire più soldi, le stesse risorse che l’Italia aveva da sola garantito a Mare nostrum, in Frontex per controllare le frontiere del Mediterraneo, per controllare le coste del Nord Africa e per combattere il traffico degli esseri umani, anche ipotizzando un’azione – da tutti gli esperti sconsigliata – di distruzione delle barche dei trafficanti nei porti».

A detta dell’Ufficio Migrantes della Conferenza episcopale italiana, dunque, dei migranti l’Europa si è preoccupata di velocizzare i controlli, le schedature per un rimpatrio veloce dei non aventi diritto alla protezione internazionale, con il rischio anche di una semplificazione delle procedure di riconoscimento dei richiedenti asilo: «Ma non si è impegnata – accusa monsignor Giancarlo Perego – in un rafforzamento del piano di accoglienza dei rifugiati in tutti i Paesi europei».

Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri, presente al vertice europeo

Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei Ministri, presente al vertice europeo

Solo annunciate, insomma, anche le azioni puntuali e precise per una cooperazione internazionale e per un’azione di pace: «Le azioni – ricorda il direttore generale di Migrantes – che l’Onu aveva chiesto all’Europa – rafforzamento del salvataggio in mare, canali umanitari, accoglienza di un numero sensibilmente più alto di rifugiati – sono state rimandate».

Si è discusso dell’accoglienza e del trasferimento in altri Paesi europei di 5-10 mila rifugiati, nello stesso giorno in cui l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) si è resa disponibile ad accogliere 40 mila rifugiati: «Piccoli passi – conclude Perego – di un’Europa incerta e timorosa ad affrontare il dramma delle morti: il flusso di 200 mila migranti dal Nord Africa, le centinaia di migliaia di persone in fuga da guerra e terrorismo».

About Davide De Amicis (2535 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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