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“L’attuale fatica di sposarsi è la punta dell’iceberg”

"La preoccupazione più condivisa - sottolinea don Paolo Gentili - è che sempre più, in Italia, si rischia di vivere l’affetto sponsale senza giungere al matrimonio e fare figli senza aver fatto famiglia. La vera era glaciale sarebbe un futuro senza famiglia"

Lo ha affermato don Paolo Gentili, direttore dell’ufficio nazionale per la pastorale della famiglia, analizzando i questionari inviati alle diocesi dalla Segreteria del Sinodo dei vescovi

«La preoccupazione più condivisa è che sempre più, in Italia, si rischia di vivere l’affetto sponsale senza giungere al matrimonio e fare figli senza aver fatto famiglia. È la punta di un iceberg che manifesta la fatica di sposarsi in questo momento storico. La vera era glaciale sarebbe un futuro senza famiglia».

Lo ha affermato, in un’intervista all’agenzia di stampa Sir, don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Conferenza episcopale italiana, analizzando come la Chiesa italiana ha affrontato il questionario inviato alle Chiese locali dalla segreteria generale del Sinodo dei vescovi per continuare il cammino sinodale: «Premettendo – spiega don Gentili – che stiamo ancora ricevendo risposte che si aggiungono alle 139 diocesi italiane (su 226) che hanno completato il lavoro, attualmente emerge la preoccupazione per il crollo dei matrimoni e per i tassi di natalità, per la difficoltà di spiegare ai nostri giovani la bellezza del “per sempre”, per la confusione che sembra caratterizzare la vita di relazione, segnata da disorientamento e incertezza».

don Paolo Gentili, direttore Pastorale familiare Cei

don Paolo Gentili, direttore Pastorale familiare Cei

Ciononostante, tuttavia, c’è un aspetto nuovo che va sempre più emergendo: «L’esigenza – osserva il direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia – di trovare un antidoto al virus dell’isolamento. Solo generando un aiuto da famiglia a famiglia, si potrà impedire che una piccola crisi si trasformi in una separazione».

Il direttore dell’Ufficio famiglia parla, dunque, di nuovo slancio da parte delle famiglie: «“Una famiglia che adotta una famiglia”: questo – riflette don Paolo – potrebbe essere uno slogan efficace, per presentare la determinazione con cui molte coppie si fanno carico delle situazioni di difficoltà».

Una realtà nuova, questa, sottolineata anche in diverse risposte al questionario del Sinodo: «Nelle risposte giunte – precisa don Gentili – non vengono ignorate le famiglie in difficoltà, anzi, c’è un’importante consapevolezza: se non si abbatte il volto giudicante, che spesso si percepisce nella comunità cristiana, non verrà mai in luce l’accoglienza. Al contrario, l’arte dell’accompagnamento, anche nella dolorosa questione dell’esclusione dall’Eucaristia, è un balsamo sulle ferite».

Tra l’altro, la Conferenza episcopale italiana ha proposto una veglia, da svolgere il prossimo 3 ottobre in piazza San Pietro: «Lo scorso anno – ricorda il presbitero -, durante la Veglia, abbiamo acceso in piazza San Pietro, ma anche nelle nostre case, centinaia di migliaia di fiaccole. Erano segno vivo della bellezza della famiglia in Italia, mostrando una Chiesa che è faro per chi naviga nella notte. Quelle fiammelle non si sono spente, anzi… Lo slancio, manifestato anche attraverso la partecipazione al questionario, testimonia proprio la bellezza della famiglia ecclesiale, formata da tante famiglie».

About Davide De Amicis (2531 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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