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“Se uno è unito a Gesù, fa bene al prossimo, è una persona cristiana”

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, pronunciando il Regina Caeli della quinta domenica di Pasqua davanti a 50 mila fedeli in piazza San Pietro

Papa Francesco durante l'Angelus

«Se uno è intimamente unito a Gesù, gode dei doni dello Spirito Santo, che – come ci dice san Paolo – sono amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, e questi sono i doni che ci vengono se noi rimaniamo uniti a Gesùdi conseguenza una persona che è così unita fa tanto bene al prossimo e alla società è una persona cristiana».

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, pronunciando il Regina Caeli della quinta domenica di Pasqua in una piazza San Pietro gremita da 50 mila fedeli.

Ma un cristiano, a detta del Papa, può essere tale solo a una condizione, quella affermata da Gesù durante l’utima cena, ovvero che resti unito a Cristo come un tralcio è attaccato alla vite: «È questo – ricorda il Pontefice -, il modo nuovo indicato da Gesù e reso possibile dai Sacramenti, dal mantenersi fedeli al Battesimo alla preghiera tutti i giorni, al leggere il Vangelo, in una parola al crescere nell’amicizia con il Signore: i tralci non sono autosufficienti, ma dipendono totalmente dalla vite in cui si trova la sorgente della loro vita. Così è per noi cristiani. Innestati con il Battesimo in Cristo, abbiamo ricevuto da Lui gratuitamente il dono della vita nuova e possiamo restare in comunione vitale con Cristo».

Da questa comunione, quindi, scaturisce la novità cristiana che può incidere in qualsiasi rapporto personale, qualsiasi ambito sociale: «Da questi atteggiamenti – sottolinea Papa Bergoglio -, infatti, si riconosce se uno è un vero cristiano, come dai frutti si riconosce l’albero».

Davvero tutto, secondo il Sommo Pontefice, viene trasformato di un cristiano che resta unito a Gesù – anima, intelligenza, volontà, affetti, e anche il corpo.

E i frutti che ne derivano, li definisce meravigliosi: «Riceviamo – conclude Papa Francesco – un nuovo modo di essere, la vita di Cristo diventa nostra. Possiamo pensare come Lui, agire come Lui, vedere il mondo e le cose con gli occhi di Gesù. Di conseguenza, possiamo amare i nostri fratelli, a partire dai più poveri e sofferenti, come Lui lo ha fatto, e amarli con il suo cuore e portare così nel mondo frutti di bontà, di carità e di pace».

About Davide De Amicis (3001 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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