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“Con i farmaci generici i cittadini risparmierebbero 1,4 miliardi l’anno”

Emerge da uno studio elaborato da Nomisma, per conto di Assogenerici, presentato stamani dal ricercatore Federico Fontolan in Senato a Roma

Nonostante si tratti di farmaci assolutamente equivalenti ai farmaci di marca, gli esiti di mercato dei generici non hanno ancora raggiunto il loro massimo potenziale. Ad oggi, rappresentano poco più del 13% della spesa farmaceutica di classe A e il 30% delle vendite complessive di farmaci a brevetto scaduto, ma se i pazienti sostituissero tutti i farmaci utilizzati con i rispettivi generici al prezzo più basso, sarebbe possibile ottenere oltre 1,4 miliardi di euro l’anno di risparmi privati, mentre il risparmio pubblico ottenibile semplicemente, grazie al processo di “genericazione”, sarà di oltre 1,1 miliardi di euro tra il 2015 e il 2020».

È quanto emerge dallo studio realizzato da Nomisma per conto di Assogenerici (Associazione nazionale industrie farmaci generici), intitolato “Il sistema dei farmaci generici in Italia. Scenari per una crescita sostenibile”, presentato oggi a Roma, presso il Senato, da Federico Fontolan, nel corso di un convegno promosso da Assogenerici.

Obiettivo dello studio, indagare il funzionamento del sistema dei farmaci generici in Italia e individuare elementi per uno sviluppo del comparto che tenga conto dell’esigenza di crescita industriale del Paese e, contemporaneamente, di razionalizzazione della spesa farmaceutica senza impattare negativamente sulla qualità delle cure.

Secondo la ricerca, che esplora le esperienze di medici, farmacisti e pazienti, gli esiti di mercato sono influenzati innanzitutto dal comportamento di chi prescrive, vende e utilizza i farmaci. Sbilanciata, per Fontolan, la fotografia scattata.

Da una parte, tra i pazienti che hanno fatto uso di farmaci negli ultimi dodici mesi, la maggior parte conosce i generici (90%) e molti ne hanno fatto uso almeno una volta (72%); dall’altra l’elevato numero di autorizzazioni all’immissione in commercio induce molti medici a seguire pattern prescrittivi consuetudinari: «Occorre colmare – avverte il ricercatore – il vuoto informativo tra medico e produttori di farmaci generici, che incide negativamente sulla capacità di penetrazione dei generici stessi, tanto che il mercato dei farmaci fuori brevetto è ancora oggi dominato dai farmaci di marca».

Dal punto di vista dell’impatto, uno degli effetti dei generici è una contrazione della spesa pubblica a fronte di un aumento delle confezioni vendute, poiché l’introduzione di un farmaco generico porta a una riduzione del prezzo per confezione pari mediamente al 60% ad un anno dall’ingresso sul mercato: «Oltre al risparmio pubblico – ribadisce Fontolan – se i cittadini sostituissero tutti i farmaci utilizzati con i rispettivi generici al prezzo più basso, potrebbero risparmiare oltre 1,4 miliardi di euro l’anno, a parità di confezioni vendute».

About Davide De Amicis (2772 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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