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2015: “Anno decisivo per sostenibilità e lotta a cambiamento clima”

"Nonostante - spiega Sachs - tutti gli impegni, assunti dai governi dalla Conferenza di Rio (23 anni fa) in poi, in materia di riscaldamento globale, quest’anno la tendenza all’aumento della temperatura è di 4,6 gradi centigradi; il 2015 rischia di essere l’anno più caldo della storia, ancora più del 2014, con effetti catastrofici per le coltivazioni e disastri ambientali"

Lo ha affermato ieri Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute della Columbia University, parlando agli oltre 300 delegati presenti a Roma per l’assemblea generale di Caritas internationalis

«Il 2015 sarà un anno decisivo per far prendere all’umanità una nuova direzione verso lo sviluppo sostenibile e la lotta al cambiamento climatico». Lo ha detto ieri pomeriggio l’economista Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute della Columbia University e consulente all’Onu sui temi dello sviluppo sostenibile, parlando agli oltre 300 delegati da tutto il mondo convenuti a Roma per l’assemblea generale di Caritas internationalis: «Stiamo vivendo – spiega Sachs – un momento unico nella storia, con speranze e passi in avanti da una parte – come la diminuzione delle morti per malaria in Africa – e dall’altra parte l’inasprirsi di conflitti e una situazione di “caos ecologico” – con l’aumento di inondazioni, cicloni, perdita di biodiversità – che provocano sempre più migrazioni.

Sachs

Jeffrey Sachs, direttore Earth Institute della Columbia University

Nonostante tutti gli impegni assunti, dai governi dalla Conferenza di Rio (23 anni fa) in poi, in materia di riscaldamento globale, quest’anno la tendenza all’aumento della temperatura è di 4,6 gradi centigradi; il 2015 rischia di essere l’anno più caldo della storia, ancora più del 2014, con effetti catastrofici per le coltivazioni e disastri ambientali».

Tutto questo quando, nei prossimi mesi, vi saranno tre vertici importanti come il summit di Addis Abeba su finanza e sviluppo luglio, l’incontro di Alto livello all’Onu di settembre, al quale prenderà parte anche Papa Francesco, nel quale i governi adotteranno gli Obiettivi di sviluppo sostenibile fino al 2030: «L’ultima opportunità per cambiare direzione – avverte il ricercatore – è il vertice Cop 21 di Parigi sul clima che si terrà a fine novembre-inizio dicembre. Per questo, c’è grande attesa nei confronti dell’enciclica del Papa sull’ambiente, perché andrà a influenzare la coscienza del mondo. Abbiamo solo pochi mesi, per far capire ai governi e alle industrie che devono mettere da parte gli interessi politici ed economici, che hanno stabilito una “plutocrazia” anziché una democrazia fondata sul potere del popolo».

Del resto tutti i Paesi, anche quelli ricchi, sono colpiti dal cambiamento climatico: «Un motivo in più – ribadisce Jeffrey Sachs – per lottare tutti insieme per il bene comune». Gli obiettivi globali da conseguire per uno sviluppo sostenibile del pianeta sono: «Porre fine – ricorda direttore dell’Earth Institute della Columbia University – alla povertà estrema, superare l’esclusione sociale, proteggere l’ambiente».

Tra le proposte di Sachs, tra l’altro, emerge quella di istituire un nuovo Fondo mondiale per garantire a tutti l’accesso alla salute, che costerebbe solo 25 mila milioni di dollari l’anno, e un Fondo mondiale per l’accesso universale all’educazione.

About Davide De Amicis (2686 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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