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“Debelliamo la fame, prevenendo ogni forma di malnutrizione nel mondo”

"Di fronte alla miseria di tanti nostri fratelli e sorelle - denuncia il Paoa - penso a volte che l’argomento della fame e dello sviluppo agricolo sia oggi diventato uno dei tanti problemi in questo tempo di crisi. Eppure vediamo ovunque crescere il numero di chi con fatica accede a pasti regolari e sani"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, ricevendo in udienza alla Sala Clementina i partecipanti alla trentanovesima Conferenza Fao

Papa Francesco

«Debellare la fame e prevenire qualsiasi forma di malnutrizione, in tutto il mondo». È stato questo l’imperativo rivolto ieri da Papa Francesco ai partecipanti alla trentanovesima Conferenza della Fao, ricevuti in udienza oggi nella Sala Clementina: «L’accesso al cibo necessario – sottolinea il Papa – è un diritto di tutti, perché i diritti non consentono esclusioni».

Da qui l’auspicio che prevalga la responsabilità di rispondere in concreto agli affamati e a tutti coloro che attendono dallo sviluppo agricolo una risposta alla loro condizione: «Di fronte alla miseria di tanti nostri fratelli e sorelle – denuncia il Pontefice – penso a volte che l’argomento della fame e dello sviluppo agricolo sia oggi diventato uno dei tanti problemi in questo tempo di crisi. Eppure vediamo ovunque crescere il numero di chi con fatica accede a pasti regolari e sani. Ma invece di agire preferiamo delegare, e delegare a tutti i livelli».

E pensiamo: «Ci sarà qualcuno – si chiede il Santo Padre – che se ne occuperà, magari un altro Paese, o quel Governo, quella Organizzazione internazionale. La nostra tendenza a disertare di fronte a temi difficili è umana: anzi, è un atteggiamento che spesso amiamo prediligere anche se poi non manchiamo a una riunione, a una conferenza, o alla redazione di un documento».

Papa Francesco riceve i delegati Fao nella Sala Clementina

Papa Francesco riceve i delegati Fao nella Sala Clementina

Per questo. Papa Bergoglio ha lanciato una proposta precisa: «Dobbiamo rispondere all’imperativo che l’accesso al cibo necessario è un diritto di tutti: non basta fare il punto sulla nutrizione nel mondo, anche se aggiornare i dati è necessario, perché ci mostra la dura realtà. Può certo consolarci sapere che quel miliardo e 200 milioni di affamati del 1992 si è ridotto, anche con una popolazione mondiale in crescita. Serve a poco, però, prendere atto dei numeri o anche progettare una serie d’impegni concreti e di raccomandazioni da applicare alle politiche e agli investimenti, se tralasciamo l’obbligo di debellare la fame e prevenire qualsiasi forma di malnutrizione, in tutto il mondo».

Insomma, la sicurezza alimentare va necessariamente raggiunta: «Anche – precisa il Sommo Pontefice – se i popoli sono diversi per collocazione geografica, situazioni economiche o culture alimentari. Lavoriamo per armonizzare le differenze e uniamo gli sforzi, così non leggeremo più che la sicurezza alimentare per il Nord significa eliminare grassi e favorire il movimento e per il Sud procurarsi almeno un pasto al giorno».

Secondo Papa Francesco, dunque, dobbiamo cominciare dalla nostra quotidianità se vogliamo cambiare gli stili di vita, coscienti che i nostri piccoli gesti possono garantire la sostenibilità e il futuro della famiglia umana: «Continuiamo – conclude il Papa – la lotta alla fame senza secondi fini! Le proiezioni della Fao dicono che entro il 2050, con 9 miliardi di abitanti sul pianeta, la produzione dovrà aumentare e addirittura raddoppiare. Invece di impressionarci di fronte ai dati, modifichiamo il nostro rapporto con le risorse naturali, l’uso dei terreni; modifichiamo i consumi, senza cadere nella schiavitù del consumismo; eliminiamo lo sperpero e così sconfiggeremo la fame».

Ma non è solo il cibo a scarseggiare nei Paesi poveri del pianeta: «I cambiamenti climatici – ricorda il Santo Padre – ci riportano ai forzati spostamenti di popolazione e ai tanti drammi umanitari per mancanza di risorse, a iniziare dall’acqua già oggetto di conflitti che in prospettiva aumenteranno. Non basta affermare che esiste un diritto all’acqua senza agire, per rendere sostenibile il consumo di questo bene-risorsa e per eliminare ogni spreco».

Questo l’ammonimento del Pontefice che ricordato come l’acqua resti un simbolo che i riti di molte religioni e culture usano per indicare appartenenza, purificazione e conversione interiori: «Partendo da questo valore simbolico – propone infine la Fao – può contribuire a rivedere modelli di comportamento per garantire, oggi e in futuro, che tutti possano accedere all’acqua indispensabile alle loro necessità e alle attività agricole, partendo dalla consapevolezza che le soluzioni tecniche non sono utili se dimenticano la centralità della persona umana che è la misura di ogni diritto».

About Davide De Amicis (2963 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato è stato direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio, ha collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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