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Sinodo: ipotesi di itinerario di riconciliazione per divorziati risposati

"Il secondo momento del Sinodo - spiega il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo sulla famiglia - nella presentazione a proposito del tema dell’Instumentum laboris - “La vocazione e la missione della famiglia nel mondo contemporaneo” - intende offrire alla Chiesa e al mondo contemporaneo stimoli pastorali per una rinnovata evangelizzazione"

Lo prevede l’Instrumentum laboris del prossmo Sinodo ordinario della famiglia, pubblicato ieri, che si riunirà dal 4 al 25 ottobre prossimi

«C’è un comune accordo sull’ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale, sotto l’autorità del vescovo, per i fedeli divorziati risposati civilmente che si trovano in situazione di convivenza irreversibile».

Lo si apprende dall’Instrumentum laboris, per la XIV Assemblea ordinaria del Sinodo dei vescovi, reso pubblico ieri. Il testo è frutto della Relatio Synodi, di cui ampie parti vengono confermate, integrata dalle risposte ai Lineamenta, oltre che da osservazioni e importanti suggerimenti da parte di varie componenti delle Chiese particolari, organizzazioni, aggregazioni laicali e altre istanze ecclesiali e accademiche.

Card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo

Card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo

Tre le parti del documento, che mostrano la continuità tra la fase straordinaria e quella ordinaria del Sinodo, in programma dal 4 al 25 ottobre prossimi: “L’ascolto delle sfide sulla famiglia”, “Il discernimento nella vocazione familiare” e “La missione della famiglia oggi”: «Il secondo momento del Sinodo – spiega il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo sulla famiglia – nella presentazione a proposito del tema dell’Instumentum laboris – “La vocazione e la missione della famiglia nel mondo contemporaneo” – intende offrire alla Chiesa e al mondo contemporaneo stimoli pastorali per una rinnovata evangelizzazione».

Ciò premesso, tornando alla questione dei divorziati risposati nell’Instrumentum laboris, in riferimento alla “Familiaris consortio”, si suggerisce un percorso di presa di coscienza del fallimento e delle ferite da esso prodotte, con pentimento, verifica dell’eventuale nullità del matrimonio, impegno alla comunione spirituale e decisione di vivere in continenza: «Altri padri sinodali – si precisa nell’Instrumentum laboris -, per via penitenziale intendono un processo di chiarificazione e di nuovo orientamento, dopo il fallimento vissuto, accompagnato da un presbitero a ciò deputato».

Monsignor Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo

Monsignor Bruno Forte, segretario speciale del Sinodo

Questo processo, in base a tale proposta, dovrebbe condurre l’interessato a un giudizio onesto sulla propria condizione in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione, per poter far uso della potestà di legare e sciogliere in modo adeguato alla situazione: «La vera sfida – commenta monsignor Bruno Forte, relatore speciale del Sinodo dei vescovi – non è tanto “comunione sì, comunione no”, ma come aiutare le persone a sentirsi parte viva e protagonisti della comunità ecclesiale. L’esigenza delle famiglie ferite è di sentirsi accolte e valorizzate nella vita della comunità ecclesiale: è questo l’orizzonte più corretto per affrontare anche gli altri aspetti. Se la persona non si sente accolta e integrata, anche con responsabilità nella vita ecclesiale, come è possibile fare altri approfondimenti?».

Quello dell’Instrumentum laboris, vuole comunque essere un nuovo passo per un accompagnamento differenziato delle famiglie: «Particolarmente – sottolinea il documento – quelle ferite e fragili, tramite un discernimento prudente e misericordioso e la capacità di cogliere nel concreto la diversità delle singole situazioni».

Il “nuovo passo” del Sinodo, che comincia con l’Instrumentum laboris, parte dall’ascolto delle sfide sulla famiglia per delinearne la sua missione in uscita, a cominciare dalla consapevolezza che in un mondo spesso segnato da solitudine e tristezza, il Vangelo della famiglia è una buona notizia: «Per la Chiesa – emerge dall’Instrumentum laboris – si tratta di partire dalle situazioni concrete delle famiglie di oggi, tutte bisognose di misericordia, cominciando da quelle più sofferenti».

L'aula del Sinodo dei vescovi, nella recente Assemblea straordinaria

L’aula del Sinodo dei vescovi, nella recente Assemblea straordinaria

L’icona è quella di Gesù che accompagna i discepoli di Emmaus: «A volte – si legge ancora nel documento, a proposito dell’‘accompagnamento sapiente e differenziato – occorre rimanere accanto e ascoltare in silenzio; in altre, porsi davanti per indicare la via su cui procedere; in altre ancora, stare dietro per sostenere e incoraggiare. In una parola, la Chiesa fa proprie, in un’affettuosa condivisione, le gioie, le speranze, i dolori e le angosce di ogni famiglia».

Inoltre l’Instrumentum laboris, come la recente Relatio Synodi, cita la lettera della Congregazione per la dottrina della fede che ha ribadito la posizione ufficiale della Chiesa in merito alle unioni gay: «Non esiste fondamento alcuno – chiarisce la lettera – per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società. Sarebbe auspicabile – la proposta – che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all’accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone».

About Davide De Amicis (2468 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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