Ultime notizie

“In Italia la tavola non è imbandita per tutti”

"Se la sobrietà è un valore - osserva il Censis -, perché vuol dire scelta ragionata e selezione, non si può non constatare una dinamica di erosione della coesione sociale nelle nostre comunità che ha toccato anche il rapporto con il cibo"

Lo ha rilevato il Censis che ieri, all’Expo di Milano, ha presentato una ricerca sul tema “Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere”

«Per gli italiani non ci sono ortodossie alimentari da seguire ad ogni costo e il cibo offre ricche occasioni relazionali ed identitarie, ma nel nostro Paese la tavola però non è imbandita per tutti».

Lo ha rilevato ieri il Censis, illustrando al Padiglione Italia dell’Expo una ricerca dal tema “Gli italiani e il cibo. Rapporto su un’eccellenza da condividere” alla presenza del presidente di Expo 2015 e commissario generale del Padiglio Italia Diana Bracco e del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina.

Giuseppe De Rita, presidente del Censis

Giuseppe De Rita, presidente del Censis

Infatti, secondo i dati, 2,4 milioni di famiglie non hanno acquistato alimenti necessari a causa di difficoltà economiche (un milione in più nel periodo 2007-2014: +85%). Puglia (16,1%), Campania (14,2%) e Sicilia (13,3%) sono le tre regioni con la quota percentuale più alta di famiglie in disagio alimentare. Inoltre, dalla ricerca è emerso che più figli significano anche più difficoltà (il 12,2% delle famiglie con figli minori, un totale di 830.000 nuclei).

Le famiglie con figli sono anche quelle che hanno subito di più i tagli alla spesa alimentare negli anni 2007-2014: -15,6% le coppie con due figli, -18,2% le coppie con tre o più figli. Con la crisi si sono acuite le preesistenti disuguaglianze alimentari.

Nel periodo 2007-2014 le famiglie con capofamiglia operaio hanno registrato una riduzione della spesa alimentare del 17,3% in termini reali, mentre quelle di dirigenti e impiegati del 9,7%, a fronte di una riduzione media del 12,9%: «Se la sobrietà è un valore – osserva il Censis -, perché vuol dire scelta ragionata e selezione, non si può non constatare una dinamica di erosione della coesione sociale nelle nostre comunità, che ha toccato anche il rapporto con il cibo».

Al di là della crisi, comunque, dallo studio emerge che siamo un popolo di appassionati, intenditori e veri esperti. Il cibo italiano vince nel mondo perché esiste uno specifico modello italiano, quotidiano, di massa, di rapportarsi all’alimentazione.

Sono 29,4 milioni gli italiani che si definiscono appassionati, ovvero persone a cui piace informarsi e parlare di cibo; 12,6 milioni si ritengono intenditori, capaci di discutere con buone nozioni su preparazioni, ricette e tradizioni; 4,1 milioni si considerano veri esperti.

E sono 19,7 milioni gli italiani appassionati di vino, 7,2 milioni gli intenditori e 1,9 milioni gli esperti: «L’enogastronomia – sottolinea il Censis – è il nostro grande tema nazionale, pervasivo sul piano sociale, una componente fondamentale dello stile di vita, della cultura e dell’identità italica. Anche negli anni della crisi, per gli italiani, la ricerca di prezzi convenienti non è andata a scapito della qualità».

Nella scelta di un alimento, per l’87,6% conta la tipicità e il radicamento territoriale del prodotto, per l’86,3% la certificazione Doc, Docg e Dop, per il 59% la marca. Si punta molto anche sul valore della “territorialità” come garanzia di qualità.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
Contact: Website