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“Gesù non è un venditore di fumo, come il diavolo, ma è vita e verità”

"Gesù - ricorda Papa Francesco - non ti vende fumo. Perché sa che la felicità, quella vera, quella che riempie il cuore, non si trova nei vestiti costosi che indossiamo, nelle scarpe che ci mettiamo, nell’etichetta di una determinata marca. Egli sa che la felicità vera sta nell’essere sensibili, nell’imparare a piangere con quelli che piangono, nello stare vicini a quelli che sono tristi, nel dare una mano, un abbraccio"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, in conclusione del suo viaggio apostolico in Sud America, parlando ai giovani paraguaiani sul lungofiume Costanera

Papa Francesco in visita presso un quartiere paraguiano

«Gesù non è un venditore di fumo, come il diavolo». Lo ha assicurato ieri ai giovani, incontrati sul lungofiume Costanera al termine del viaggio in Paraguay, Papa Francesco: «Il diavolo – spiega nel testo consegnato – ti promette, ti promette, ma non ti dà nulla, non mantiene mai nulla di ciò che promette. È un cattivo pagatore. Ti fa desiderare cose che non dipendono da lui, che tu le ottenga o no. Ti fa riporre la speranza in qualcosa che non ti renderà mai felice».

Questo è il suo gioco, la sua strategia: «Parlare molto – continua il Pontefice -, promettere molto e non fare nulla. È un gran venditore di fumo perché tutto quello che ci propone è frutto della divisione, del competere con gli altri, dello schiacciare la testa agli altri per ottenere le nostre cose. È un venditore di fumo perché, per raggiungere tutto questo, l’unica strada è mettere da parte i tuoi amici, non sopportare nessuno».

Perché tutto si basa sull’apparenza: «Ti fa credere – sottolinea il Santo Padre – che il tuo valore dipende da quanto possiedi. Al contrario, abbiamo Gesù, che ci offre il suo gioco. Non ci vede fumo, non ci promette apparentemente grandi cose. Non ci dice che la felicità si trova nella ricchezza, nel potere, nell’orgoglio. Al contrario. Ci mostra che la strada è un’altra».

A questo punto Papa Bergoglio ha utilizzato una metafora calcistica: «Questo Direttore Tecnico – afferma – dice ai suoi giocatori: Beati, felici i poveri in spirito, quelli che piangono, i miti, quelli che hanno fame e sete della giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, quelli che lavorano per la pace, i perseguitati per la giustizia. E termina dicendo loro, rallegratevi per tutto questo. Perché? Perché Gesù non ci mente: ci indica una via che è vita e verità».

Egli è la grande prova di questo: «È il suo stile – spiega il Sommo Pontefice -, il suo modo di vivere la vita, l’amicizia, la relazione con il Padre. Ed è ciò a cui ci invita. A sentirci figli. Figli amati. Lui non ti vende fumo. Perché sa che la felicità, quella vera, quella che riempie il cuore, non si trova nei vestiti costosi che indossiamo, nelle scarpe che ci mettiamo, nell’etichetta di una determinata marca. Egli sa che la felicità vera sta nell’essere sensibili, nell’imparare a piangere con quelli che piangono, nello stare vicini a quelli che sono tristi, nel dare una mano, un abbraccio».

Chi non sa piangere, non sa ridere e pertanto non sa vivere: «Gesù – osserva Papa Francesco – sa che in questo mondo di così tanta competizione, invidia e aggressività, la vera felicità deriva dall’imparare ad essere pazienti, a rispettare gli altri, a non condannare né giudicare nessuno».

In sintesi, quella di Gesù è una proposta di amicizia, di vera amicizia: «Però – avverte il Papa – non per rimanere in noi stessi, ma per andare a fare altri amici. Per contagiare l’amicizia di Gesù nel mondo, dovunque vi trovate, al lavoro, nello studio, nel divertimento, in Whatsapp, Facebook o Twitter. Quando andate a ballare, o bevendo una buona bibita. In piazza o giocando una partita nel campo del quartiere. Là è dove stanno gli amici di Gesù. Non vendendo fumo, ma con perseveranza. La perseveranza di sapere che siamo felici, perché abbiamo un Padre nei cieli».

Quindi la preghiera, che il Papa ha pronunciato a braccio al di fuori del discorso ufficiale: «Signore Gesù – invoca il Pontefice -, dammi un cuore libero che non sia schiavo di tutti gli inganni del mondo. Che non sia schiavo della comodità e dell’inganno. Che non sia schiavo della bella vita. Che non sia schiavo dei vizi. Che non sia schiavo di una falsa libertà, che è fare quello che mi piace in ogni momento.

Gesù, ti chiedo per i ragazzi e le ragazze che non sanno che Tu sei la loro forza, e che hanno paura di vivere; paura di essere felici, che hanno paura di sognare. Gesù, insegnaci a sognare, a sognare cose grandi, cose belle, cose che anche se possono sembrare quotidiane, sono cose che allargano il cuore. Signore Gesù, donaci la forza, donaci un cuore libero, donaci speranza, donaci amore e insegnaci a servire».

About Davide De Amicis (2489 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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