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“Nessuna ingegneria economica e politica sostituirà apporto famiglie”

"Immaginiamo - riflette il Papa - che il timone della storia, della società, dell’economia, della politica, venga consegnato - finalmente! - all’alleanza dell’uomo e della donna, perché lo governino con lo sguardo rivolto alla generazione che viene. I temi della terra e della casa, dell’economia e del lavoro, suonerebbero una musica molto distinta!"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, presiedendo l’udienza generale in piazza San Pietro dedicata al tema della responsabilità delle famiglie di comunicare la fede

Papa Francesco

«Nessuna ingegneria economica e politica è in grado di sostituire l’apporto delle famiglie: il progetto di Babele edifica grattacieli senza vita. Lo Spirito di Dio, invece, fa fiorire i deserti. Dobbiamo uscire dalle torri e dalle camere blindate delle élites, per frequentare di nuovo le case e gli spazi aperti delle moltitudini, aperti all’amore della famiglia».

Lo ha affermato ieri Papa Francesco durante l’udienza generale in piazza San Pietro, alla presenza di 15 mila fedeli, dedicata al tema della responsabilità della famiglia di comunicare la fede e di trasmetterla, sia al suo interno che all’esterno: «Se – avverte il Papa – ridaremo protagonismo – a partire dalla Chiesa – alla famiglia che ascolta la parola di Dio e la mette in pratica, diventeremo come il vino buono delle nozze di Cana, fermenteremo come il lievito di Dio!».

I fedeli in piazza San Pietro per l'udienza generale

I fedeli in piazza San Pietro per l’udienza generale

La famiglia che risponde alla chiamata di Gesù, secondo il Pontefice, riconsegna la regìa del mondo all’alleanza dell’uomo e della donna con Dio: «Pensate – sollecita il Santo Padre – allo sviluppo di questa testimonianza, oggi. Immaginiamo che il timone della storia, della società, dell’economia, della politica, venga consegnato – finalmente! – all’alleanza dell’uomo e della donna, perché lo governino con lo sguardo rivolto alla generazione che viene. I temi della terra e della casa, dell’economia e del lavoro, suonerebbero una musica molto distinta!».

Dunque, a detta del Pontefice, un solo sorriso miracolosamente strappato alla disperazione di un bambino abbandonato, che ricomincia a vivere, ci spiega l’agire di Dio nel mondo più di mille trattati teologici: «Un solo uomo e una sola donna – aggiunge il Santo Padre – capaci di rischiare e di sacrificarsi per un figlio d’altri, e non solo per il proprio, ci spiegano cose dell’amore che molti scienziati non comprendono più».

Con queste parole Papa Bergoglio ha spiegato che la sapienza degli affetti che non si comprano e non si vendono è la dote migliore del genio familiare: «E dove ci sono questi affetti familiari – precisa parlando a braccio – vengono questi gesti del cuore che ci parlano più forte delle parole. Il gesto dell’amore, questo fa pensare. Proprio in famiglia impariamo a crescere in quella atmosfera di sapienza degli affetti: la loro grammatica si impara lì, altrimenti è ben difficile impararla. Ed è proprio questo il linguaggio attraverso il quale Dio si fa comprendere da tutti».

Così l’invito a mettere i legami famigliari nell’ambito dell’obbedienza della fede e dell’alleanza con il Signore non li mortifica: «Al contrario – ribadisce il Sommo Pontefice -, li protegge, li svincola dall’egoismo, li custodisce dal degrado, li porta in salvo per la vita che non muore».

In questa prospettiva, tra l’altro: «La circolazione di uno stile famigliare nelle relazioni umane – continua Papa Francesco – è una benedizione per i popoli: riporta la speranza sulla terra. Quando gli affetti famigliari si lasciano convertire alla testimonianza del Vangelo, diventano capaci di cose impensabili che fanno toccare con mano le opere che Dio compie nella storia, come quelle che Gesù ha compiuto per gli uomini, le donne, i bambini che ha incontrato».

Ad esempio, l’alleanza della famiglia con Dio è chiamata oggi a contrastare la desertificazione comunitaria della città moderna. Questo il compito, impegnativo ed esigente, affidato ieri dal Papa alla famiglia: «Ma le nostre città – osserva il Papa – sono diventate desertificate da mancanza d’amore per mancanza di sorriso: tanti divertimenti, tante cose per perdere il tempo per far ridere, ma l’amore manca. E proprio la famiglia, quel papà quella mamma che lavorano, con i figliIl sorriso di una famiglia è capace di vincere questa desertificazione delle nostre città, e questa è la vittoria dell’amore della famiglia».

La comunione dei carismi, quelli donati al Sacramento del matrimonio e quelli concessi alla consacrazione per il Regno di Dio, secondo Papa Francesco è destinata a trasformare la Chiesa in un luogo pienamente familiare per l’incontro con Dio: «Andiamo avanti su questa strada – conclude Papa Bergoglio -, non perdiamo la speranza! Dove c’è una famiglia con amore è capace di riscaldare il cuore di tutta una città, con la sua testimonianza d’amore! Pregate per me, preghiamo gli uni per gli altri, perché diventiamo capaci di riconoscere e di sostenere le visite di Dio. Lo Spirito porterà lieto scompiglio nelle famiglie cristiane e la città dell’uomo uscirà dalla depressione!».

About Davide De Amicis (2506 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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