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“Crediamoci, possiamo cambiare il mondo attraverso nuovi stili di vita”

"Crediamo - spiega l'arcivescovo Valentinetti - di dover rispondere alle esigenze profonde, che Papa Francesco ci ha indicato nell’enciclica “Laudato si”. Dunque una riflessione sui nuovi stili di vita, prestando molta attenzione alla conduzione di lavori alternativi, che non schiavizzino la persona, e altrettanta attenzione alla festa come momento di riposo, di relazione e accoglienza del Risorto che viene nelle nostre vite"

Lo ha affermato ieri Padre Adriano Sella, del coordinamento interdiocesano Nuovi stili di vita, intervenuto al convegno diocesano “Credenti fuori dagli schemi”

Padre Adriano Sella, avvia la relazione sull‘enciclica Ludato si e sui Nuovi stili di vita

«Crediamoci, possiamo cambiare il mondo attraverso nuovi stili di vita». Lo ha affermato ieri pomeriggio Padre Adriano Sella, del coordinamento interdiocesano “Nuovi stili di vita”, intervenendo al Convegno diocesano annuale dal tema “Credenti fuori dagli schemi: uomini in uscita negli ambiti della vita”.

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

È questo l’appuntamento che da ieri a domani sta richiamando all’Oasi dello Spirito di Montesilvano colle la presenza di sacerdoti e laici, operatori di pastorale, catechisti, educatori e animatori, provenienti da tutte le parrocchie dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, per meglio focalizzare quella che sarà la tematica sui cui riflettere per l’intero anno pastorale alle porte: «Con questo argomento – introduce monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne -, crediamo fondamentalmente di dover rispondere alle esigenze profonde che Papa Francesco ci ha indicato nell’enciclica “Laudato si”. Dunque una riflessione sui nuovi stili di vita prestando molta attenzione alla conduzione di lavori alternativi, che non schiavizzino la persona, e altrettanta attenzione alla festa come momento di riposo, di relazione e accoglienza del Risorto che viene nelle nostre vite».

Un approfondimento, quest’ultimo, su aspetti fondamentali per la determinazione della qualità della vita dell’uomo, anticipati dalla meditazione sulla Parola di Dio con il Vangelo di Luca che narra di Gesù che conduce Simon Pietro alla pesca miracolosa: «Il messaggio di questo testo – spiega don Michele Tartaglia, docente di Nuovo Testamento al Seminario regionale di Chieti – è che Gesù invita ad avere fiducia nella sua Parola, quindi ad andare a incontrare le persone più lontane come i malati, i peccatori e i poveri».

don Michele Tartaglia, docente di Nuovo Testamento al Seminario regionale di Chieti

don Michele Tartaglia, docente di Nuovo Testamento al Seminario regionale di Chieti

E quell’invito di Gesù a gettare le reti, ai nostri giorni, può essere interpretato proprio come una sollecitazione ad uscire fuori dagli schemi: «Fare qualcosa – aggiunge don Tartaglia – che noi non faremmo a partire dalle nostre certezze e dalle nostre consapevolezzeper farci guidare da una parola più coraggiosa che osa di più, specie in questo tempo nel quale non siamo noi a scegliere le persone che ci vengono in contro. E in questo momento, in cui c’è un movimento globale di persone oltre a un mescolamento di culture e a una maggiore conoscenza dei problemi di tutta l’umanità, è necessario percorrere nuove strade e uscire dagli schemi».

Insomma, tutto questo è la Chiesa in uscita chiamata ad agire anche nell’ultima enciclica ecologia di Papa Francesco: «Un’enciclica – sottolinea Padre Adriano Sella – la “Laudato si”, in grado di farci volare. Del resto oggi non possiamo separare il grido della Terra e il grido dei poveri, così come non possiamo fare a meno di riconoscere che un vero approccio ecologico diviene sempre più anche un approccio sociale. E questo per integrare la giustizia nelle discussioni sull’ambiente, ascoltando tanto il grido della terra quanto il grido dei poveri, che alla fine rappresentano entrambi lo stesso grido».

Padre Adriano Sella, coordinamento interdiocesano Nuovi stili di vita

Padre Adriano Sella, coordinamento interdiocesano Nuovi stili di vita

Un ragionamento, questo, che porta a parlare innanzi tutto dello sfruttamento intensivo delle risorse del pianeta che finiscono sempre più anzitempo: «Il 13 agosto scorso – ricorda l’esponente del coordinamento interdiocesano Nuovi stili di vita – è stato l’Earth overshoot day, il giorno in cui noi abbiamo già finito di consumare le risorse naturali disponibili per il 2015, cominciando ad intaccare quelle del 2016 con quattro mesi di anticipoUna data che, purtroppo, ogni anno cade sempre prima e sullo sfondo aumenta il divario tra ricchi e poveri, così come esplode sempre più il dramma dell’immigrazione dovuta ai bruschi cambiamenti climatici: si parla di circa 200 milioni di persone che fuggono da alluvioni e siccità».

E poi c’è il divario sempre più forte tra disoccupati e super occupati, per non parlare della povertà relazionale che colpisce i paesi occidentali, più coinvolti dal mito di una crescita economica potenzialmente infinita, con la massimizzazione del profitto e la minimizzazione dell’etica: «È un’economia – denuncia Padre Sella, citando Papa Francesco, che “uccide” attraverso la sua finanziarizzazione. Così scoppia il virus della mercificazione, con tutto che diventa merce usa e getta e non riguarda solo le cose, ma anche le persone ridotte ad un “tubo digerente” vittime di un consumismo ossessivo e compulsivo».

Il tavolo dei relatori

Il tavolo dei relatori

Così si arriva ai tempi della settimana lavorativa, sempre più intensa e asfissiante: «Ormai – constata Padre Adriano – si è realizzato il paradosso secondo cui viviamo per lavorare e non lavoriamo per vivere. Tutto questo a discapito del giorno di festa, che diventa un intralcio da eliminare e ridurre ad un qualsiasi altro giorno lavorativo, per riempire i centri commerciali».

In un contesto del genere, è comunque l’enciclica ecologica di Papa Francesco a restituire ottimismo e speranza agli uomini: «L’essere umano – osserva il religioso, citando l’enciclica “Laudato si” -, può anche rinnovarsi e rigenerarsi al di là di qualsiasi condizionamento psicologico e sociale gli venga imposto. È capace di guardare a sé stesso con onestà, per intraprendere la nuova strada verso la piena libertà».

La strada verso l’adozione di nuovi stili di vita, invocata per ben 35 volte nel documento papale, che passa attraverso le piccole scelte del quotidiano: «Per condurre una vita sobria, consapevole e felice – illustra Padre Adriano Sella -, riscoprendo l’essenziale distinguendolo da tutto ciò che è superfluo, come tanti oggetti inutili che prendono tempo. Solo recuperandolo, invece, potremo riscoprire la relazione umana e dedicarci agli altri».

Tanti gli operatori pastorali presenti al convegno

Tanti gli operatori pastorali presenti al convegno

Un discorso a parte merita la domenica, come giorno da preservare rispetto al lavoro settimanale: «Come coordinamento Nuovi stili di vita – conclude Padre Sella – abbiamo dato vita alla campagna “Vivere da risorti”. Custodiamo la domenica come Pasqua settimanale caratterizzata dalle tre “R” relazione, riposo e risorto. Impegniamoci a non compiere acquisti la domenica, perché ci sono molti commessi e commesse che sono costretti ad andare a lavorare: facciamo la spesa durante la settimana, e se la domenica manca qualcosa chiediamola al vicino. Questo è un giorno in cui dobbiamo recuperare la dimensione del riposo, per rivedere la nostra vita e scoprire dove stiamo andando».

Per quanto riguarda il proseguo del convegno diocesano, nella giornata di oggi sono state rese alcune testimonianze sui nuovi stili di vita, seguite da laboratori tematici, mentre domattina alle ore 10 ci sarà la relazione conclusiva dell’arcivescovo Valentinetti, durante la quale traccerà gli obiettivi del nuovo anno pastorale. Alle 11, invece, spazio al direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale Biblica don Nando Pallini con l’intervento dal titolo “Guardiamoci in faccia”, che terminerà alle 12 per lasciare spazio alla Santa messa conclusiva.

About Davide De Amicis (2508 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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