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Cambiamento climatico: “Problema che non può più essere lasciato al futuro”

"Si tratta di cambiamenti - spiega il Papa - che esigono da parte nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate. La nostra casa comune è stata parte di questo gruppo di esclusi che grida al cielo e che oggi bussa con forza alle nostre case, città, società"

Lo ha ricordato ieri Papa Francesco, intervenendo alla cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca nel suo secondo giorno di visita a Washington

Papa Francesco saluta i fedeli a Washington

«Il cambiamento climatico è un problema che non può più essere lasciato ad una generazione futura: la storia ci ha posto in un momento cruciale per la cura della nostra casa comune».

Lo ha affermato ieri Papa Francesco rivolgendosi al presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, in occasione della cerimonia di benvenuto svoltasi nel cortile della Casa Bianca a Washington: «Siamo, però, ancora in tempo – rassicura il Papa – per affrontare dei cambiamenti che assicurino uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare».

Questo l’auspicio del Papa, sulla scorta dell’enciclica Laudato si: «Si tratta di cambiamenti – spiega il Pontefice – che esigono da parte nostra un riconoscimento serio e responsabile del tipo di mondo che possiamo lasciare non solo ai nostri figli, ma anche ai milioni di persone sottoposte ad un sistema che le ha trascurate. La nostra casa comune è stata parte di questo gruppo di esclusi che grida al cielo e che oggi bussa con forza alle nostre case, città, società».

Papa Francesco accolto da presidente Usa Barack Obama

Papa Francesco accolto da presidente Usa Barack Obama

Un concetto, quest’ultimo, rafforzato dal Santo Padre che ha ripreso le parole di Martin Luther King per dire che “siamo stati inadempienti in alcuni impegni, ed ora è giunto il momento di onorarli”: «L’umanità – aggiunge Papa Bergoglio – ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune. Impegnarci per la cura consapevole e responsabile della nostra casa».

All’arrivo alla Casa Bianca, invece, il Sommo Pontefice ha subito ricordato le sue origini: «Quale figlio di una famiglia di emigranti – osserva Papa Francesco -, sono lieto di essere ospite in questa Nazione, che in gran parte fu edificata da famiglie simili. Mi accingo con gioia a questi giorni di incontro e di dialogo, nei quali spero di ascoltare e di condividere molti dei sogni e delle speranze del popolo americano».

Sono state queste le prime parole rivolte da Papa Francesco al presidente Barack Obama: «In questa mia visita – prosegue il Papa – nel suo primo discorso negli Usa, pronunciato in inglese – avrò l’onore di rivolgermi al Congresso, dove spero, quale fratello di questo Paese, di dire una parola di incoraggiamento a quanti sono chiamati a guidare il futuro politico della Nazione nella fedeltà ai suoi principi fondativi».

Poi l’accenno alla visita a Philadelphia, per l’ottavo Incontro mondiale delle famiglie: «Il cui scopo – precisa il Pontefice – è quello di celebrare e sostenere le istituzioni del matrimonio e della famiglia, in un momento critico della storia della nostra civiltà».

Quindi un riferimento alla libertà del popolo americano: «La libertà – osserva il Santo Padre – rimane come una delle conquiste più preziose dell’America, ma tutti sono chiamati alla vigilanza, proprio in quanto buoni cittadini, per preservare e difendere tale libertà da qualsiasi cosa che la possa mettere in pericolo o compromettere».

È questo il riconoscimento del Papa al popolo americano, tramite le parole rivolte al presidente Obama alla Casa Bianca: «Assieme ai loro concittadini – afferma Papa Bergoglio – i cattolici americani sono impegnati a costruire una società che sia veramente tollerante ed inclusiva, a difendere i diritti degli individui e delle comunità, e a respingere qualsiasi forma di ingiusta discriminazione. Assieme a innumerevoli altre persone di buona volontà di questa grande democrazia, si attendono che gli sforzi per costruire una società giusta e sapientemente ordinata rispettino le loro preoccupazioni più profonde e i loro diritti inerenti alla libertà religiosa».

Infine, un pensiero rivolto agli ultimi: «Auspico – confida il Sommo Pontefice – che tutti gli uomini e le donne di buona volontà di questa grande e prospera Nazione, sostengano gli sforzi della comunità internazionale per proteggere i più deboli nel nostro mondo e di promuovere modelli integrali ed inclusivi di sviluppo, così che i nostri fratelli e sorelle ovunque possano conoscere le benedizione della pace e della prosperità che Dio desidera per tutti i suoi figli».

Quindi la conclusione, con il pensiero rivolto alla ripresa delle relazioni tra Usa e Cuba: «Gli sforzi compiuti di recente – conclude Papa Francesco – per riconciliare relazioni che erano state spezzate e per l’apertura di nuove vie di cooperazione all’interno della famiglia umana, rappresentano positivi passi avanti sulla via della riconciliazione, della giustizia e della libertà. Signor Presidente, ancora una volta La ringrazio per il Suo benvenuto e guardo con fiducia a queste giornate nel Suo Paese. Dio benedica l’America!».

About Davide De Amicis (2508 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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