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“Carissimo don Ezio, la tua scelta e la tua disponibilità ti fanno onore”

"Sentiti mandato - afferma l'arcivescovo Valentinetti, rivolgendosi al neo missionario - dalla Chiesa diocesana di Pescara-Penne, sentiti mandato dalle persone che ti vogliono bene: la parrocchia di origine dove hai vissuto la tua prima esperienza di fede (San Giovanni Bosco), la parrocchia dove hai esercitato il tuo ministero presbiterale"

Lo ha affermato ieri sera l’arcivescovo Valentinetti, conferendo il mandato di missionario fedei donum nella diocesi albanese di Sapë a don Ezio Di Pietropaolo

L'arcivescovo Valentinetti conferisce a don Ezio Di Pietropaolo il mandato di missionario

«Carissimo don Ezio, tra pochi giorni vai a vivere questa nuova esperienza sacerdotale. Non sei più un giovanottino, anche se non si direbbe, e certamente la tua scelta e la tua disponibilità ti fanno molto onore».

L‘ arcivescovo Valentinetti con don Ezio Di Pietropaolo e l‘abate don Francesco Santuccione

L‘ arcivescovo Valentinetti con don Ezio Di Pietropaolo e l‘abate don Francesco Santuccione

Lo ha affermato ieri sera nella Cattedrale di San Cetteo l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, pronunciando l’omelia della Santa messa nella quale ha conferito il mandato ufficiale di missionario fidei donum (missionario temporaneo per la durata minima di 5 anni) a don Ezio Di Pietropaolo, il sacerdote cinquantottenne originario di Montesilvano ed ex parroco di Cappelle sul Tavo, che il prossimo 13 ottobre prenderà possesso della parrocchia albanese di Mabe, nella diocesi di Sapë gemellata all’arcidiocesi di Pescara-Penne attraverso il progetto “Vllaznia”.

Un mandato, che non a caso è stato conferito nel giorno in cui la Chiesa ha ricordato le figure degli arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele che hanno vinto il combattimento tra la grazia e il male: «Annunciare il Vangelo – riflette monsignor Valentinetti – corrisponde a vivere questo grande combattimento. Il Vangelo deve arrivare ai cuori di tutti gli uomini, deve raggiungere gli estremi confini della terra perché questo combattimento tra la risurrezione e la morte, possa essere vinto dalle forze del bene e non da quelle del male».

Un combattimento che ora sarà chiamato a vincere anche don Ezio: «Sentiti mandato – aggiunge il presule, rivolgendosi al neo missionario – dalla Chiesa diocesana di Pescara-Penne, sentiti mandato dalle persone che ti vogliono bene: la parrocchia di origine dove hai vissuto la tua prima esperienza di fede (San Giovanni Bosco), la parrocchia dove hai esercitato il tuo ministero presbiterale».

Goffredo Leonardis, missionario in Albania

Goffredo Leonardis, missionario in Albania

Del resto, a portare avanti la difficile missione evangelizzatrice lasciata dal suo predecessore don Giovanni Cianciosi, presente ieri sera dando vita ad un naturale passaggio di consegne, oltre a don Ezio saranno anche i laici Goffredo e Tiziana Leonardis e Mariapalma Di Battista attivi già da tre anni a Mabe: «Laici – sottolinea l’arcivescovo di Pescara-Penne – che stanno vivendo il loro servizio a quella Chiesa e a quella realtà sociale di cui sono partecipi e della cui azione c’è tanto bisogno. Sentiamoci uniti, fratelli carissimi, nell’incoraggiare questi fratelli sostenendoli nella preghiera e, se dovesse essere necessario, anche con il nostro impegno materiale per costruire la vita della comunità, cercando di aiutare le persone a crescere nella fede, ma anche umanamente e spiritualmente».

E da parte loro, i prossimi compagni di viaggio di don Ezio Di Pietropaolo hanno espresso la massima soddisfazione per il nuovo arrivo a Mabe: «Conosciamo don Ezio da tanti anni – racconta Goffredo Leonardis – e confidiamo che sia il legame della comunione autentica, perché quello che conta nell’esperienza missionaria è essere uniti nella fede e vivere una realtà condivisa, non tanto collaborativa quanto piuttosto di comunione».

I fedeli presenti nella Cattedrale di San Cetteo

I fedeli presenti nella Cattedrale di San Cetteo

Uno stile di vita, quest’ultimo, che don Ezio Di Pietropaolo è impaziente di incarnare: «Avrei voglia di partire anche ora – confida il novello missionario, al termine della celebrazione – per questa missione, per questa gente e per la povertà che ho già incontrato in Albania e che mi ricorda le favelas del Brasile».

Un incarico, quello di missionario fidei donum, sempre desiderato dal sacerdote montesilvanese: «A questo impegno – rivela don Ezio – a ormai 58 anni non pensavo più, mi ero abituato alla mia parrocchia, ma alla fine il Signore ha stravolto tutto. E come si fa a dire di no al Signore? Non si può».

About Davide De Amicis (2506 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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