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“Dio non ha creato l’essere umano per stare solo”

"Il Sinodo - spiega Papa Francesco - non è un convegno o un parlatorio, non è un Parlamento o un Senato dove ci si mette d’accordo: è un’espressione ecclesiale, è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi della famiglia e il cuore di Dio"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, aprendo il Sinodo ordinario dei vescovi dal tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”

Papa Francesco nel suo discorso conclusivo, davanti ai 270 padri sinodali

«Sono sempre più in aumento le persone che si sentono sole, ma anche quelle che si chiudono nell’egoismo, nella malinconia, nella violenza distruttiva e nello schiavismo del piacere e del dio denaro, mentre la famiglia è “l’icona” di una realtà dove c’è sempre meno serietà nel portare avanti un rapporto solido e fecondo di amore».

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, presiedendo la Santa messa di apertura dell’apertura della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, dal tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”: «La solitudine – spiega il Papa – è il dramma che ancora oggi affligge tanti uomini e donne. Penso agli anziani abbandonati perfino dai loro cari e dai propri figli; ai vedovi e alle vedove; ai tanti uomini e donne lasciati dalla propria moglie e dal proprio marito; a tante persone che di fatto si sentono sole, non capite e non ascoltate; ai migranti e ai profughi che scappano da guerre e persecuzioni; e ai tanti giovani vittime della cultura del consumismo, dell’usa e getta e della cultura dello scarto».

Insomma, a detta del Pontefice, oggi si vive il paradosso di un mondo globalizzato dove vediamo tante abitazioni lussuose e grattacieli, ma sempre meno il calore della casa e della famiglia: «Tanti progetti ambiziosi – osserva il Santo Padre -, ma poco tempo per vivere ciò che è stato realizzato; tanti mezzi sofisticati di divertimento, ma sempre di più un vuoto profondo nel cuore; tanti piaceri, ma poco amore; tanta libertà, ma poca autonomia…».

E una delle cause principali di questo profondo senso di solitudine che attanaglia la società attuale, sarebbe proprio da ricercarsi nella crisi della famiglia: «Oggi – riflette Papa Bergoglio – l’amore duraturo, fedele, coscienzioso, stabile, fertile è sempre più deriso e guardato come se fosse roba dell’antichità. Sembrerebbe che le società più avanzate siano proprio quelle che hanno la percentuale più bassa di natalità e la percentuale più alta di aborto, di divorzio, di suicidi e di inquinamento ambientale e sociale».

Eppure, ancora secondo il Papa, nulla rende felice il cuore dell’uomo come un cuore che gli assomiglia, che gli corrisponde, che lo ama e che lo toglie dalla solitudine e dal sentirsi solo: «Dio – sottolinea il Sommo Pontefice – non ha creato l’essere umano per vivere in tristezza o per stare solo, ma per la felicità, per condividere il suo cammino con un’altra persona che gli sia complementare; per vivere la stupenda esperienza dell’amore: cioè amare ed essere amato; e per vedere il suo amore fecondo nei figli. Ecco il sogno di Dio per la sua creatura diletta: vederla realizzata nell’unione di amore tra uomo e donna; felice nel cammino comune, feconda nella donazione reciproca».

Gesù, ricorda poi Papa Francesco, ci insegna che Dio benedice l’amore umano: «È Lui – ribadisce il Papa – che unisce i cuori di un uomo e una donna che si amano e li unisce nell’unità e nell’indissolubilità. Ciò significa che l’obiettivo della vita coniugale non è solamente vivere insieme per sempre, ma amarsi per sempre! Gesù ristabilisce così l’ordine originario ed originante. Gesù, esorta i credenti a superare ogni forma di individualismo e di legalismo, che nascondono un gretto egoismo e una paura di aderire all’autentico significato della coppia e della sessualità umana nel progetto di Dio. Infatti, solo alla luce della follia della gratuità dell’amore pasquale di Gesù apparirà comprensibile la follia della gratuità di un amore coniugale unico e usque ad mortem».

Dunque, per Dio il matrimonio non è utopia adolescenziale: «Ma un sogno – puntualizza il Santo Padre – senza il quale la sua creatura sarà destinata alla solitudine! Infatti la paura di aderire a questo progetto paralizza il cuore umano. In realtà, paradossalmente anche l’uomo di oggi – che spesso ridicolizza questo disegno – rimane attirato e affascinato da ogni amore autentico, da ogni amore solido, da ogni amore fecondo, da ogni amore fedele e perpetuo. Lo vediamo andare dietro agli amori temporanei ma sogna l’amore autentico; corre dietro ai piaceri carnali ma desidera la donazione totale».

Poco fa, quindi, l’apertura ufficiale dei lavori con Papa Francesco che ha parlato ai 270 padri sinodali, riaffermando l’importanza e le funzioni dell’Assise: «Il Sinodo – ricorda il Papa – è un camminare insieme, con spirito collegiale e di sinodalità, adottando coraggiosamente la parresia, lo zelo pastorale e dottrinale, la saggezza, la franchezza e mettendo sempre davanti ai nostri occhi il bene della Chiesa, il bene delle famiglie e la suprema lex, la salus animarum. Il Sinodo non è un convegno o un parlatorio, non è un Parlamento o un Senato dove ci si mette d’accordo: è un’espressione ecclesiale, è la Chiesa che cammina insieme per leggere la realtà con gli occhi della famiglia e il cuore di Dio. È la Chiesa che si interroga sulla fedeltà al deposito della fede, che per essa non rappresenta un museo da guardare o salvaguardare, ma è una fonte viva dalla quale la Chiesa si disseta per dissetare e illuminare il deposito della fede».

Un lavoro quello del Sinodo che, da parte dei suoi componenti, richiederà coraggio apostolico: «Per non fare – raccomanda il Pontefice – della nostra vita cristiana un museo di ricordi».

Ne è convinto il Papa, che ai padri sinodali ha detto che potrà esserci spazio all’azione dello Spirito solo se noi ci rivestiamo di coraggio apostolico, umiltà evangelica e orazione fiduciosa: «Quel coraggio apostolico – approfondisce Francesco -, che non si lascia impaurire né di fronte alle seduzione di un mondo che tende a spegnere nel cuore degli uomini la luce della verità, sostituendola con piccole e temporanee luci, e nemmeno di fronte all’impietrimento di alcuni cuori che, nonostante le buone intenzioni, allontanano le persone da Dio».

Card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo

Card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo

Secondo requisito: «L’umiltà evangelica – conclude Papa Bergoglio – che sa svuotarsi delle proprie convinzioni e pregiudizi per ascoltare i fratelli vescovi e riempirsi di Dio; umiltà che punta il dito non contro gli altri per giudicarli, ma per tendergli la mano per rialzarli senza mai sentirsi superiori a loro».

Intanto, la Segreteria Generale ha comunicato di aver ricevuto 102 risposte al questionario di 46 domande che ha accompagnato la “Relatio Synodi”, con cui si è concluso il Sinodo straordinario di un anno fa: «A cui – precisa il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo – sono state aggiunte oltre 400 osservazioni, inviate liberamente da diocesi e parrocchie, associazioni ecclesiali e gruppi spontanei di fedeli, movimenti e organizzazioni civili, nuclei familiari e singoli credenti, senza contare i contributi di studio giunti da Università e Facoltà ecclesiastiche, Istituzioni accademiche e Centri di ricerca».

About Davide De Amicis (2535 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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