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“La convivenza tra ricchezza e miseria è una una vergogna per l’umanità”

Ma, a detta di Papa Bergoglio, la missione non è fare proselitismo: "Le donne musulmane - spiega - vanno da loro, dalle suore perché sanno che le suore le curano bene. E le suore non fanno catechesi per convertirle, danno testimonianza. Questa è la grande missione eroica della Chiesa: annunciare Gesù Cristo con la propria vita"

Lo ha affermato stamani Papa Francesco, ripercorrendo il suo viaggio apostolico in Africa durante l’udienza generale in piazza San Pietro

Papa Francesco

«Dappertutto la convivenza tra ricchezza e miseria è uno scandalo, una vergogna per l’umanità». È stato questo il monito, pronunciato a braccio nell’udienza di oggi da Papa Francesco che ha ripercorso le tappe del viaggio in Africa il Papa citando la sua visita a Nairobi: «La più grande città dell’Africa orientale – ricorda -, dove convivono ricchezza e miseria, e dove ha sede proprio l’Ufficio delle Nazioni Unite per l’Ambiente, che ho visitato. Ma questo è uno scandalo, non solo in Africa ma anche qui!».

Con un altro esempio, il Papa ha continuato a stigmatizzare lo scandalo e la vergogna della convivenza tra ricchezza e miseria: «In Kenya – aggiunge – ho incontrato le Autorità e i Diplomatici, e anche gli abitanti di un quartiere popolare; ho incontrato i leader delle diverse confessioni cristiane e delle altre religioni, i sacerdoti e i consacrati, e ho incontrato i giovani, tanti giovani! In ogni occasione ho incoraggiato a fare tesoro della grande ricchezza di quel Paese: ricchezza naturale e spirituale, costituita dalle risorse della terra, dalle nuove generazioni e dai valori che formano la saggezza del popolo».

E in Africa assume un valore considerevole il servizio offerto dai missionari, che il Pontefice ha omaggiato proprio durante l’udienza di stamani sintetizzando con poche parole l’essenza del loro servizio: «Tutta una vita per la vita, per la vita degli altri. I missionari e le missionarie, sono uomini e donne che hanno lasciato tutto: la patria, da giovani, e sono andati là in una vita di tanto, tanto lavoro».

I fedeli in piazza San Pietro per l'udienza generale

I fedeli in piazza San Pietro per l’udienza generale

Quindi ha raccontato l’incontro con una missionaria: «A Bangui – ripercorre il Santo Padre – ho trovato una suora. Era italiana, si vedeva che era anziana. “Quanti anni hai?”, “81”. “Non tanto, due più di me”. Era con una bambina e la bambina in italiano gli diceva nonna. 81 anni, era là da quando aveva 23-24 anni: tutta la vita, e come lei tante e tanti missionari. “Ma io non sono di qua, sono del Paese vicino, il Congo: sono venuta in canoa con questa bambina”. “Così sono i missionari, coraggiosi”. “Cosa fa, suora? Sono infermiera, ho studiato un po’ e sono diventa ostetrica, ho fatto nascere più di 3.200 bambini”. È bello vedere questo! Come questa suora, tanti preti, religiosi, religiose, che bruciano la vita per annunciare Cristo».

Ma, a detta di Papa Bergoglio, la missione non è fare proselitismo: «Le donne musulmane – spiega – vanno da loro, dalle suore perché sanno che le suore le curano bene. E le suore non fanno catechesi per convertirle, danno testimonianza. Questa è la grande missione eroica della Chiesa: annunciare Gesù Cristo con la propria vita».

E da questa riflessione, è scaturito un invito rivolto ai giovani: «Pensate a cosa fare della vostra vita – esorta il Papa – . Ce ne sono pochi, perché la natalità è un lusso sempre in Europa: natalità zero, o l’un per cento. Mi rivolgo ai giovani: pensate a cosa fare della vostra vita, pensate alla suora, e a tanti come lei che hanno dato la vita, tanti sono morti là».

Poi lo stesso invito al singolare, quasi a interpellare singolarmente i giovani presenti oggi tra i fedeli: «Pensa – insiste Papa Francesco – cosa vuoi fare tu della tua vita. È il momento di pensare e chiedere al Signore che ti faccia sentire la tua volontà. Non escludere, per favore, questa possibilità di diventare missionario per portare l’amore, l’umanità, la fede in altri paesi, ma non per fare proselitismo. La fede si predica prima con la testimonianza, poi con la parola, lentamente. Passiamo all’altra riva!».

Al termine dell’udienza generale, salutando i pellegrini di lingua italiana, il Papa ha quindi fatto un riferimento all’imminente Anno santo della Misericordia: «Vivere questo tempo straordinario di preparazione alla nascita di Gesù – raccomanda -, Volto del Padre misericordioso, nel contesto straordinario del Giubileo, con spirito di carità, maggiore attenzione a chi è nel bisogno, e con momenti di preghiera personale e comunitaria».

About Davide De Amicis (2487 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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