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“Non c’è posto per dubbio o indifferenza, Gesù è il vero consolatore”

"C’è bisogno - Papa Francesco - di coltivare un forte senso della giustizia, del ricercare e mettere in pratica la volontà di Dio. Dentro una cultura dell’indifferenza, che finisce non di rado per essere spietata, il nostro stile di vita sia invece colmo di pietà, di empatia, di compassione, di misericordia, attinte ogni giorno dal pozzo della preghiera"

Lo ha affermato ieri sera Papa Francesco, presiedendo la Santa messa della Veglia di Natale nella Basilica di San Pietro

Papa Francesco si appresta a baciare l'effige di Gesù Bambino

«In questa notte risplende una “grande luce”; su tutti noi rifulge la luce della nascita di Gesù». Lo ha affermato ieri sera Papa Francesco, presiedendo la Messa della Notte per la solennità del Natale del Signore, nella basilica vaticana di San Pietro.

Riprendendo le parole del profeta Isaia, “Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia”, il Pontefice ha osservato: «Il nostro cuore era già colmo di gioia per l’attesa di questo momento; ora, però, quel sentimento viene moltiplicato e sovrabbonda, perché la promessa si è compiuta, finalmente si è realizzata. Gioia e letizia ci assicurano che il messaggio contenuto nel mistero di questa notte viene veramente da Dio».

Di qui il forte invito: «Non c’è posto per il dubbio – esclama il Papa -, lasciamolo agli scettici che per interrogare solo la ragione non trovano mai la verità. Non c’è spazio per l’indifferenza, che domina nel cuore di chi non riesce a voler bene, perché ha paura di perdere qualcosa. Viene scacciata ogni tristezza, perché il bambino Gesù è il vero consolatore del cuore».

Insomma, in una società spesso ebbra di consumo e di piacere: «Di abbondanza e lusso – continua Papa Bergoglio -, di apparenza e narcisismo, Lui ci chiama a un comportamento sobrio, cioè semplice, equilibrato, lineare, capace di cogliere e vivere l’essenziale».

Questo in un mondo che troppe volte è duro con il peccatore e molle con il peccato: «C’è bisogno – esorta il Sommo Pontefice – di coltivare un forte senso della giustizia, del ricercare e mettere in pratica la volontà di Dio. Dentro una cultura dell’indifferenza, che finisce non di rado per essere spietata, il nostro stile di vita sia invece colmo di pietà, di empatia, di compassione, di misericordia, attinte ogni giorno dal pozzo della preghiera».

Poi un auspicio: «Come per i pastori di Betlemme, possano anche i nostri occhi riempirsi di stupore e meraviglia, contemplando nel Bambino Gesù il Figlio di Dio. E, davanti a Lui, sgorghi dai nostri cuori l’invocazione: “Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza”».

A questo punto, un ulteriore invito: «Quando sentiamo parlare della nascita di Cristo – ricorda Papa Francesco -, restiamo in silenzio e lasciamo che sia quel Bambino a parlare; imprimiamo nel nostro cuore le sue parole senza distogliere lo sguardo dal suo volto. Se lo prendiamo tra le nostre braccia e ci lasciamo abbracciare da Lui, ci porterà la pace del cuore che non avrà mai fine».

Dunque, questo Bambino ci insegna che cosa è veramente essenziale nella nostra vita: «Nasce nella povertà del mondo – osserva il Santo Padre -, perché per Lui e la sua famiglia non c’è posto in albergo. Trova riparo e sostegno in una stalla ed è deposto in una mangiatoia per animali».

Eppure, da questo nulla emerge la luce della gloria di Dio: «A partire da qui – conclude il Papa -, per gli uomini dal cuore semplice inizia la via della vera liberazione e del riscatto perenne. Da questo Bambino, che porta impressi nel suo volto i tratti della bontà, della misericordia e dell’amore di Dio Padre, scaturisce per tutti noi suoi discepoli, come insegna l’apostolo Paolo, l’impegno a ‘rinnegare l’empietà’ e la ricchezza del mondo, per vivere con sobrietà, con giustizia e con pietà».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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