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“Non c’è nessun muro che possa fermare la marcia dei popoli”

Sarà cruciale la politica migratoria sostenuta dai Paesi Bassi, che dall'1 gennaio scorso hanno assunto la Presidenza di turno dell'Unione europea, ma in Parlamento gli eurodeputati olandesi sono divisi: "La prima cosa da fare - osserva l’eurodeputata Esther de Lange, del Partito popolare europeo - è lavorare per un controllo delle nostre frontiere terrestri e marittime". "La chiusura delle frontiere - ribatte Paul Tang, eurodeputato olandese del gruppo Socialisti e democratici - non costituirà un progresso per affrontare il nodo dell’immigrazione"

Lo ha affermato ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, a margine della messa dell’Epifania

Cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana

«Non c’è nessun muro che possa fermare questa marcia, non possiamo pensare di fermare la marcia dei popoli, soprattutto dal Sud verso il Nord del mondo, o comunque della moltitudine dei poveri, dei feriti, di coloro che vivono drammi di guerra e di violenza di persecuzione per la fede, verso Paesi che si spera possano offrire un domani migliore e una libertà più vera».

Lo ha affermato ieri il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana e vice presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee, a margine della messa dell’Epifania, parlando dei migranti e della decisione di vari Paesi europei di chiudere le frontiere.

Tra questi i Paesi scandinavi e la Danimarca sono i più agguerriti, oltre alla Francia che ha già chiuso i propri confini per motivi di sicurezza dopo gli attentati terroristici dello scorso 13 novembre.

Ma perfino l’Italia, che finora aveva sempre ribadito la propria contrarietà a mettere in discussione il Trattato di Schengen (che dall’1 gennaio 1993 abolì i controlli doganali alle frontiere dei Paesi dell’Unione europea), nelle ultime ore si è dichiarata pronta a ripristinare i controlli alla sempre più affollata frontiera con la Slovenia.

In un contesto del genere in questo momento, più che mai, giocherà un ruolo cruciale la politica migratoria sostenuta dai Paesi Bassi, i quali dall’1 gennaio scorso hanno assunto la Presidenza di turno del Consiglio dei Ministri europeo per il prossimo semestre.

Esther_de_Lange, eurodeputata olandese del Partito popolare europeo

Esther de Lange, eurodeputata olandese del Partito popolare europeo

Intanto, in Parlamento europeo, sono proprio gli eurodeputati olandesi a dividersi sul da farsi: «La presidenza olandese – osserva l’eurodeputata Esther de Lange, del Partito popolare europeo (centro destra) – giunge in un momento difficile. L’Unione europea è minacciata da varie crisi e da una instabilità sia interna che esterna. Ci attendiamo, che la presidenza di turno faccia tutto il possibile per garantire l’unità e la determinazione dell’Europa. La prima cosa da fare è lavorare per un controllo delle nostre frontiere terrestri e marittime. Se l’Unione europea non riuscirà a controllare il flusso dei migranti economici, avremo meno sostegno locale per accogliere i rifugiati di guerra, che hanno davvero bisogno del nostro aiuto».

Paul Tang, eurodeputato olandese del gruppo Socialisti e democratici

Paul Tang, eurodeputato olandese del gruppo Socialisti e democratici

Migrazioni e frontiere sono, dunque, tra le priorità annunciate dalla presidenza olandese assieme al rafforzamento dell’area euro, all’energia sostenibile, al mercato unico: «I cittadini europei – conclude la de Lange – si aspettano risultati concreti dinanzi alle grandi problematiche attuali; queste dovranno essere al centro del nostro lavoro dei prossimi sei mesi».

Ciononostante, tra i parlamentari europei olandesi, c’è anche chi non vede nella chiusura delle frontiere un provvedimento utile o risolutivo: «La chiusura delle frontiere – ribatte Paul Tang, eurodeputato del gruppo Socialisti e democratici (centro sinistra) – non costituirà un progresso per affrontare il nodo dell’immigrazione. Mi aspetto che in questo semestre, i Paesi Bassi sappiamo portare l’attenzione di tutti sugli interessi comuni e i valori condivisi nell’Unione europea. Per questo servono azioni, non solo parole».

About Davide De Amicis (2531 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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