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“Settant’anni dopo l’Olocausto, forme di antisemitismo si stanno levando”

"Dobbiamo ricordare - sottolinea Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia - per rispetto delle vittime e dei sopravvissuti, dobbiamo sapere per non ripetere, dobbiamo diffondere conoscenza per contrastare l’odio e il fanatismo e costruire un mondo fondato sulla convivenza pacifica tra persone diverse e il rispetto dei diritti umani di ognuno"

Lo ha affermato ieri Ronald S. Lauder, presidente del Congresso mondiale ebraico, alla vigilia dell’odierna Giornata della memoria

Alcuni prigionieri nei campi di concentramento nazisti

«Settant’anni dopo l’Olocausto, pericolose forme di antisemitismo si stanno levando di nuovo nel mondo. Di fronte alla minaccia del terrorismo islamico, stiamo vivendo tempi difficili. È nostro dovere, come cittadini globali e sostenitori dei diritti umani e civili, assicurarci che le parole mai più siano più di un semplice slogan spesso ripetuto e ci guidano piuttosto nelle nostre azioni. Significa che dobbiamo sconfiggere l’Isis e gruppi simili che stanno compiendo atti di brutale massacro di massa».

Lo ha detto ieri il presidente del Congresso mondiale ebraico (Wjc), Ronald S. Lauder, alla vigilia della Giornata della memoria che si celebra oggi in tutto il mondo. Nel 2005 le Nazioni Unite hanno designato il 27 gennaio come Giornata internazionale della memoria, per commemorare le vittime della Shoah.

Ronald S. Lauder

Ronald S. Lauder, presidente del Congresso mondiale ebraico

Il World Jewish Congress prenderà parte a una serie di eventi questa settimana a New York, Parigi e Atene. A Parigi la cerimonia si svolgerà all’Unesco alla presenza del direttore generale dell’organizzazione, Irina Bokova, del presidente del Memoriale della Shoah, Eric de Rothschild, e dell’ambasciatore di Israele presso l’Unesco, Carmel Shama Hacohen. Roman Kent, presidente dell’Unione americana degli ebrei sopravvissuti all’Olocausto, sarà l’ospite d’onore della manifestazione.

Il presidente Lauder ha sollecitato anche ad avere una particolare attenzione alla situazione di precarietà vissuta da molti sopravvissuti all’Olocausto, divenuti oggi molto anziani: «È importante, per noi, – sottolinea Lauder – commemorare la Shoah e i 6 milioni di ebrei assassinati. Ma è altrettanto importante, affrontare la situazione disastrosa che tanti sopravvissuti si trovano ad affrontare oggi. Hanno il diritto di condurre la propria vita con dignità».

Secondo uno studio pubblicato lo scorso anno, circa la metà dei sopravvissuti al genocidio nazista vive in povertà. E nel giorno della memoria, anche quest’anno il ricordo di tutte le vittime del genocidio razziale non può trascurare lo sterminio delle persone e famiglie rom.

Gli studi storici ogni anno aggiungono al dramma numeri, volti e storie delle violenze e delle morti nei diversi Paesi europei. Anche in Italia non si possono dimenticare i campi di concentramento dei rom realizzati dopo le leggi razziali a Perdasdefogu (Nuoro), ad Agnone (Campobasso), dove molti furono i morti di stenti e di fame, a Tossicia, ai piedi del Gran Sasso. Persone e famiglie rom saranno internate anche a Ferramonti (Cosenza), a Poggio Mirteto (Rieti), nel manicomio dell’Aquila, a Gries (Bolzano).

Monsignor Giancarlo Perego, direttore generale Fondazione Migrantes

Monsignor Giancarlo Perego, direttore generale Fondazione Migrantes

Dopo l’8 settembre del 1943, molti rom liberati dai carabinieri si unirono ai partigiani dando un contributo significativo, spesso dimenticato, alla Resistenza e alla nascita della democrazia in Italia: «Nel Giubileo della misericordia – ricorda monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes -, questi paesi e città italiane diventano le tappe di un pellegrinaggio per chiedere perdono, ma anche per non dimenticare la memoria di un genocidio nato dal razzismo. Un pellegrinaggio che ci aiuta anche a superare paure e pregiudizi che purtroppo ancora crescono nei confronti dei rom, ma anche dei migranti oggi, e che possono rischiare di sfociare in nuove forme di violenze e di razzismo».

Infine, per riflettere sull’importanza della memoria, sul ruolo degli stereotipi e della comunicazione nella costruzione della diversità e nella rappresentazione negativa delle minoranze, Amnesty international Italia segnala eventi e percorsi di sensibilizzazione e informazione per ricordare a scuola, con i propri amici e con la propria famiglia. Materiali scaricabili gratuitamente al link www.amnesty.it/scuola/secondaria-primo-grado.

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty Italia

Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia

Amnesty è inoltre coinvolta in due rappresentazioni teatrali e cinematografiche: «Nel 71° anniversario dell’apertura dei cancelli di Auschwitz – conclude Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia -, il nostro pensiero va a tutti coloro che, allora e nei decenni successivi, in Europa e nel mondo hanno pagato con la vita la colpa di appartenere a un’altra comunità, di avere un’altra identità. Dobbiamo ricordare per rispetto delle vittime e dei sopravvissuti, dobbiamo sapere per non ripetere, dobbiamo diffondere conoscenza per contrastare l’odio e il fanatismo e costruire un mondo fondato sulla convivenza pacifica tra persone diverse e il rispetto dei diritti umani di ognuno».

About Davide De Amicis (2509 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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  1. www.fianoromano.org #FianoRomano – Il ricordo del genocidio delle famiglie rom e l’internamento a Poggio Mirteto

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