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“No a pena di morte: nessuna condanna venga eseguita nell’Anno santo”

"In un tempo in cui rinascenti conflitti, terrorismo, violenza diffusa, narcotraffico e tutto quello che papa Francesco ha definito la terza guerra mondiale a pezzi - rimarca Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio -, l’idea che molti Paesi (50) abbiano abolito la pena di morte è davvero una buona notizia che fa sperare per un futuro migliore del mondo"

E’ stato questo l’appello rivolto ai governanti del mondo da Papa Francesco, rilanciato oggi a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio

Papa Francesco ieri, durante l'Angelus

«Faccio appello alla coscienza dei governanti, affinché si giunga a un consenso internazionale per l’abolizione della pena di morte. E propongo a quanti tra loro sono cattolici di compiere un gesto coraggioso ed esemplare: che nessuna condanna venga eseguita in questo Anno Santo della Misericordia».

È stato questo il doppio appello rivolto dal Papa durante l’Angelus di ieri, alla vigilia di un convegno internazionale dal titolo “Per un mondo senza la pena di morte”, che si sta svolgendo oggi a Roma per iniziativa della Comunità di Sant’Egidio: «Tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà – reclama il Papa – sono chiamati oggi ad operare non solo per l’abolizione della pena di morte, ma anche al fine di migliorare le condizioni carcerarie, nel rispetto della dignità umana delle persone private della libertà».

Un invito, quest’ultimo, scaturito da una constatazione: «Il Giubileo straordinario della misericordia – osserva il Pontefice – è un’occasione propizia per promuovere nel mondo forme sempre più mature di rispetto della vita e della dignità di ogni persona. Anche il criminale mantiene l’inviolabile diritto alla vita, dono di Dio».

L’auspicio, a detta del Santo Padre, è che il simposio possa dare rinnovato impulso all’impegno per l’abolizione della pena capitale: «Un segno di speranza – denota Papa Bergoglio – è costituito dallo sviluppo, nell’opinione pubblica, di una sempre più diffusa contrarietà alla pena di morte anche solo come strumento di legittima difesa sociale. Le società moderne hanno la possibilità di reprimere efficacemente il crimine, senza togliere definitivamente a colui che l’ha commesso la possibilità di redimersi».

Questo il monito del Sommo Pontefice, secondo il quale il problema va inquadrato nell’ottica di una giustizia penale che sia sempre più conforme alla dignità dell’uomo e al disegno di Dio sull’uomo e sulla società, oltre che di una giustizia penale aperta alla speranza del reinserimento nella società: «Il comandamento “non uccidere” – conclude Papa Francesco – ha valore assoluto e riguarda sia l’innocente che il colpevole».

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio

E proprio stamani, dal nono Congresso internazionale dei ministri della Giustizia, il presidente della Comunità di Sant’Egidio ha fatto eco alle parole del Papa: «Un mondo senza pena di morte – afferma Marco Impagliazzonon è più indifeso o più debole, ma è semplicemente migliore».

Durante i lavori, in corso svolgimento presso la Camera dei Deputati, alla presenza dei rappresentanti di circa 30 Paesi del mondo sia abolizionisti sia mantenitori, è stata infatti rilanciata la proposta espressa ieri da Papa Francesco, ovvero che nessuna condanna venga eseguita in questo Anno Santo della misericordia: «Molti obiettivi sono stati raggiunti – ricorda Impagliazzo -. C’è chi ha saputo intraprendere un cammino differente per il proprio Paese. Come la Mongolia e la Costa d’Avorio, i due ultimi Paesi che hanno eliminato completamente ogni riferimento alla pena di morte nei loro Paesi. Del resto negli ultimi trent’anni si è avuta un’accelerazione e dall’inizio del nuovo secolo, l’abolizione della pena di morte ha fatto molti passi avanti».

Dal 1990 sono più di 50 i Paesi che l’hanno cancellata dall’ordinamento giuridico per ogni forma di reato: «In un tempo in cui rinascenti conflitti, terrorismo, violenza diffusa, narcotraffico e tutto quello che papa Francesco ha definito la terza guerra mondiale a pezzi – rimarca il presidente della Comunità di Sant’Egidio -, l’idea che molti Paesi abbiano abolito la pena di morte è davvero una buona notizia, che fa sperare per un futuro migliore del mondo».

A Roma sono presenti e stanno prendendo la parola i ministri della Giustizia di diversi Paesi del mondo. Da Sud Africa a Cambogia, Sierra Leone: «Paesi diversi per forma di Stato e di governo – riconosce Marco Impagliazzo -, ma tutti sono alla ricerca di una risposta umana non semplificata e, quindi, giusta alla richiesta di sicurezza dei cittadini, specialmente oggi quando si fa strada la propaganda della paura che il terrorismo globale cerca di iniettare nelle nostre società».

Ma la paura non è una buona consigliera: «Anzi… E oggi – insiste il presidente della Comunità di Sant’Egidio – siamo qui per capire come superare quelle ragioni della paura e consolidare le ragioni della pace e del valore della vita umana».

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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