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“Nel sacramento della Riconciliazione possiamo sempre ripartire”

"Come il padre del Vangelo - ricorda Papa Francesco -, anche Dio continua a considerarci suoi figli quando ci siamo smarriti, e ci viene incontro con tenerezza quando ritorniamo a Lui. E ci parla con tanta bontà quando noi crediamo di essere giusti. Gli errori che commettiamo, anche se grandi, non scalfiscono la fedeltà del suo amore"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco, pronunciando l’Angelus domenicale in piazza San Pietro in cui ha commentato il Vangelo domenicale

Papa Francesco durante l'Angelus

«Il Padre aspetta quelli che si riconoscono peccatori e va a cercare quelli che si sentono giusti. Ci ama oltre ogni misura, aspetta sempre la nostra conversione ogni volta che sbagliamo; attende il nostro ritorno quando ci allontaniamo da Lui pensando di poterne fare a meno; è sempre pronto ad aprirci le sue braccia qualunque cosa sia successa».

Lo ha detto Papa Francesco, che nell’Angelus di ieri ha esortato le migliaia di fedeli presenti a leggere le tre parabole della misericordia, narrate nel capitolo quindicesimo del Vangelo di Luca, soffermandosi su quella del figliol prodigo, o meglio del padre misericordioso: «Un uomo – osserva il Papa – sempre pronto a perdonare e che spera contro ogni speranza. Come lui con il figlio più piccolo al quale permette di partire, pur prevedendo i possibili rischi, così Dio agisce Dio con noi: ci lascia liberi, anche di sbagliare, perché creandoci ci ha fatto il grande dono della libertà. Sta a noi farne un buon uso. Questo dono della libertà che Dio ci dà mi stupisce sempre!».

Il Pontefice ha poi fatto notare che, in realtà, il distacco da quel figlio è solo fisico, con il padre che ogni giorno saliva sul terrazzo a guardare se il figlio tornava: «Allora – racconta il Santo Padre – si commuove nel vederlo, gli corre incontro, lo abbraccia, lo bacia. Quanta tenerezza! E questo figlio le aveva fatte grosse! Ma il padre lo accoglie così».

Lo stesso atteggiamento il padre riserva anche al figlio maggiore: «Esce incontro anche a questo figlio – ricorda Papa Bergoglio – e gli ricorda che loro sono stati sempre insieme, hanno tutto in comune, ma bisogna accogliere con gioia il fratello che finalmente è tornato a casa. Quando uno si sente peccatore, si sente davvero poca cosa, o come ho sentito dire da qualcuno – tanti -: “Padre, io sono una sporcizia!”, allora è il momento di andare dal Padre. Invece quando uno si sente giusto – “Io ho fatto sempre le cose bene…” –, ugualmente il Padre viene a cercarci, perché quell’atteggiamento di sentirsi giusto è un atteggiamento cattivo: è la superbia! Viene dal diavolo”.  “Come il padre del Vangelo, anche Dio continua a considerarci suoi figli quando ci siamo smarriti, e ci viene incontro con tenerezza quando ritorniamo a Lui. E ci parla con tanta bontà quando noi crediamo di essere giusti. Gli errori che commettiamo, anche se grandi, non scalfiscono la fedeltà del suo amore. Nel sacramento della Riconciliazione possiamo sempre di nuovo ripartire».

Come segno concreto di impegno per la pace e la vita, il Sommo Pontefice ha quindi espresso ammirazione per l’iniziativa dei corridoi umanitari per i profughi, avviata ultimamente in Italia: «Un progetto-pilota del nostro Paese – sottolinea Papa Francesco -, che unisce la solidarietà e la sicurezza, consente di aiutare persone che fuggono dalla guerra e dalla violenza, come i cento profughi già trasferiti in Italia, tra cui bambini malati, persone disabili, vedove di guerra con figli e anziani. Mi rallegro anche perché questa iniziativa è ecumenica, essendo sostenuta da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche Italiane, Chiese Valdesi e Metodiste».

Infine, il messaggio di solidarietà rivolto alle quattro religiose uccise due giorni fa, intente ad assistere anziani ad Aden nello Yemen: «Esprimo la mia vicinanza alle Missionarie della Carità – conclude il Papa – per il grave lutto che le ha colpite. Prego per loro e per le altre persone uccise nell’attacco, e per i familiari. Questi sono i martiri di oggi! Non sono copertine dei giornali, non sono notizie: questi danno il loro sangue per la Chiesa. Queste persone sono vittime dell’attacco di quelli che li hanno uccisi e anche dell’indifferenza, di questa globalizzazione dell’indifferenza, a cui non importa…”. Madre Teresa accompagni in paradiso queste sue figlie martiri della carità, e interceda per la pace e il sacro rispetto della vita umana».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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