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“Condanno la violenza cieca e imploro da Dio il dono della pace”

"Certamente - osserva monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei - vanno confermate e rafforzate le misure di sicurezza già in atto. Nel contempo, però, siamo convinti che esse da sole non possano risolvere ragionevolmente ed efficacemente questo dramma, come non potranno farlo le politiche di chiusura, i muri, il filo spinato. In un momento tanto difficile dobbiamo tutti riflettere e intraprendere strade nuove, prima fra tutte quella dell’integrazione sociale e culturale"

Lo ha affermato quest’oggi Papa Francesco, esprimendo la propria solidarietà alla popolazione belga dopo gli attentati terroristici di stamani

Papa Francesco

«Francesco condanna nuovamente la violenza cieca che provoca così tanta sofferenza e implora a Dio il dono della pace».

Lo si legge nel messaggio di cordoglio per le vittime degli attentati terroristici, avvenuti questa mattina a Bruxelles (Belgio) che il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha inviato, a nome del Santo Padre, all’arcivescovo di Malines-Bruxelles monsignor Jozef De Kesel: «Prendendo conoscenza degli attentati a Bruxelles – si legge ancora nella missiva -, che colpiscono molte persone, il Santo Padre Papa Francesco affida alla misericordia di Dio le persone che hanno perso la vita e si unisce in preghiera con i loro cari. Esprime la sua più profonda solidarietà ai feriti e alle loro famiglie così come a tutti coloro che stanno lavorando nei soccorsi, chiedendo al Signore di portare loro conforto e consolazione nella prova. Il Santo Padre condanna nuovamente la violenza cieca che causa così tanta sofferenza e implorando da Dio il dono della pace, invoca sulle famiglie provate e sul popolo belga il beneficio delle benedizioni divine».

Cardinale Péter Erdõ, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee

Card. Péter Erdõ, presidente Consiglio delle Conferenze episcopali europee

E sugli attentati terroristici odierni si è espresso anche il cardinale Péter Erdõ, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee: «Appresa questa mattina – dichiara il porporato – la notizia degli attentati perpetrati nell’aeroporto di Bruxelles e nella metropolitana della città belga, davanti a questo nuovo atto disumano, assicuro la mia preghiera per le vittime ed esprimo la mia vicinanza alle loro famiglie». Successivamente aggiunge: «In questo tempo tormentato, invito a non lasciarci sopraffare dalla paura e a pregare per la pace in Europa, in Medio Oriente e in tutto il mondo».

Dalla Conferenza episcopale italiana, interpellato da varie testate giornalistiche, anche il segretario generale monsignor Nunzio Galantino si è espresso sulla tragedia odierna: «Al dolore per le vittime e alla solidarietà con i famigliari – dichiara il presule – si unisce la nostra ferma condanna, come vescovi italiani, per questi attentati, che contribuiscono ad accrescere a tutti i livelli un clima di insicurezza e di paura. Questa tragedia ci ricorda tristemente come non ci siano posti sicuri e al riparo dal fanatismo, di qualsiasi matrice esso sia. In questi momenti tutti, non solo chi ha responsabilità di governo, ci chiediamo cosa fare, come reagire, come difenderci».

Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcpale italiana

Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana

Ma al di là della stigmatizzazione dell’attentato, monsignor Galantino ha voluto anche riflettere su come reagire davanti alla recrudescenza del terrorismo fondamentalista: «Certamente – osserva il segretario generale della Cei – vanno confermate e rafforzate le misure di sicurezza già in atto. Nel contempo, però, siamo convinti che esse da sole non possano risolvere ragionevolmente ed efficacemente questo dramma, come non potranno farlo le politiche di chiusura, i muri, il filo spinato. In un momento tanto difficile dobbiamo tutti riflettere e intraprendere strade nuove, prima fra tutte quella dell’integrazione sociale e culturale, almeno per quanti si rendono disponibili. Come vescovi riteniamo che sia questa la sfida che ci attende, convinti che da qui debba partire la reazione di tutti rispetto a questa “guerra mondiale a pezzi”, come l’ha definita Papa Francesco».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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