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Diminuisce la speranza di vita degli italiani

"Prevenzione trascurata - denuncia il rapporto - a livello di finanziamenti e di singoli cittadini". I cittadini, da parte loro, dimostrano scarsa attenzione alle vaccinazioni: se nel 2013, per quelle obbligatorie (tetano, poliomielite, difterite ed epatite B) si registrava il raggiungimento dell’obiettivo minimo stabilito nel vigente Piano nazionale prevenzione vaccinale pari ad almeno il 95% di copertura entro i 2 anni di età, nel periodo 2013-2014 si registrano valori di copertura al di sotto di questo obiettivo

Lo ha rivelato il Rapporto Osservasalute 2015, curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane. Meno prevenzione e vaccinazioni le cause

L’aumento della speranza di vita segna nel nostro Paese una battuta d’arresto: dagli 80,3 anni per gli uomini e 85,0 anni per le donne del 2014 agli 80,1 per gli uomini e 84,7 per le donne del 2015 (dati Istat).

Nella Provincia autonoma di Trento si riscontra, sia per gli uomini sia per le donne, la maggiore longevità (rispettivamente, 81,3 anni e 86,1 anni). La Campania, invece, è la regione dove la speranza di vita alla nascita è più bassa, 78,5 anni per gli uomini e 83,3 anni per le donne. A rivelarlo è il “Rapporto Osservasalute 2015”, curato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, presento martedì a Roma, presso il Policlinico universitario “Agostino Gemelli”.

Per quanto riguarda le cause di morte, dai dati 2012 quelle più frequenti sono le malattie ischemiche del cuore, responsabili da sole di 75.098 morti (poco più del 12% del totale dei decessi). Seguono le malattie cerebrovascolari (61.255 morti, pari a quasi il 10% del totale) e le altre malattie del cuore, i tumori maligni alle vie respiratorie, malattie ipertensive, demenza e malattia di Alzheimer.

Tumori maligni, demenza, Alzheimer e polmonite mostrano un’importanza maggiore nelle aree settentrionali, mentre nell’area meridionale si muore soprattutto per diabete e malattie ipertensive. La ragione di tutto questo è da ricercare alla voce “prevenzione” (vaccinazioni, screening, tutela della collettività e dei singoli dai rischi negli ambienti di vita e di lavoro, sanità pubblica veterinaria e tutela igienico-sanitaria degli alimenti): «Trascurata – denuncia il rapporto – a livello di finanziamenti e di singoli cittadini».

Secondo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, il nostro Paese destina appena il 4,2% della spesa sanitaria pubblica totale alla prevenzione, circa 4,9 miliardi di euro, mentre la percentuale di spesa prevista dal Piano sanitario nazionale (fissata nel Patto per la salute 2010-2012) è del 5%, ma sono poche le Regioni che la raggiungono. A livello nazionale mancano, dunque, all’appello 930 milioni di euro. Dagli indicatori relativi all’erogazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza), emerge che a non rispettare gli standard stabiliti sono le regioni in piano di rientro.

I cittadini, da parte loro, dimostrano “scarsa attenzione” alle vaccinazioni. Se nel 2013, per quelle obbligatorie (tetano, poliomielite, difterite ed epatite B) si registrava il raggiungimento dell’obiettivo minimo stabilito nel vigente Piano nazionale prevenzione vaccinale pari ad almeno il 95% di copertura entro i 2 anni di età, nel periodo 2013-2014 si registrano valori di copertura al di sotto di questo obiettivo. Stesso andamento per vaccinazioni raccomandate, quali anti-Hib e pertosse. Significativo il calo tra gli over 65 del vaccino antinfluenzale, pari oggi al 49%, ben al di sotto dei valori considerati minimi (75%).

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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