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“Sediamo alla mensa eucaristica per condividere il pane che abbiamo”

"La sperequazione che c’è tra i popoli dell’opulenza e i popoli della povertà e della fame - denuncia Valentinetti, rivolgendosi ai bambini della prima comunione - è ancora abissale. Sapete che nel mondo, ci sono ancora 800 milioni di persone che soffrono la fame e noi stiamo bene, anzi benissimo?! Ma voi mi direte, com’è possibile condividere il pane con chi è lontano da casa nostra? Non è tanto il condividere, quanto il saperlo perché non subiamo quello che abbiamo e condividiamo nella misura in cui è possibile condividere"

Lo ha affermato sabato sera l’arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, presiedendo la liturgia eucaristica del Corpus Domini

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne pronuncia l'omelia

«Il Signore vuole dirci innanzi tutto di sedere alla mensa dell’eucaristia». Lo ha affermato sabato sera l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, presiedendo la Santa messa alla vigilia del Corpus domini presso la Cattedrale di San Cetteo gremita dai ragazzi aderenti ai gruppi scout, ma soprattutto da coloro che nei giorni scorsi hanno ricevuto per la prima volta il sacramento dell’Eucaristia.

Un simbolo ed un sacramento, quello del pane e del vino, che pur mantenendo le loro sembianze materiali originarie diventano il corpo e il sangue di Cristo, come spiegato dall’arcivescovo affidandosi all’episodio biblico della moltiplicazione dei pani e dei pesci, con gli invitati al banchetto seduti in gruppi da 50 persone: «Quel sedere in gruppi da 50 – approfondisce – simboleggia proprio la comunità parrocchiale e la sua necessità di condividere a tutti i livelli il pane che abbiamo, così da compiere un piccolo gesto d’amore e carità nei confronti di chi ha fame e ha bisogno di saziare il proprio corpo».

Una riflessione, quest’ultima, che riporta in auge il tema delle disparità e delle disuguaglianze sociali nel mondo: «La sperequazione che c’è tra i popoli dell’opulenza e i popoli della povertà e della fame – denuncia il presule, rivolgendosi ai bambini della prima comunione – è ancora abissale. Sapete che nel mondo, ci sono ancora 800 milioni di persone che soffrono la fame e noi stiamo bene, anzi benissimo?! Ma voi mi direte, com’è possibile condividere il pane con chi è lontano da casa nostra? Non è tanto il condividere, quanto il saperlo perché non subiamo quello che abbiamo e condividiamo nella misura in cui è possibile condividere».

L'arcivescovo Valentinetti guida la solenne processione cittadina del Corpus Domini

L’arcivescovo Valentinetti guida la solenne processione cittadina del Corpus Domini

Un esempio, questo, che l’arcivescovo ha trasmesso in prima persona ad un bambino: «Qualche settimana fa – racconta monsignor Valentinetti, ancora rivolgendosi ai ragazzi presenti – un bambino ha fatto la prima comunione e, siccome lo conoscevo, mi sembrava giusto fargli un regalo. E allora ho detto “Ma un vescovo, cosa può regalare a questo bambino?”. Ho pensato dapprima a qualche libro, ma chissà quanti ne ha già ricevuti. Poi ho pensato alla Bibbia, ma venendo da una famiglia che legge la scrittura, ce l’avrà. Infine ho pensato di regalargli l’adozione di un bambino a distanza, dicendogli “La prima tranche di aiuti la metto io mentre tu, nel tempo, impegnati a mettere altrettanto per tutti gli anni che vorrai. E se non ce la farai, verrai da me ed io ti aiuterò”. Fratelli, i segni sono importanti, chissà quante cose belle vi hanno regalato, ma avete pensato ai tanti bambini che non ricevono mai regali?».

Quindi ancora un rimando al miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci, al fine di comprendere l’importanza di affidarsi alla Provvidenza del Signore, mai mancante per chi confida in lui. A confermarlo c’è una grande storia di santità italiana: «Nel XIX secolo a Torino – ricorda ancora l’arcivescovo di Pescara-Penne -, c’era un sacerdote che si chiamava Giuseppe Cottolengo. Egli cominciò ad accogliere le persone che non avevano nulla, i poveri, i malati e gli abbandonati, nella sua casa canonica preoccupandosi di dar loro da mangiare e di curarli. Ma molte mattine, Cottolengo non aveva niente per mezzogiorno. Ebbene, all’improvviso bussava qualcuno alla sua porta e gli portavano ceste piene di pane, oppure ceste piene di frutta o di qualsiasi altra cosa da mangiare. Oppure gli portavano un gruzzolo di denaro, affinché lui stesso potesse sfamare quei fratelli. Lui è divenuto San Giuseppe Cottolengo e ancora oggi, i suoi figli religiosi continuano questa sua opera».

Da qui, scaturisce un ulteriore invito a vivere con partecipazione la Santa messa: «Ecco – conclude l’arcivescovo – l’eucaristia ci invita a guardare al mistero, ma anche a questo aspetto della nostra vita cristiana. Immergiamoci in questo mistero d’amore e di carità. Amen». Al termine della solenne liturgia eucaristica, l’arcivescovo Valentinetti ha guidato la trazione processione del Corpus Domini attraverso le strade di Pescara Porta Nuova.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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