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“Si gioca ancora sulla pelle delle persone: no a speculazioni politiche”

"Le strutture diocesane e della Fondazione Caritas - spiega il presule - sono tutte state messe a disposizione di coloro che avevano bisogno, che siano stati loro provenienti da fuori o dal nostro territorio. Caritas e Fondazione Caritas, da sempre hanno fatto un’azione di sostegno e promozione umana nei confronti dei pescaresi e degli italiani in genere, ma con l’ultima emergenza abbiamo dovuto avere un cuore più aperto verso gli altri, perché per noi sono tutti uguali"

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo Valentinetti, replicando alle ultime polemiche politiche che avevano puntato il dito sul sistema di accoglienza della Chiesa pescarese

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

«Mi dispiace tantissimo, perché ancora una volta si gioca sulla pelle delle persone concrete, costrette a lasciare la propria terra a causa della guerra o della fame».

L’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, a nome della Curia pescarese, non ci sta a farsi strascinare in quelle che definisce speculazioni politiche e demagogia, riportate in questi giorni da alcuni media locali, che puntavano il dito sulle strutture di accoglienza diocesane in quanto colpevoli di accogliere i profughi, tralasciando i bisognosi italiani e pescaresi: «Le strutture diocesane e della Fondazione Caritas – spiega il presule – sono tutte state messe a disposizione di coloro che avevano bisogno, che siano stati loro provenienti da fuori o dal nostro territorio. Caritas e Fondazione Caritas, da sempre hanno fatto un’azione di sostegno e promozione umana nei confronti dei pescaresi e degli italiani in genere, ma con l’ultima emergenza abbiamo dovuto avere un cuore più aperto verso gli altri, perché per noi sono tutti uguali».

Una struttura in particolare è stata tirata in ballo dalle polemiche, non essendo votata all’accoglienza dei bisognosi, l’unica fuori dalla disponibilità della diocesi: «L’Oasi dello Spirito – precisa l’arcivescovo Valentinetti – è nella disponibilità di una fondazione (Fondazione Oasi dello Spirito), che è altro rispetto alla diocesi. Se dipendesse da noi, le strutture sarebbero tutte aperte».

Inevitabile un riferimento sul presidio di protesta, promosso dal capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, attivato sotto l’Hotel Holiday per dire “no” all’arrivo di altri 100 profughi dalla Sicilia: «La politica – osserva l’arcivescovo -, a partire dai suoi livelli più alti, deve fare un lavoro di ricerca di un cammino d’integrazione europea, perché l’Europa non sia quella delle banche e della finanza, ma sia un’Europa dei popoli. Dopo di che, c’è un’azione territoriale che deve farsi carico di quanto stabilito a livello nazionale, perché la solidarietà non è una parola astratta, ma si verifica nella concretezza di ogni giorno e delle sue scelte. Se poi c’è qualcuno che su queste scelte specula e si arricchisce, sarà compito della magistratura fare chiarezza».

don Marco Pagniello, direttore Caritas Pescara-Penne

don Marco Pagniello, direttore Caritas Pescara-Penne

E sugli 800 pescaresi che hanno firmato contro l’arrivo di ulteriori migranti, l’arcivescovo non si è scomposto più di tanto: «Ottocento pescaresi – osserva Valentinetti – non fanno primavera, come una rondine non fa primavera».

È stato poi il direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne a spegnere definitivamente le polemiche: «Mi aspetto che chi critica – constata don Marco Pagniello -, poi faccia seriamente una proposta alternativa. Il problema è che a fini elettorali, si cavalca l’ondata emotiva di quella fetta di italiani sofferenti».

Il sacerdote pescarese ha quindi rilanciato l’opera di accoglienza che, dal principio, ha visto la Chiesa e la Caritas protagoniste: «Non possiamo accogliere tutti – afferma il direttore della Caritas pescarese -, ma non possiamo permettere che la gente muoia in mare. La mia coscienza non lo permette ed è il Vangelo che ce lo chiede».

Infine è stato anche rivolto un appello agli amministratori locali abruzzesi, per migliorare l’accoglienza e allo stesso tempo alleggerire la pressione sui comuni costieri pescaresi che, più degli altri, finora si sono fatti carico dell’ospitalità dei migranti: «La  soluzione – propone don Marco – potrebbe essere quella di procedere con un’accoglienza diffusa sul territorio, non solo su Pescara e Montesilvano. Se in tutte le località, in base al numero degli abitanti, si accogliesse una o due famiglie probabilmente affronteremo meglio la situazione».

About Davide De Amicis (2855 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero ed è direttore responsabile della testata giornalistica online Jlive radio. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" e sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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