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I giovani della Gmg? “Vogliono una Chiesa dal linguaggio contemporaneo”

"È convinzione diffusa dell’universo giovanile - si legge nel rapporto - che la Chiesa sia troppo statica, e che dovrebbe innanzitutto cambiare la narrazione, rendendola meno astratta e più incisiva"

Lo si legge in una nota dell’Istituto Toniolo che, rilanciando il recente “Rapporto Giovani”, ha riflettuto sui ragazzi italiani presenti alla Gmg di Cracovia

Un gruppo di giovani presenti alla Gmg di Cracovia

«Giovani appartenenti alla generazione dei Millennials che, se da una parte si dimostrano pronti all’accoglienza dei migranti e a svolgere attività di volontariato, dall’altra sono impegnati e preoccupati dalla necessità di rimettere insieme le tre F della loro vita: fare, felicità e futuro. Un obiettivo importante che deve fare i conti, almeno in Italia, con la realtà di un Paese fra i meno attenti e meno attivi alla costruzione del futuro dei giovani».

Lo si legge in una nota dell’Istituto Toniolo che, rilanciando il recente “Rapporto Giovani”, riflette sui ragazzi italiani presenti alla Gmg di Cracovia. Per il Toniolo il 91% degli italiani tra i 18 e i 32 anni concorda (molto o abbastanza) nel ritenere il lavoro come uno strumento diretto a procurare reddito, cruciale per affrontare il futuro (88%) e per costruirsi una vita familiare (87,5%).

Un po’ più bassa la quota di chi lo considera soprattutto come modalità di autorealizzazione (85%): «I giovani che sono a Cracovia – prosegue la ricerca – considerano il tema del lavoro, materialmente e psicologicamente, un asse portante irrinunciabile attorno al quale poter costruire progettualmente la propria vita. Altro fattore fondamentale è il sostegno strumentale, emotivo e di orientamento (non sempre efficace) della famiglia, a compensazione delle carenze degli strumenti di welfare».

I dati e le analisi del “Rapporto giovani”, mostrano come “l’influenza dei genitori risulti nel complesso maggiore in Italia – più che in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito – sia sul percorso di studio dei figli che sul lavoro e sulla carriera professionale. Dal confronto con il loro coetanei europei, infatti, si deduce che per i giovani italiani le tappe per la transizione allo stato adulto dall’autonomia dai genitori fino alla formazione di una propria famiglia e alla nascita del primo figlio, sono più dilatate nel tempo rispetto ai coetanei europei.

L’età media di uscita dalla famiglia di origine è attorno ai 30 anni nel nostro Paese, mentre è inferiore ai 25 nei Paesi scandinavi, in Francia, Germania e Regno Unito. Numerose altre le indicazioni che emergono dal Rapporto Giovani del Toniolo (realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica): «Ad esempio – secondo il rapporto -, il volontariato e il servizio civile sono considerate palestre importanti per migliorare allo stesso tempo il contesto sociale in cui si vive e arricchire competenze utili per la propria vita sociale e lavorativa».

Sul piano religioso, infine, facendo riferimento al focus “Dio a modo mio – giovani e fede in Italia” dell’Istituto Toniolo, emerge nei giovani un atteggiamento di attesa di cambiamento nei confronti della Chiesa, a partire dal linguaggio, che vorrebbero più adatto al mondo contemporaneo. È convinzione diffusa dell’universo giovanile che la Chiesa sia troppo statica, e che dovrebbe innanzitutto cambiare la narrazione, rendendola meno astratta e più incisiva.

Una richiesta già percepita da Papa Francesco il quale, collegatosi ieri sera in diretta video con i giovani italiani in festa a Cracovia, ha chiesto loro: «Voi – esorta il Santo Padre – fate il vostro dovere che è fare chiasso tutta la notte, far vedere la vostra gioia cristiana, la gioia che il Signore vi dà di essere una comunità che segue Gesù».

About Davide De Amicis (2442 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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