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“Un cristiano che non sente la responsabilità di annunciare non è cristiano”

"Questa celebrazione - ricorda l'arcivescovo Valentinetti - conclude idealmente il nostro convegno diocesano, tenutosi nei giorni 9,10 e 11 settembre scorsi. Abbiamo riflettuto su come coniugare le parole del Convegno di Firenze, il Convegno della Chiesa italiana svoltosi nel novembre 2015, con l’esortazione apostolica post-sinodale “Evangelii Gaudium” che Papa Francesco ha consegnato alla Chiesa. In uno sforzo di riflessione, ma anche un proposito di impegno per camminare in una nuova evangelizzazione, per prendere finalmente coscienza che si deve annunciare il Vangelo in un mondo che cambia, anzi, che è già cambiato da tempo"

Lo ha affermato lunedì il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, in Cattedrale a Pescara per presiedere la Santa messa in onore di San Cetteo

L'arcivescovo di Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti, insieme all'arcivescovo emerito di Palermo cardinale Paolo Romeo

«Un cristiano che non sente la responsabilità di annunciare non è cristiano, perché non può tenere per sé quel dono di Dio che è l’amore». Lo ha affermato lunedì sera il cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo, presiedendo la Santa messa solenne in occasione dei festeggiamenti in onore del patrono di Pescara e della sua arcidiocesi San Cetteo.

L'arcivescovo Valentinetti accoglie e saluta il cardinale Romeo

L’arcivescovo Valentinetti accoglie e saluta il cardinale Romeo

Una messa concelebrata con l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, all’interno di una Cattedrale pescarese gremita specialmente dai componenti dei Consigli pastorali parrocchiali giunti dall’intera diocesi, che all’inizio della celebrazione ha rivolto parole di calorosa accoglienza al porporato tornato a Pescara undici anni dopo avergli consegnato il pastorale in occasione della sua presa di possesso dell’arcidiocesi pescarese: «Eminenza reverendissima – esordisce il presule – è veramente con grande gioia che la Chiesa di Pescara-Penne l’accoglie, perché lei possa presiedere questa solenne liturgia in occasione della festa del nostro patrono San Cetteo. Questa celebrazione conclude idealmente il nostro convegno diocesano, tenutosi nei giorni 9,10 e 11 settembre scorsi. Abbiamo riflettuto su come coniugare le parole del Convegno di Firenze, il Convegno della Chiesa italiana svoltosi nel novembre 2015, con l’esortazione apostolica post-sinodale “Evangelii Gaudium” che Papa Francesco ha consegnato alla Chiesa. In uno sforzo di riflessione, ma anche un proposito di impegno per camminare in una nuova evangelizzazione, per prendere finalmente coscienza che si deve annunciare il Vangelo in un mondo che cambia, anzi, che è già cambiato da tempo».

Il busto argenteo di San Cetteo esposto nella nicchia in Cattedrale

Il busto argenteo di San Cetteo esposto in Cattedrale

Una presa di coscienza, che deve farci diventare sempre meglio autentici discepoli del Signore: «E far sì – aggiunge monsignor Tommaso Valentinetti – che questa presa di coscienza possa riversarsi abbondantemente sul popolo santo di Dio. Tutto il popolo, che è formato dai fedeli, ma anche da persone lontane, da persone indecise, da persone superficiali, da persone che forse hanno smarrito e abbandonato la via della fede. Ecco, aspettiamo da lei carissimo padre, carissimo fratello e amico di tante di tante esperienze di preghiera e servizio pastorale vissute insieme, che ci possa incoraggiare su questo itinerario, forte della sua esperienza nella Chiesa universale, perché nel suo servizio alla Chiesa ha avuto occasione di girare molti Paesi del mondo, dal Canada ad Haiti – un Paese veramente difficile nel tempo in cui ha vissuto quella in quella nazione – e tanti altri Paesi dove ha svolto il suo ministero, non ultimo come nunzio apostolico in Italia e poi come arcivescovo di Palermo, una diocesi certamente molto impegnativa e con molte sfide pastorali».

I fedeli presenti

I fedeli presenti

E proprio nel corso del suo episcopato palermitano, il cardinale Romeo si era impegnato per arrivare alla beatificazione di don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio ucciso da Cosa nostra per il suo impegno anti-mafia: «Mi permetta – sottolinea Valentinetti – di ringraziarla per il suo impegno, grazie al quale don Puglisi è ascritto tra coloro che nella Chiesa hanno dato la vita per il Vangelo e per Gesù Cristo, idealmente unito a chi fin dagli inizi della storia della Chiesa, San Cetteo, ha dato la vita per il Signore».

Un richiamo, quello alla figura del beato palermitano, che il cardinale Romeo ha particolarmente gradito e ripreso: «Don Pino Puglisi – ricorda l’arcivescovo emerito di Palermo – si è impegnato nel promuovere la pastorale vocazionale, ma non soltanto la pastorale vocazionale al ministero ordinato o alla vita consacrata, ma far prendere coscienza che il cristiano è un chiamato. Nessuno di noi può dire “Non ho una vocazione”. Per questo nel 1988, partecipando al Convegno delle chiese di Sicilia sulla pastorale vocazione, disse “La Chiesa ha bisogno di vocazione” e la prima vocazione che lui sottolineò in quell’occasione fu quella alla vita familiare. Fratelli e sorelle, nel disegno di Dio ecco l’uomo e la donna, ecco la famiglia ed è una missione non soltanto per la trasmissione biologica della vita, ma per la trasmissione della vita nel senso pieno della Parola. Gesù stesso ha detto “Sono venuto a portare la vita”».

Cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo

Cardinale Paolo Romeo, arcivescovo emerito di Palermo

Ma quella alla famiglia non è soltanto l’unica vocazione indicata da don Puglisi: «Lui diceva – continua il cardinale Paolo Romeo – “Abbiamo bisogno di vocazioni al volontariato”, non soltanto per uno spirito umanistico ma immersi nel mistero di Dio, facendo palpitare il nostro cuore ai ritmi di Dio. Non possiamo non amare e servire i fratelli. “Abbiamo bisogno – diceva don Puglisi – di vocazioni al servizio civile, al servizio della città, alla vita politica”. Fratelli e sorelle, ciascuno di noi che ha ricevuto dei doni dal Signore si trova in situazioni particolari che non abbiamo costruito noi, ma che il Signore ha messo sul nostro cammino e deve sentire la responsabilità di attuare un disegno di Dio e questo è di grande attualità».

Un disegno di Dio che ci chiama all’annuncio e alla testimonianza della Parola del Signore, ricordando le sfide che si pongono alla comunità ecclesiale oggi: «Gesù – afferma il porporato – ci ha detto che siamo lievito, il lievito fermenta sempre la pasta e il Vangelo deve fermentare, deve illuminare la nostra vita».

Alcuni sacerdoti concelebranti

Alcuni sacerdoti concelebranti

E Papa Francesco, attraverso il suo pontificato, ci invita a farlo con gioia: «Il Papa – spiega il cardinale Paolo Romeo – non fa altro che invitarci a non essere musoni nell’annuncio del Vangelo, a non essere tristi. Del resto, il Vangelo dice “Se c’è lo sposo non si può essere tristi, se c’è Cristo, se si vive questa intimità con il Signore, non si può essere tristi”. Ecco perché dall’enciclica “Laudato si” la gioia di rendere grazie a Dio per la creazione, affidandocene la responsabilità, ecco perché dall’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” la gioia di annunciare il Vangelo e dall’Amoris Laetitia la gioia dell’amore».

Infine l’invito, rivolto non solo ai ministri ma a tutti, di stare con il gregge: «Il Santo Padre – ribadisce l’arcivescovo emerito di Palermo – ci invita ad uscire per annunciare il Vangelo non come un pellegrino che passa e se ne va, ma vivendo con la gente e avendo l’odore delle pecore. Tutto questo per aiutare l’uomo, come ha fatto Cristo risorto, a riscoprire il disegno di Dio nella sua storia umana. Educare e trasfigurare, sono queste le linee sulle quali è stata convocata la Chiesa in Italia. E noi vogliamo chiedere a San Cetteo che ci aiuti, che il suo esempio, la sua dedizione che resiste al passare dei secoli, possa guidare anche noi ad essere figli di una Chiesa impegnata nel trasmettere la fede, responsabili di una testimonianza coerente per portare l’annuncio di Cristo a tutti».

About Davide De Amicis (2302 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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1 Comment on “Un cristiano che non sente la responsabilità di annunciare non è cristiano”

  1. eppure sono tanti i passi biblici relativi a questa responsabilità cristiana. Gesù addestrò i suoi discepoli per annunciare il Regno di Dio (Matt 10 e Luca 10) Era profetizzato che accadesse (Matt 24:14, Marco 13) ed è un comando che egli diede prima di ascendere al cielo (Matt 28:19,20) …i Testimoni di Geova lo fanno da sempre…

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