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“Bambini vittime di logiche di mercato: educhiamoli a riconoscere la verità”

"I bambini in particolare, fino all’età dei tre anni, - esorta monsignor Angelo Spina - vanno totalmente salvaguardati e difesi dall’invadenza televisiva e della pubblicità nei programmi a loro dedicati, perché possono interferire negativamente con lo sviluppo del linguaggio e dell'intelligenza senso-motoria propria delle prime fasi dello sviluppo"

Questo l’appello rivolto dai vescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana all’Agcom e al Corecom, preposti al controllo della comunicazione

«I bambini vittime delle logiche di mercato. Troppe menzogne, educhiamoli a riconoscere la verità». Questo l’appello dei vescovi della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, attraverso il loro delegato per la cultura e le comunicazioni sociali monsignor Angelo Spina, con cui hanno sollecitato il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) e l’Agcom (l’Autorità di garanzia nelle comunicazioni), gli organismi preposti al controllo, a mettere in atto strategie efficaci per rispondere all’attuale esigenza educativa.

La Ceam, nell’ambito di un recente incontro svoltosi a Pescara nei giorni scorsi, ha avviato con questi organismi una collaborazione che porterà allo svolgimento di una serie di iniziative: «Viviamo – premette monsignor Spina – in un mondo delle immagini e di messaggi continui attraverso i diversi mezzi di comunicazione, tanto che tutti noi siamo associati alla “generazione 2.0”. Noi vescovi siamo coscienti delle potenzialità dei mezzi di comunicazione sociale, dell’influsso che esercitano sulle persone, con tutte le luci e le ombre che proiettano».

Mons. Angelo Spina, delegato Ceam alle comunicazioni sociali

Mons. Angelo Spina, delegato Ceam alle comunicazioni sociali

Da qui la necessità di educare i bambini, e con loro gli adulti, al coraggio della verità disinteressata: «Esattamente il contrario – lamenta il delegato Ceam per le comunicazioni sociali – di ciò che ha fatto finora e continua a fare il sistema massmediale, che forma alla menzogna e all’interesse».

È con questa convinzione che i vescovi d’Abruzzo e Molise insistono nella promozione di una rivoluzione culturale, che sappia porre al centro di ogni forma di comunicazione la persona assolutamente prima delle regole del mercato: «Ancor prima – sottolinea il vescovo monsignor Angelo Spina – di essere e di considerarci consumatori, impegnati nella difesa dei propri interessi, è necessario che tutti, uno per uno, e l’intero sistema massmediale ci si convinca che alla base c’è una moltitudine di persone, ognuna diversa, per formazione, educazione, identità, cultura, sensibilità, condizionamenti e paure. E che ogni persona merita di essere rispettata e non considerata “target” di un messaggio che anteponga lo scopo del “vendere” alla relazione».

Relazione vuol dire confronto, crescita culturale e sociale, personale e comunitaria, condivisione culturale, conoscenza dei limiti, dei condizionamenti e della manipolazione: «Vorrei sottolineare – aggiunge il vescovo di Sulmona-Valva con delega alle comunicazioni sociali – l’importanza del rispetto delle leggi in materia pubblicitaria, soprattutto impedendo l’affollamento pubblicitario e obbligando alla riconoscibilità della pubblicità, che deve essere nettamente distinta dai contenuti editoriali. I bambini in particolare, fino all’età dei tre anni, vanno totalmente salvaguardati e difesi dall’invadenza televisiva e della pubblicità nei programmi a loro dedicati, perché possono interferire negativamente con lo sviluppo del linguaggio e dell’intelligenza senso-motoria propria delle prime fasi dello sviluppo».

Insomma, a detta della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, i ragazzi vanno educati a decodificare la pubblicità e i suoi fini per essere protagonisti delle proprie scelte attraverso il pensiero e la ragione: «E non lasciati succubi – ammonisce Spina – dell’automatismo decisionale, tipico del consumatore, basato sulla sola emozionalità. Ragazzi e ragazze sono perfettamente capaci di distinguere il bene dal male, ciò che serve dall’inutile, ciò che è positivo da ciò che è negativo, se educati ad interrogarsi, a non fidarsi solo degli stimoli visivi e uditivi, ad esercitare la critica della realtà».

È necessario, infine, chiamare al confronto e all’impegno su questi temi tutti per cambiare cultura e linguaggio: «Un appello particolare – concludono i vescovi abruzzesi e molisani – è rivolto al mondo accademico ed universitario, perché è necessario studiare ed approfondire i temi che legano le neuroscienze alla pubblicità, ancora oggetto di pochi ed autonomi studi scientifici slegati dal mercato».

About Davide De Amicis (2232 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale "La Porzione.it", collabora con la redazione pescarese del quotidiano "Il Messaggero". In passato ha già collaborato con "Radio Speranza", la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale "Abruzzo Oggi".
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