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“Dio si è fatto duemila volte più piccolo di un grammo per noi”

"I fondamentalismi violenti - precisa monsignor Valentinetti - bisogna emarginarli, bisogna tenerli lontano, ma è altrettanto pericoloso il fondamentalismo di chi chiude il cuore, di chi non vuole accogliere, di chi chiude a chi scappa dalla guerra, dalla fame e dall’inquinamento. Non è giusto chiudere le porte, bisogna spalancare il cuore. Per tutti ci dev’essere posto, dove il cuore di Dio arriva a battere e ad accogliere, perché i primi ad essere accolti siamo stati noi da Lui"

Lo ha affermato ieri l’arcivescovo Valentinetti, presiedendo il Pontificale di Natale nella Cattedrale di San Cetteo a Pescara

L'arcivescovo Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, presiede il Pontificale di Natale dietro l'effige del Bambinello

È stato l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti ieri a presiedere, come da tradizione, il solenne Pontificale di Natale all’interno della Cattedrale di San Cetteo a Pescara: «Quando è apparso – esordisce il presule – ci saremmo aspettati un Dio potente, forte. Anche i magi vanno alla grotta aspettandosi di vedere un Dio forte, portando doni degni di un re, ma che cosa vedono? Il segno così come gli angeli lo avevano detto ai pastori. È questo il segno per noi, un bambino avvolto in fasce che giace in una mangiatoia».

Questo il segno di un Dio che ha scelto di farsi piccolo per il bene dell’umanità: «Sapete quanto si è fatto piccolo Dio? – s’interroga l’arcivescovo – Duemila volte meno di un grammoperché la cellula femminile e quella maschile quando s’incontrano, e si annidano nell’utero di una donna per far nascere una creatura, la cellula risultante che darà sviluppo alla vita pesa duemila volte meno di un grammo. Meno di un grammo per entrare dentro l’umanità e conquistare il suo amore. Per dire, con le parole e con le azioni, chi è veramente Dio».

Ma chi è Dio: «Dio è amore – spiega monsignor Valentinetti -, è misericordiaè pace, è giustizia, è verità, è luce, è tutto ciò che di buono e di bello possiamo comprendere e attribuire».

Ma Dio nessuno l’ha visto: «Secondo gli ultimi versi della sintesi giovannea – ricorda l’arcivescovo di Pescara-Penne -, il Figlio unigenito di Dio che è uguale a Dio ed è nel seno del Padre, quasi addormentato sul petto del Padre, è Lui che ce ne ha fatto la spiegazione. Se sentite dire che qualcuno ha visto Dio, chiamate subito il 118 perché nessuno lo ha visto e nessuno lo vedrà, ma solo il Figlio unigenito ce ne ha fatto la spiegazione. Che questo Dio ci trovi all’opera perché possiamo essere anche noi, come Lui, costruttori di pace, di giustizia e di nonviolenza».

Il presepe artistico realizzato all'interno della Cattedrale di San Cetteo

Il presepe artistico realizzato all’interno della Cattedrale di San Cetteo

E proprio quest’ultimo tema, è al centro del messaggio di Papa Francesco in occasione dell’imminente Giornata mondiale per la pace del primo gennaio: «Quanto dobbiamo camminare – constata l’arcivescovo – sul tema della nonviolenza noi cristiani! Nei secoli passati abbiamo benedetto spade, fucili e carri armati, ma le armi non hanno portato e non porteranno la pace. Sulla strada della nonviolenza, forse, altri credenti di altre religioni e confessioni cristiane ci hanno preceduti e noi ne siamo ben contenti. Che dire della nonviolenza di Martin Luther King e del Mahatma Gandhi. Ebbene, Dio ci trovi all’opera perché siamo veramente operatori di giustizia, di pace e di nonviolenza. Ci trovi all’opera perché possiamo essere donne, uomini e famiglie dell’accoglienza e non dell’esclusione».

Tutto questo, isolando e condannando ogni forma di fondamentalismo: «È vero – conferma Valentinetti -, i fondamentalismi violenti bisogna emarginarli, bisogna tenerli lontano, ma è altrettanto pericoloso il fondamentalismo di chi chiude il cuore, di chi non vuole accogliere, di chi chiude a chi scappa dalla guerra, dalla fame e dall’inquinamento. Non è giusto chiudere le porte, bisogna spalancare il cuore. Per tutti ci dev’essere posto, dove il cuore di Dio arriva a battere e ad accogliere, perché i primi ad essere accolti siamo stati noi da Lui».

Da qui l’auspicio finale di monsignor Tommaso Valentinetti: «Ognuno, nel profondo del proprio cuore, stabilisca le preghiere, le intercessioni, l’ascolto della Parola e gli impegni di giustizia e di carità perché, come diceva San Paolo nella lettera a Tito, noi possiamo essere quel popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone. Ma, attenzione, non una purezza solo esteriore frutto di una confessione fatta in fretta, ma una purezza di ricerca di verità e giustizia. Un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone».

About Davide De Amicis (2466 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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