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“Gli otto più ricchi al mondo possiedono quanto 3,6 miliardi di poveri”

"I servizi pubblici essenziali come sanità e istruzione subiscono tagli, ma a multinazionali e super ricchi è permesso di eludere impunemente il fisco – denuncia Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia -. La voce del 99% rimane inascoltata, perché i governi mostrano di non essere in grado di combattere l’estrema disuguaglianza, continuando a fare gli interessi dell’1% più ricco: le grandi corporation e le élites più prospere"

Lo ha denunciato oggi il rapporto Oxfam “Un’economia per il 99%”, pubblicato oggi alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos

Le 8 persone più ricche del pianeta possiedono quanto 3,6 miliardi di poveri. È uno dei dati che emergono dal rapporto Oxfam, la ong britannica attenta all’economia sociale, diffuso oggi che conferma il dato che denuncia dal 2015: l’1% dei più ricchi al mondo possiede quanto il restante 99%.

“Un’economia per il 99%” è infatti il titolo del nuovo rapporto, reso noto come ogni anno alla vigilia del Forum economico mondiale di Davos, per mettere in evidenza le disuguaglianze crescenti: «Soprattutto perché i super-ricchi – sottolinea il rapporto – fanno ricorso a pratiche di elusione fiscale, massimizzando i profitti e usando il loro potere per influenzare la politica».

Secondo le nuove stime, la metà più povera del pianeta è ancora più povera di quanto calcolato in passato e i ricchi sono sempre più ricchi: «I mega paperoni dei nostri giorni – secondo il rapporto – si arricchiscono a un ritmo così spaventosamente veloce, che potremmo veder nascere il primo trillionaire (ovvero un individuo che possiederà più di 1.000 miliardi di dollari) nei prossimi 25 anni. Una cifra che si consuma solo spendendo un milione di dollari al giorno per 2.738 anni».

Inoltre, denuncia il rapporto, è una leggenda che i miliardari si siano fatti tutti da sé: Oxfam ha calcolato che 1/3 della ricchezza dei miliardari è dovuta a eredità, mentre il 43% a relazioni clientelari. In questo quadro, le donne sono particolarmente svantaggiate perché trovano prevalentemente lavoro in settori con salari più bassi e hanno sulle spalle la gran parte del lavoro domestico e di cura non retribuito. Di questo passo, ci vorranno 170 anni perché una donna raggiunga gli stessi livelli retributivi di un uomo.

La nota organizzazione non governativa ha analizzato anche il contesto italianodove nel 2016 la ricchezza dell’1% più ricco degli italiani (in possesso oggi del 25% di ricchezza nazionale netta) è oltre 30 volte la ricchezza del 30% più povero dei nostri connazionali.

Roberto Barbieri, direttore generale Oxfam Italia

Roberto Barbieri, direttore generale Oxfam Italia

Per quanto riguarda il reddito tra il 1988 e il 2011, il 10% più ricco della popolazione ha accumulato un incremento di reddito superiore a quello della metà più povera degli italiani: «I servizi pubblici essenziali come sanità e istruzione subiscono tagli, ma a multinazionali e super ricchi è permesso di eludere impunemente il fisco – denuncia Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia -. La voce del 99% rimane inascoltata, perché i governi mostrano di non essere in grado di combattere l’estrema disuguaglianza, continuando a fare gli interessi dell’1% più ricco: le grandi corporation e le élites più prospere».

La soluzione, secondo Oxfam, è ripensare il sistema economico a cui siamo abituati: «Che fin qui – ricorda l’associazione – ha funzionato a beneficio di pochi fortunati e non della stragrande maggioranza della popolazione mondiale».

Oxfam invita perciò tutti i cittadini, anche in Italia, a chiedere ai Governi e ai leader politici di garantire: «Un sistema di tassazione più progressivo – propone l’associazione -, politiche occupazionali che garantiscano ai lavoratori un salario dignitoso e diminuiscano i divari retributivi, servizi pubblici di qualità in ambito educativo e sanitario, uno sviluppo economico che rispetti i limiti naturali del nostro pianeta, un reale ascolto dei bisogni dei cittadini e non degli interessi di alcune élites privilegiate».

About Davide De Amicis (2700 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista professionista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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