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Rigopiano: dai volontari sfornati 1.000 pasti al giorno per i soccorritori

In cucina lo chef è stato il ventisettenne Gabriele Napolitano, volontario della Valtrigno: "La nostra soddisfazione - racconta - è stata far mangiare bene i soccorritori, servendo loro piatti sostanziosi a base di pasta e carne ricchi di carboidrati e proteine. E poi ci sono gli alimenti che abbiamo inviato a Rigopiano, sul luogo delle operazioni, zuppe di legumi, panini con salumi e formaggio, cioccolata, bevande energetiche e acqua per confortarli il più possibile"

L’accoglienza delle centinaia di soccorritori che hanno partecipato alle operazioni di salvataggio è stata organizzata dalla Protezione civile regionale

I volontari di Protezione civile al lavoro, in cucina, per garantire i pasti ai soccorritori

Chiunque sia stato a Penne almeno volta nella vita, non può non conoscere l’antico e fiero motto dialettale “Ponn la capital de lu monn”. Un detto, che si è rivelato tristemente profetico, divenuto realtà in occasione della tragedia dell’Hotel Rigopiano che, dal 18 gennaio scorso, ha visto il capoluogo vestino rilanciato sui network mondiali quale sede del Centro di coordinamento dei soccorsi, allestito dalla Protezione civile della Regione Abruzzo presso il Palasport comunale.

Un’infrastruttura strategica, ubicata fuori dal centro abitato, che durante le operazioni di soccorso, oltre al centro di comando, ha ospitato 700 operatori al giorno (garantendone vitto e alloggio) tra funzionari del Dipartimento nazionale di Protezione civile e della Prefettura, militari dell’Esercito, poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco, finanzieri del Soccorso alpino, nonché operatori del Soccorso alpino e speleologico di tutte le regioni italiane.

Un'immagine del Palasport di Penne, sede del Centro di coordinamento dei soccorsi

Il Palasport di Penne, sede del Centro di coordinamento dei soccorsi

A questi si aggiungono i sanitari di Croce Rossa, Misericordia e 60 volontari di Protezione Civile appartenenti a 15 associazioni abruzzesi. Ogni ente presente con i propri mezzi, automobili, autoscale, camion, pick-up, ruspe, scavatori, cingolati e ambulanze, rappresentando in ogni sua componente il Sistema nazionale di Protezione civile.

Una macchina complessa, la cui permanenza è stata curata da due giovani funzionari della Protezione civile regionale: Andrea Gallerati, responsabile della mensa e degli approvvigionamenti e Matteo Re, coordinatore dei volontari e delle relazioni tra gli enti: «Viste le tante componenti presenti – spiega Matteo Re -, ognuna con i suoi protocolli operativi, le difficoltà nel coordinamento non sono mancate, ma le abbiamo superate attraverso un costante dialogo».

Logistica e assistenza alla popolazione, dunque, sono stati gli ambiti in cui la Protezione civile regionale si è distinta, forte dell’esperienza acquisita in occasione dei terremoti a L’Aquila nel 2009 e in Emilia nel 2012.

Matteo Re e Andrea Gallerati, funzionari della Protezione civile regionale

Matteo Re e Andrea Gallerati, Protezione civile Regione Abruzzo

In particolare il ristorante del centro sportivo, messo a disposizione dalla società Acquatika di Penne, ha svolto un ruolo determinante per il sostentamento dei soccorritori di ritorno dal teatro operativo: «Abbiamo sfornato mille pasti al giorno – sottolinea Andrea Gallerati – rivivendo quanto già successo a L’Aquila. Gli interventi sono cambiati, ma è rimasta uguale la disponibilità di tante persone pronte ad aiutare».

La signora Giuliana serve il pranzo ai soccorritori a mensa

La signora Giuliana serve il pranzo ai soccorritori a mensa

Prima colazione dalle cinque del mattino e poi primo, secondo, contorno, frutta e caffè a pranzo e a cena serviti con amore, tra gli altri, dalla signora Giuliana di Loreto Aprutino, la “mamma” dei soccorritori.

In cucina lo chef è stato il ventisettenne Gabriele Napolitano, volontario della Valtrigno: «La nostra soddisfazione – racconta – è stata far mangiare bene i soccorritori, servendo loro piatti sostanziosi a base di pasta e carne ricchi di carboidrati e proteine. E poi ci sono gli alimenti che abbiamo inviato a Rigopiano, sul luogo delle operazioni, zuppe di legumi, panini con salumi e formaggio, cioccolata, bevande energetiche e acqua per confortarli il più possibile».

About Davide De Amicis (2535 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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