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I profughi a Trump: “Fuggiamo dalla guerra, non siamo terroristi”

"Credo che l’Europa - osserva Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egifio - abbia i suoi valori, è stata fondata a partire dal diritto e dalla solidarietà. Sono questi i valori che ci devono guidare, perché è una strada che ha mostrato in questi anni quell’umanità di cui c’è bisogno. L’unica cosa in più che deve fare l’Europa è impegnarsi con più forza per la pace nel mondo"

Quaranta uomini, donne e bambini siriani, ieri mattina, sono arrivati a Roma dal Libano in tutta sicurezza grazie al corridoi umanitari di Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola Valdese

Un gruppo di profughi

Mentre negli Stati Uniti le frontiere si chiudono anche ai profughi di guerra, questa mattina sono sbarcati all’aeroporto di Fiumicino una quarantina di uomini, donne e bambini siriani, arrivati dal Libano in tutta sicurezza grazie al progetto ecumenico dei corridoi umanitari realizzato da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Tavola Valdese.

Provengono da Aleppo, Homs e Damasco e con il loro arrivo oggi sarà raggiunta la cifra di 540 persone giunte in Italia dall’inizio del progetto, avviato il 15 dicembre 2015 dopo la firma di un accordo con i ministeri degli Esteri e dell’Interno. Il piano prevede mille arrivi entro il 2017.

Donald Trump, presidente Stati Uniti d'America

Donald Trump, presidente Stati Uniti d’America

Ad accoglierli c’è anche Nour Essa, una ragazza siriana di Damasco di 31 anni. Arrivò in Italia da Lesbo in aereo con Papa Francesco e oggi, dopo alcuni lavori come assistenza agli anziani, è in attesa di iniziare a lavorare in qualità di biologa all’Ospedale Bambino Gesù di Roma: «Voglio inviare un messaggio a Trump – dice attorniata dai suoi concittadini siriani – “Siamo tutti fuggiti da una guerra. Non siamo terroristi e chiudere le porte non è la soluzione per fermare il terrorismo”».

Poi volgendo il pensiero a Francesco e al giorno in cui ha preso con lui l’aereo per Roma, aggiunge: «È stato fantastico, un’esperienza meravigliosa. In un giorno la mia vita e quella della mia famiglia è cambiata completamente. Il Papa è un uomo semplice e gentile. È un esempio per tutti i leader religiosi, perché usa la religione per servire il mondo e salvare le persone».

Fatima viene invece da Homs. Scappata dalla Siria, si è ritrovata in Libano in un campo profughi senza documenti. Ad Homs ha lasciato la madre e il fratello con cui da tre mesi ha perso contatto. Le si avvicina una giornalista americana per esprimere la sua solidarietà e a lei Fatima dice: «Le barriere non vanno bene, non servono. Tutti, musulmani e cristiani, tutti possiamo vivere insieme e insieme aspirare a un mondo di pace».

Il gruppo è arrivato questa mattina molto presto a Roma con un volo dal Libano e tutti, prima di sbarcare in Italia, hanno espletato all’aeroporto di Fiumicino i controlli e gli exit-permit secondo il protocollo di intesa con il ministero dell’Interno.

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio

Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio

Sono esausti ma felici. Ora ad attenderli ci sono volontari della Sant’Egidio che li porteranno nelle diverse destinazioni in varie regioni di Italia: «I muri, mai – avverte Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio -. Non sono mai serviti e soprattutto chi ha costruito i muri ne ha pagato le conseguenze. Quindi noi costruiamo ponti, che è meglio».

In riferimento ai profughi sbarcati a Fiumicino stamani, precisa: «Sono cristiani e sono musulmani e, soprattutto, un terzo di loro sono bambini. Il criterio della vulnerabilità è quello decisivo che abbiamo scelto per accogliere queste persone. C’è ancora tanta sofferenza a causa della guerra e non possiamo mai chiudere né le frontiere né il cuore davanti a queste situazioni».

Commentando le primissime decisioni prese dal neo presidente Usa, Donald Trump, Impagliazzo dichiara: «Per noi europei non sono in linea con la nostra tradizione. Gli Stati Uniti d’America prendono le loro decisioni. L’Europa continua a credere nel diritto e nella solidarietà».

E sul pericolo che le politiche anti-immigrazioni possano sedurre i Paesi europei, aggiunge: «Credo che l’Europa – osserva il presidente della Comunità di Sant’Egidio – abbia i suoi valori, è stata fondata a partire dal diritto e dalla solidarietà. Sono questi i valori che ci devono guidare, perché è una strada che ha mostrato in questi anni quell’umanità di cui c’è bisogno. L’unica cosa in più che deve fare l’Europa è impegnarsi con più forza per la pace nel mondo».

Tra i 40 profughi c’era anche Kinana, arrivata a Roma con quattro figli. Ha espresso la sua gratitudine per il progetto che l’ha portata qui: «Sono contenta soprattutto per i miei figli, che finalmente possono vivere il loro futuro e il sogno di tornare a scuola e studiare».

About Davide De Amicis (2533 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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