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Migranti: “Accordo Italia-Libia pone a rischio la vita di migliaia di persone”

"L’accordo - denuncia Tommaso Fabbri, capo missione Italia per Msf -, ripropone ancora una volta un approccio alla gestione dei flussi migratori fallimentare e disumano. Nel testo non compare alcun riferimento all’attivazione di canali legali e sicuri verso l’Europa, che costituirebbero l’unica strategia efficace per spezzare definitivamente la rete dei trafficanti ed evitare ulteriori morti in mare. Sono ben chiare le misure per rafforzare le intercettazioni in mare da parte della Guardia Costiera libica e impedire le partenze dalle coste. Hanno lo stesso effetto dei sigilli posti sulla porta di un edificio in fiamme, con la scusa di evitare che le persone si facciano male nel tentativo di fuggire"

Lo hanno affermato le organizzazioni Oxfam e Medici senza frontiere, commentando l’accordo raggiunto tra Italia e Libia con la benedizione dell’Unione europea

Migranti in attesa di soccorso

«Nonostante i leader europei riuniti ieri a Malta abbiano ribadito il loro impegno per la tutela dei diritti dei migranti, l’accordo raggiunto dall’Italia con la Libia non prevede specifiche misure di tutela e salvaguardia dei diritti umani. In questo modo centinaia di migliaia di uomini donne e bambini, già in fuga da guerra e persecuzioni, correranno il rischio di perdere la vita e subire nuovi abusi e sofferenze».

Alessandro Bechini

Alessandro Bechini, direttore programmi in Italia di Oxfam

Così il direttore dei programmi in Italia di Oxfam Alessandro Bechini, ha commentato le conclusioni del vertice informale dei capi di Stato appena conclusosi a Malta e l’accordo tra Italia e Libia per il controllo dei flussi migratori verso l’Europa, che non ha trovato alcun tipo di opposizione da parte degli altri leader Ue: «Il fatto che l’Europa abbia accolto con favore questo accordo – aggiunge Bechini -, senza compiere nessun tentativo di aumentare gli impegni della Libia per la tutela dei migranti, dimostra ancora una volta l’ipocrisia del vecchio continente sulla politica migratoria nel Mediterraneo. Dopo che per una settimana i leader europei si sono dichiarati scandalizzati per le aberranti decisioni prese dall’amministrazione Trump in materia di immigrazione, decidono di fatto di seguire la stessa logica».

Moltissimi migranti, anche accolti da Oxfam in Italia, raccontano di aver subito orribili abusi da parte delle autorità libiche durante i drammatici e lunghissimi viaggi dai paesi di origine verso la Sicilia e l’Italia: «Come si fa a non tener conto di una realtà tanto lampante? – conclude il direttore dei programmi in Italia di Oxfam – L’impegno dell’Unione europea a sostenere l’attuazione dell’accordo italiano con la Libia – conclude Bechini – rappresenta un duro colpo ai suoi valori fondamentali “di democrazia e solidarietà».

Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo

Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo

Intanto l’Unione europea tira dritto, sostenendo a pieno il piano di contenimento dei migranti sul fronte Libia-Italia: «Abbiamo concordato misure operative immediate – spiega Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo – che dovrebbero contribuire a ridurre il numero di migranti irregolari e allo stesso tempo salvare vite. Addestreremo, attrezzeremo e sosterremo la guardia costiera libica per fermare gli scafisti e rafforzare le operazioni di ricerca e di soccorso. Forniremo aiuto economico alle comunità locali in Libia per migliorare la loro situazione, e aiutarle a offrire riparo ai migranti. Lavoreremo con l’Organizzazione internazionale per le migrazioni per intensificare i rimpatri volontari dalla Libia verso i paesi di origine».

Il presidente Tusk, ha poi assicurato che ci saranno fondi europei supplementari per attuare queste azioni considerate prioritarie e che si agirà nel pieno rispetto dei diritti umani, del diritto internazionale e dei valori europei e in stretta collaborazione con organizzazioni come Unhcr e Oim: «Abbiamo anche deciso – precisa – di sostenere le attività bilaterali degli Stati membri con la Libia. Perciò abbiamo accolto con favore il memorandum d’intesa firmato ieri dai primi ministri italiano e libico, come altro segno importante e incoraggiante che le cose stanno per cambiare per il meglio. L’Unione europea e le nostre azioni sosterranno l’Italia e la Libia. È nostra responsabilità condivisa».

Arjan Hehenkamp

Arjan Hehenkamp, direttore generale di Medici senza frontiere

Sull’azione europea di contenimento del flusso dei migranti, anche Medici senza frontiere (Msf) ha espresso forte preoccupazione per le persone che saranno riportate in Libia dopo essere state intercettate in mare o che resteranno intrappolate nel Paese: «L’Unione europea e i suoi Stati membri – afferma Arjan Hehenkamp, uno dei direttori generali di Msf, tornato ieri da una missione in Libia dove ha visitato molte persone detenute a Tripoli – devono prendere atto della realtà. La Libia non è un Paese sicuro, per questo non possiamo considerare questa proposta come un approccio umano alla migrazione. La legge e l’ordine sono al collasso in Libia. Le persone provenienti da Paesi dell’Africa sub-sahariana sono arrestate e tenute in detenzione senza processo legale, senza alcun modo per opporsi o fare ricorso, e senza contatto con il mondo esterno. I detenuti mi hanno pregato di contattare le loro famiglie per fargli sapere che erano ancora vivi. Non avevano idea di quale sarebbe stato il loro destino, nonostante fossero già imprigionati da mesi ormai».

Da luglio 2016 Medici senza frontiere fornisce assistenza medica alle persone detenute a Tripoli e dintorni. Le persone sono detenute in condizioni inumane, senza luce o ventilazione, con scarso accesso all’acqua potabile e spazi altamente sovraffollati: «L’assenza di dignità è sconvolgente», assicurano i team medici che curano circa 500 persone ogni settimana per infezioni delle vie respiratorie, forme di diarrea acuta, malattie cutanee e infezioni del tratto urinario.

Tommaso Fabbri

Tommaso Fabbri, capo missione Italia per Msf

E in attesa di conoscere in modo più approfondito i piani di collaborazione tra il governo italiano e le autorità libiche del governo di unità nazionale, Msf ha espresso anche preoccupazione sui contenuti del memorandum siglato ieri tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il premier Al Serraj: «L’accordo – denuncia Tommaso Fabbri, capo missione Italia per Msf -, ripropone ancora una volta un approccio alla gestione dei flussi migratori fallimentare e disumano. Nel testo non compare alcun riferimento all’attivazione di canali legali e sicuri verso l’Europa, che costituirebbero l’unica strategia efficace per spezzare definitivamente la rete dei trafficanti ed evitare ulteriori morti in mare».

Infine, secondo il capo missione Italia per Msf, sono ben chiare le misure per rafforzare le intercettazioni in mare da parte della Guardia Costiera libica e impedire le partenze dalle coste: «Hanno lo stesso effetto – conclude – dei sigilli posti sulla porta di un edificio in fiamme, con la scusa di evitare che le persone si facciano male nel tentativo di fuggire».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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