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Tre passi della Chiesa italiana verso il Sinodo dei giovani 2018

"Non si tratta - precisa don Michele Falabretti - di rifare da capo la pastorale giovanile. Si tratta piuttosto di ripensarla a partire dal cammino di ogni singolo territorio. Si tratta di offrire strumenti di rilettura del questionario proposto dal Sinodo, anche attraverso una sussidiazione appropriata. Da qui la necessità di aprire percorsi di alleanza educativa sul territorio nelle diocesi e nelle parrocchie, alzare le competenze educative, decidendo come formare gli educatori"

Li ha individuati don Michele Falabretti, responsabile nazionale della Pastorale giovanile, al Convegno di Pastorale giovanile a Bologna

Giovani ed educatori presenti al Convegno nazionale di Pastorale giovanile a Bologna

Rileggere le pratiche pastorali, mettersi in ascolto dei giovani e vivere un’esperienza di cammino. Sono queste i tre passi del cammino (2016-2018) che la Chiesa italiana intende percorrere in vista del Sinodo dei vescovi del 2018.

A illustrarli mercoledì agli oltre 700 incaricati di 165 diocesi presenti al Convegno nazionale di Pastorale giovanile, conclusosi ieri a Bologna, è stato don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale della Cei (Snpg) per la pastorale giovanile: «Non si tratta – precisa – di rifare da capo la pastorale giovanile. Si tratta piuttosto di ripensarla a partire dal cammino di ogni singolo territorio. Si tratta di offrire strumenti di rilettura del questionario proposto dal Sinodo, anche attraverso una sussidiazione appropriata. Da qui la necessità di aprire percorsi di alleanza educativa sul territorio nelle diocesi e nelle parrocchie, alzare le competenze educative, decidendo come formare gli educatori».

don Michele Falabretti, responsabile Pastorale Giovanile Cei

don Michele Falabretti, responsabile Pastorale Giovanile Cei

Sul secondo passo don Falabretti ha rimarcato che una Chiesa che va verso il mondo contemporaneo, non ha paura di ascoltarne le voci e le istanze: «Adottare strumenti – propone il direttore del Servizio nazionale della Pastorale giovanile – come una tenda in piazza dove trovano posto le domande e le attese dei giovani anche a proposito della Chiesa, siti internet e social che lancino provocazioni e permettano a tutti i giovani di mandare messaggi di riflessione o video di contenuto può essere utile».

Richiamando il terzo passo, il presbitero ha infine sottolineato: «L’Italia è terra di santi. I molti luoghi di spiritualità possono, dunque, diventare un cammino effettivo che muova la Chiesa Italiana per le strade dei pellegrini».

Due i tempi proposti da don Michele Falabretti: «Un primo momento – conclude – come cammino diffuso sul territorio nazionale, con i grandi luoghi di spiritualità come meta di pellegrinaggio, e un secondo momento di ritrovo a Roma per una grande veglia di preghiera, probabilmente con il Papa».

Le tappe del cammino avranno questa cronologia: dopo la ricezione del documento preparatorio avvenuta a gennaio 2017, a primavera di quest’anno verrà dato il mandato alle diocesi, in ottobre 2017 la consegna del questionario sinodale, dal novembre del 2017 fino al maggio del 2018 avrà luogo la rilettura delle pratiche pastorali e l’ascolto dei giovani e nell’estate del 2018 l’esperienza di cammino comune per arrivare al Sinodo. Senza dimenticare che a gennaio del 2019 avrà luogo la Giornata mondiale della gioventù di Panama.

About Davide De Amicis (2487 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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