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Povertà: “Eliminarla costa meno dell’1% delle entrate totali dei Paesi più ricchi”

"Il reddito pro capite degli 1.4 miliardi di ricchi - ricordano gli organismi della Santa Sede - è all’incirca di 41.000 $; al contrario, il miliardo di persone più povere, in particolare nell’Africa Sub-Sahariana, ha un reddito medio di 3.500 $. I ricchi sono quindi maggiormente responsabili dell’aumento del riscaldamento globale e, di conseguenza, della diminuzione della biodiversità"

Lo hanno affermato le Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze sociali, al termine del seminario sull’estinzione biologica svoltosi in Vaticano

«Le persone più ricche del mondo, che rappresentano il 19% della popolazione, consumano più della metà delle risorse mondiali». A ricordarlo sono la Pontificia Accademia delle Scienze e la Pontificia Accademia delle Scienze sociali, nella dichiarazione finale del seminario sull’estinzione biologica, svoltosi in questi giorni in Vaticano: «Il reddito pro capite degli 1.4 miliardi di ricchi – ricordano gli organismi della Santa Sede – è all’incirca di 41.000 $; al contrario, il miliardo di persone più povere, in particolare nell’Africa Sub-Sahariana, ha un reddito medio di 3.500 $. I ricchi sono quindi maggiormente responsabili dell’aumento del riscaldamento globale e, di conseguenza, della diminuzione della biodiversità».

I più poveri, che non beneficiano dell’uso di combustibili fossili, sono indirettamente responsabili della deforestazione e di una parte della distruzione della biodiversità: «Visto – continuano le Pontificie Accademie – che le loro azioni si svolgono all’interno di un sistema economico mondiale basato sulle necessità dei più ricchi, i quali hanno in assoluto i maggiori livelli di consumo senza pagare le esternalità che potrebbero permettere di preservare la biodiversità».

Da qui la necessità di un’azione umana positiva per lo sviluppo sostenibile della biodiversità, partendo dalla redistribuzione della ricchezza come condizione imprescindibile: «Perché ovunque – spiegano gli esperti -, in tutto il mondo, gli alti livelli di consumi hanno un impatto nel degradare il funzionamento della terra e nel distruggere la biodiversità. Porre fine alla povertà costerebbe circa 175 miliardi, ossia meno dell’1% della somma delle entrate dei Paesi più ricchi del mondo ed è uno dei principali modi per proteggere il nostro ambiente, salvando la maggiore biodiversità possibile per il futuro». Un obiettivo, questo, che può essere realizzato regione per regione.

About Davide De Amicis (2468 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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