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“La vita non è un reality show, aderire alla chiamata di Dio rende felici”

"Ad alcuni, particolarmente feriti dalle circostanze della vita - osserva il Papa -, verrebbe voglia di “resettare” il proprio passato, di avvalersi del diritto all’oblio. Ma vorrei ricordarvi che non c’è santo senza passato, né peccatore senza futuro. La perla nasce da una ferita dell’ostrica! Gesù, con il suo amore, può guarire i nostri cuori, trasformando le nostre ferite in autentiche perle"

Lo ha affermato ieri Papa Francesco nel messaggio rivolto ai giovani in occasione della prossima Giornata mondiale della gioventù

Papa Francesco ieri ha pubblicato il messaggio rivolto ai giovani in occasione ala prossima Giornata mondiale della gioventù che, quest’anno, si svolgerà a livello diocesano sul tema “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1,49): «Desidero – auspica il Papa – che ci sia una grande sintonia tra il percorso verso la Gmg di Panama e il cammino sinodale».

Infatti nell’ottobre del 2018 la Chiesa celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”: «Ci interrogheremo – anticipa il Pontefice – su come voi giovani vivete l’esperienza della fede in mezzo alle sfide del nostro tempo. E affronteremo anche la questione di come possiate maturare un progetto di vita, discernendo la vostra vocazione, intesa in senso ampio, vale a dire al matrimonio, nell’ambito laicale e professionale, oppure alla vita consacrata e al sacerdozio».

Ma iniziando il suo discorso sulla Gmg 2017, Il Papa ha citato il “meraviglioso incontro” a Cracovia, dove l’anno scorso è stata celebrata la XXXI Giornata mondiale della gioventù e il Giubileo dei giovani, nel contesto dell’Anno Santo della Misericordia: «Ci siamo lasciati guidare da san Giovanni Paolo II e santa Faustina Kowalska, apostoli della divina misericordia – ricorda il Santo Padre -, per dare una risposta concreta alle sfide del nostro tempo. Abbiamo vissuto una forte esperienza di fraternità e di gioia, e abbiamo dato al mondo un segno di speranza. Le bandiere e le lingue diverse non erano motivo di contesa e divisione, ma occasione per aprire le porte dei cuori, per costruire ponti».

E dopo Cracovia 2016, sta arrivando Panama 2019: «Il nuovo tratto dell’itinerario di preparazione – illustra Papa Bergoglio -, al cui centro c’è la figura di Maria, si ricollega al precedente, che era centrato sulle Beatitudini, ma ci spinge ad andare avanti. Maria non si chiude in casa, non si lascia paralizzare dalla paura o dall’orgoglio. Maria non è il tipo che per stare bene ha bisogno di un buon divano dove starsene comoda e al sicuro. Non è una giovane-divano!».

Con quest’ultima espressione, il Papa ha citato il discorso pronunciato nella Veglia della Gmg di Cracovia, il 30 luglio scorso: «Se serve una mano alla sua anziana cugina – ricorda Papa Francesco -, lei non indugia e si mette subito in viaggio. È lungo il percorso per raggiungere la casa di Elisabetta, circa 150 chilometri. Ma la giovane di Nazareth, spinta dallo Spirito Santo, non conosce ostacoli. Sicuramente le giornate di cammino l’hanno aiutata a meditare sull’evento meraviglioso in cui era coinvolta».

Così succede anche a noi quando ci mettiamo in pellegrinaggio: «Lungo la strada – osserva il Santo Padre – ci tornano alla mente i fatti della vita, e possiamo maturarne il senso e approfondire la nostra vocazione, svelata poi nell’incontro con Dio e nel servizio agli altri». Poi una riflessione sul Magnificat: «È una preghiera rivoluzionaria quella di Maria – sottolinea il Pontefice -, il canto di una giovane piena di fede, consapevole dei suoi limiti ma fiduciosa nella misericordia divina. Questa piccola donna coraggiosa rende grazie a Dio, perché ha guardato la sua piccolezza e per l’opera di salvezza che ha compiuto sul popolo, sui poveri e gli umili. La fede è il cuore di tutta la storia di Maria. Il suo cantico ci aiuta a capire la misericordia del Signore come motore della storia, sia di quella personale di ciascuno di noi sia dell’intera umanità».

Da qui il parallelismo con i giovani d’oggi: «Quando Dio tocca il cuore di un giovane, di una giovane – riflette il Sommo Pontefice -, questi diventano capaci di azioni veramente grandiose. Le grandi cose che l’Onnipotente ha fatto nell’esistenza di Maria, ci parlano anche del nostro viaggio nella vita, che non è un vagabondare senza senso, ma un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, può trovare in Dio la sua pienezza».

Da qui l’invito ai giovani: «Come la giovane Maria – invita il Papa -, potete far sì che la vostra vita diventi strumento per migliorare il mondo. Gesù vi chiama a lasciare la vostra impronta nella vita, un’impronta che segni la storia, la vostra storia e la storia di tanti». Inoltre, essere giovani non vuol dire essere disconnessi dal passato: «Perché la nostra storia personale si inserisce in una lunga scia, in un cammino comunitario che ci ha preceduto nei secoli. Come Maria, apparteniamo a un popolo e la storia della Chiesa ci insegna che, anche quando essa deve attraversare mari burrascosi, la mano di Dio la guida, le fa superare momenti difficili».

Per questo, il Pontefice illumina i giovani anche su come impostare la propria presenza: «La vera esperienza di Chiesa – ammonisce il Santo Padre – non è come un flashmob, in cui ci si dà appuntamento, si realizza una performance e poi ognuno va per la sua strada. La Chiesa porta in sé una lunga tradizione, che si tramanda di generazione in generazione, arricchendosi al tempo stesso dell’esperienza di ogni singolo. Anche la vostra storia trova il suo posto all’interno della storia della Chiesa. Fare memoria del passato, serve anche ad accogliere gli interventi inediti che Dio vuole realizzare in noi e attraverso di noi e ci aiuta ad aprirci per essere scelti come suoi strumenti, collaboratori dei suoi progetti salvifici. Anche voi giovani potete fare grandi cose, assumervi delle grosse responsabilità, se riconoscerete l’azione misericordiosa e onnipotente di Dio nella vostra vita».

Ma su riguardo a questo, Bergoglio pone domande ai ragazzi: «In che modo “salvate” nella vostra memoria gli eventi, le esperienze della vostra vita? Come trattate i fatti e le immagini impressi nei vostri ricordi? Ad alcuni, particolarmente feriti dalle circostanze della vita, verrebbe voglia di “resettare” il proprio passato, di avvalersi del diritto all’oblio. Ma vorrei ricordarvi che non c’è santo senza passato, né peccatore senza futuro. La perla nasce da una ferita dell’ostrica! Gesù, con il suo amore, può guarire i nostri cuori, trasformando le nostre ferite in autentiche perle. I nostri ricordi però non devono restare tutti ammassati, come nella memoria di un disco rigido».

Ma, a detta del Papa, non è neanche possibile archiviare tutto in una “nuvola virtuale”: «Bisogna imparare a far sì – consiglia – che i fatti del passato diventino realtà dinamica, sulla quale riflettere e da cui trarre insegnamento e significato per il nostro presente e futuro. Compito arduo, ma necessario, è quello di scoprire il filo rosso dell’amore di Dio che collega tutta la nostra esistenza».

Quindi Papa Francesco ha sgombrato il campo da stereotipi e pregiudizi che, oggi, circondano i più giovani: «Tanti dicono – riporta il Papa – che voi giovani siete smemorati e superficiali. Non sono affatto d’accordo! Però occorre riconoscere che in questi nostri tempi, c’è bisogno di recuperare la capacità di riflettere sulla propria vita e proiettarla verso il futuro. Avere un passato non è la stessa cosa che avere una storia. Nella nostra vita possiamo avere tanti ricordi, ma quanti di essi costruiscono davvero la nostra memoria? Quanti sono significativi per il nostro cuore e aiutano a dare un senso alla nostra esistenza? I volti dei giovani, nei social, compaiono in tante fotografie che raccontano eventi più o meno reali, ma non sappiamo quanto di tutto questo sia “storia”, esperienza che possa essere narrata, dotata di un fine e di un senso».

Ma la storia di un giovane si compone anche dagli insegnamenti lasciati dai familiari più anziani: «Quanta importanza – interroga il Santo Padre – date agli anziani, ai vostri nonni? Il Magnificat scaturisce dal cuore di Maria nel momento in cui incontra la sua anziana cugina Elisabetta. E voi, vi rendete conto della straordinaria fonte di ricchezza che è l’incontro tra i giovani e gli anziani? Giustamente voi aspirate a prendere il volo, portate nel cuore tanti sogni, ma avete bisogno della saggezza e della visione degli anziani. Mentre aprite le ali al vento, è importante che scopriate le vostre radici e raccogliate il testimone dalle persone che vi hanno preceduto. Per costruire un futuro che abbia senso, bisogna conoscere gli avvenimenti passati e prendere posizione di fronte ad essi. Voi giovani avete la forza, gli anziani hanno la memoria e la saggezza. Come Maria con Elisabetta, rivolgete il vostro sguardo agli anziani, ai vostri nonni. Vi diranno cose che appassioneranno la vostra mente e commuoveranno il vostro cuore».

Tra gli altri consigli del Papa ai giovani, quello di tenere un diario spirituale e di fermarsi, alla fine di ogni giornata, per qualche minuto a ricordare i momenti belli, le sfide, quello che è andato bene e quello che è andato storto: «Una società che valorizza solo il presente – avverte il Pontefice – tende anche a svalutare tutto ciò che si eredita dal passato, come per esempio le istituzioni del matrimonio, della vita consacrata, della missione sacerdotale, che finiscono per essere viste come prive di significato, come forme superate».

Questa la denuncia di Francesco, secondo il quale oggi si pensa di vivere meglio in situazioni cosiddette “aperte”: «Comportandosi nella vita come in un reality show, senza scopo e senza fine – osserva -. I programma in tv, sono pieni di cosiddetti reality show, ma non sono storie reali, sono solo minuti che scorrono davanti a una telecamera, in cui i personaggi vivono alla giornata, senza un progetto. Non vi lasciate ingannare! Dio è venuto ad allargare gli orizzonti della nostra vita, in tutte le direzioni. Egli ci aiuta a dare il dovuto valore al passato, per progettare meglio un futuro di felicità. Ma questo è possibile soltanto se si vivono autentiche esperienze d’amore, che si concretizzano nello scoprire la chiamata del Signore e nell’aderire ad essa. Ed è questa l’unica cosa che ci rende davvero felici».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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