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Caritas: “In Abruzzo 2.231 migranti, 0,17% dei residenti, nessuna invasione”

Ascoltando le loro storie - riflette don Marco Pagniello - viene fuori come molte ragazze immigrate, in realtà, siano state letteralmente deportate per farle prostituire legalizzando la loro presenza approfittando delle procedure di riconoscimento. Altre volte accettano di avere gravidanze, per prolungare la presenza mentre gli uomini, dopo il riconoscimento, richiedono il ricongiungimento familiare. Non può non esserci una mente, un’organizzazione, dietro ciò

Lo ha affermato venerdì sera don Marco Pagniello, direttore della Caritas pescarese, all’inaugurazione della mostra “Migrantes – La sfida dell’incontro”

Don Marco Pagniello, direttore della Caritas di Pescara-Penne

«L’Abruzzo al momento accoglie 2.231 migranti, il 2% di tutti quelli presenti in Italia, lo 0,17% rispetto al numero dei residenti abruzzesi. Siamo ben lontani dalla soglia massima del 2% di migranti, rispetto al numero degli abitanti, da non superare». Lo ha reso noto venerdì sera don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne, nell’ambito del convegno di presentazione della mostra intitolata “Migrantes – La sfida dell’incontro”, svoltosi all’Auditorium Petruzzi di Pescara.

Antonio Blasioli, presidente del Consiglio Comunale di Pescara, visita la mostra

Antonio Blasioli, presidente del Consiglio Comunale di Pescara, visita la mostra

La rassegna, organizzata dal Centro culturale di Pescara e dal Centro servizio per il volontariato, in collaborazione con l’Arcidiocesi di Pescara-Penne e la Presidenza del Consiglio Comunale, con il patrocinio dalla Fondazione Migrantes, sarà visitabile fino a venerdì 31 marzo presso il Circolo Aternino in piazza Garibaldi dalle 9 alle 13.30 e dalle 17 alle 21: «Oltre a talento e tecnologia – afferma Antonio Blasioli, presidente del Consiglio Comunale di Pescara, citando lo studioso Richard Florida -, bisogna che ci sia la tolleranza che si basa sulla conoscenza. Per questo, la mostra è lo sforzo do far conoscere la vita dei migranti che arrivano in Italia ai giovani, che vivono in crisi e senza speranza potendo compiere l’errore di stringersi intorno all’egoismo».

Dunque la situazione nella nostra regione è assolutamente sotto controllo: «Eppure – stigmatizza il direttore della Caritas – c’è un modo di parlare alla pancia delle persone, che crea un allarmismo ingiustificato. Non c’è nessuna invasione». A Pescara sono 35 i migranti ospitati nell’ambito della rete Sprar, il sistema di accoglienza che ha per obiettivo l’integrazione della persona, mentre altre 748 persone trovano posto nei Cas: «I centri di accoglienza straordinaria – precisa don Marco – che li dovrebbero ospitare solo per il tempo necessario alle Commissioni territoriali di esaminare la singola richiesta d’asilo. Ma il sistema in Italia è lento, non capisco perché una delle Commissioni territoriali non abbia sede in Abruzzo».

Il convegno inaugurale all'Auditorium Petruzzi

Il convegno inaugurale all’Auditorium Petruzzi

I migranti che arrivano in Italia, e in Abruzzo, provengono per lo più da Guinea, Gambia, Nigeria, Costa d’Avorio e Senegal, portando con loro storie terribili: «Ascoltandole – racconta il presbitero – viene fuori come molte ragazze immigrate, in realtà, siano state letteralmente deportate per farle prostituire legalizzando la loro presenza approfittando delle procedure di riconoscimento. Altre volte accettano di avere gravidanze, per prolungare la presenza mentre gli uomini, dopo il riconoscimento, richiedono il ricongiungimento familiare. Non può non esserci una mente, un’organizzazione, dietro ciò. Non possono aver pensato a tutto questo da soli».

Bitani

Farhad Bitani, rifugiato politico afgano in Italia

All’interno della convegno c’è stato poi l’intervento di Farhad Bitani, ex capitano dell’esercito afgano e oggi rifugiato politico in Italia impegnato nello spendere la propria vita per la costruzione della pace. Quest’ultimo ha presentato il suo libro, dal titolo “L’ultimo lenzuolo bianco – L’inferno e il cuore dell’Afghanistan”, con cui denuncia la gravità del fondamentalismo religioso e racconta la sua esperienza di musulmano in Italia, a contatto con i cristiani: «Una volta ero ospite a casa di un mio amico e avevo la febbre alta – racconta -, quando sua madre entra in camera e mi tocca la fronte, esattamente come faceva mia madre in Afghanistan. È stato uno dei piccoli gesti che mi hanno cambiato. Io sono musulmano, ma ho trovato il mio vero Islam attraverso il cristianesimo. Attraverso il rispetto e l’amore che i cristiani hanno nei miei confronti, ho imparato il rispetto per loro e per la loro religione e ho imparato ad amare la mia, ad amarla davvero».

Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

Una testimonianza, quest’ultima, che ha positivamente colpito i presenti e su tutti l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti: «È importante – sottolinea – rimarcare la dimensione dei piccoli gesti, che possiamo compiere tutti. Non ci vengono chieste grandi cose, ma piccoli gesti per essere capaci di declinare la possibilità di guardare negli occhi e accogliere un uomo, una persona, una storia».

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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