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Don Ciotti: “Non arrendetevi, ognuno è indispensabile per cambiare le cose”

Il cambiamento ha bisogno di tutti e deve partire dal contrasto alla mafia politica ed economica: "Sono altamente intrecciate tra loro - avverte don Ciotti -. Minacciano la nostra libertà, non permettono di conoscere. Bisogna collaborare con le istituzioni, avere il coraggio della denuncia"

Lo ha affermato ieri il fondatore dell’associazione Libera contro le mafie incontrando, all’Auditorium Flaiano di Pescara, gli studenti del Liceo Galilei

L'intervento di don Luigi Ciotti ieri a Pescara

Ieri mattina 500 studenti del Liceo scientifico Galileo Galilei hanno gremito l’Auditorium Flaiano di Pescara per incontrare don Luigi Ciotti, il fondatore dell’associazione Libera contro le mafie, come atto finale dell’annuale percorso di promozione delle legalità dal titolo “Alla ricerca di ciò che inferno non è”, ispirato da un libro dello scrittore Alessandro D’Avenia.

Calorose, decise e appassionate le parole rivolte dal sacerdote antimafia agli studenti, coniugando il messaggio d’amore del Vangelo a quello del rispetto della legge della Costituzione: «Non bisogna commuoversi, ma muoversi – esordisce don Ciotti -. Questa società ha bisogno di voi, della vostra passione, della vostra creatività. Non arrendetevi mai, ognuno è indispensabile per cambiare le cose».

Un cambiamento non facile da ottenere, che richiede convinzione e perseveranza: «Non fermatevi al primo ostacolo – incoraggia il noto presbitero – se sentite in coscienza di avere un obiettivo di libertà. Andate avanti. Per cambiare le cose c’è bisogno di continuità, ma anche di condivisione e corresponsabilità. Non si è mai troppo giovani per agire in tal senso».

L'Auditorium Flaiano gremito dagli studenti del Liceo Galilei

L’Auditorium Flaiano gremito dagli studenti del Liceo Galilei

Giovani commossi dalle sollecitazioni di don Luigi Ciotti, giunto a Pescara protetto da un cordone di sicurezza rafforzato dopo le ultime intimidazioni e minacce ricevute a Palermo e a Locri. Episodi che hanno turbato i ragazzi, fino a spingerli a chiedere al fondatore di Libera se avesse paura: «Chi ha scritto – replica impavido –  è solo l’esecutore di qualcuno che lo ha permesso. Su di me c’è una condanna a morte ben più grave di un graffito, ma sono tranquillo. Possono uccidere una persona, ma non uccideranno un movimento di migliaia di persone che lotta ogni giorno contro l’illegalità».

Per questo, a suo dire, il cambiamento ha bisogno di tutti e deve partire dal contrasto alla mafia politica ed economica: «Sono altamente intrecciate tra loro – avverte don Ciotti -. Minacciano la nostra libertà, non permettono di conoscere. Bisogna collaborare con le istituzioni, avere il coraggio della denuncia».

Ma per denunciare occorre conoscere e gli studenti delle classi quarte, accompagnati dagli operatori di Libera e dal sacerdote don Giorgio Moriconi, a gennaio si sono recati a Palermo e a Cinisi per visitare dapprima i luoghi della memoria delle vittime di Cosa nostra e poi le cooperative nate dai beni sequestrati alla mafia: «L’obiettivo – conclude Carlo Cappello, dirigente scolastico del Galilei – è di fare della legalità uno stile di vita quotidiano, non più un gesto straordinario».

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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