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Allarme morbillo: “1.010 casi da inizio anno, fondamentale la vaccinazione”

"Vaccinare i propri figli - sottolinea Ricciardi - è un atto di responsabilità nei loro confronti e nei confronti di quei 1.500 bambini immunodepressi, con gravi patologie croniche o affetti da tumori che non possono essere vaccinati e che andando a scuola rischiano la vita, mentre opporvisi in maniera ideologica e antiscientifica diventa un problema di sanità pubblica. Per questo, imporre l’obbligo delle vaccinazioni inserite nel Piano nazionale come condizione per l’iscrizione al nido o alla scuola materna, potrebbe essere una soluzione"

Questo l’allarme lanciato da Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità, sulla recrudescenza della malattia causata dalla riduzione della vaccinazione

Registrati in Italia, la maggior parte in Piemonte, Lazio, Lombardia, Toscana e Abruzzo, dall’inizio dell’anno 1.010 casi di morbillo contro gli 844 di tutto il 2016. Crollano le vaccinazioni anche se la malattia è molto contagiosa e può avere gravi complicanze come encefaliti, polmoniti, sepsi e in alcuni casi effetti letali.

In un’intervista all’agenzia di stampa Sir Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss), ha ricordato l’allarme lanciato già due anni fa sull’abbassamento della soglia di protezione vaccinale dei bambini all’85%, molto al di sotto di quel 95% necessario per garantire la’“immunità di gregge” della popolazione: «Indispensabile – afferma Riccardi – un’opera d’informazione, responsabilizzazione e persuasione dell’opinione pubblica. Se necessario, anche il ricorso all’obbligatorietà della vaccinazione».

Walter Ricciardi, presidente Istituto superiore di Sanità

Walter Ricciardi, presidente Istituto superiore di Sanità

Linea condivisa anche dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il ministero e l’Istituto superiore di sanità hanno pubblicato mercoledì sui loro siti la prima infografica settimanale per monitorare e aggiornare sull’epidemia, mentre Beatrice Lorenzin ha affermato in un tweet: «Aumento casi #morbillo conferma l’allarme. Fondamentale e urgente applicazione nuovo piano vaccini».

E Ricciardi aggiunge: «Vaccinare i propri figli è un atto di responsabilità nei loro confronti e nei confronti di quei 1.500 bambini immunodepressi, con gravi patologie croniche o affetti da tumori che non possono essere vaccinati e che andando a scuola rischiano la vita, mentre opporvisi in maniera ideologica e antiscientifica diventa un problema di sanità pubblica. Per questo, imporre l’obbligo delle vaccinazioni inserite nel Piano nazionale come condizione per l’iscrizione al nido o alla scuola materna potrebbe essere una soluzione, almeno temporanea».

Tra l’altro il calendario vaccinale è stato immesso nei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) entranti in vigore il 18 marzo scorso: «Le Regioni – spiega Alberto Villani, responsabile del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e presidente della Società italiana di pediatria – sono tenute a far rispettare il calendario stesso».

Prof. Alberto Villani, responsabile Pediatria generale e Malattie infettive Bambin Gesù

Prof. Alberto Villani, responsabile Malattie infettive Ospaedale Bambino Gesù

Intervistato sull’allarme morbillo, l’esperto sottolinea l’importanza di applicare in tempi brevi il piano nazionale vaccinale: «Ministero della Salute, Istituto superiore di sanità e società scientifiche – ammonisce Villani – devono vigilare affinché ciò avvenga. Non vaccinare i propri figli, mette a repentaglio anche la salute dei bimbi sotto il primo anno di età, come è accaduto nell’asilo nido di Milano, troppo piccoli per la vaccinazione che non può essere somministrata prima degli 11-12 mesi. E al Bambino Gesù, tra i piccoli ricoverati, ce n’è uno con una complicanza drammatica, la panencefalite sclerosante subacuta, malattia degenerativa del sistema nervoso centrale causata dal virus contratto a 11 mesi».

Per Villani, dunque, non c’è sufficiente consapevolezza della gravità del morbillo: «Ad essere possibile bersaglio dei germi – continua il pediatra – è una popolazione sempre più fragile, considerando il milione di bambini nati fortemente prematuri o con cardiopatie o patologie neuromuscolari, per le quali un tempo non sarebbero sopravvissuti. Nella sanità pubblica, non ci può essere spazio per decisioni individuali come quella di non vaccinare i figli. L’interesse personale deve essere subordinato al bene superiore della salute collettiva e alla protezione di tutta la comunità».

About Davide De Amicis (2421 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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