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Siria: “Porre fine alle terribili violenze, i bambini hanno sofferto già troppo”

"Le immagini di bambini asfissiati dalle armi chimiche - commenta Riccardo Sansone, coordinatore umanitario di Oxfam Italia - sono scioccanti e richiedono un’azione immediata per fermare gli attacchi sui civili. L’uso di armi chimiche e gli attacchi sui civili sono la chiara testimonianza del fallimento della comunità internazionale, che non riesce a garantire la protezione della popolazione"

Lo ha affermato il direttore generale dell’Unicef Anthony Lake, condannando le terribili sofferenze vissute dai bambini siriani colpiti dalle armi chimiche

Due bambini siriani colpiti dalle armi chimiche

«Le immagini di bambini che muoiono e soffocano per le strade di Idlib in Siria, a causa di un presunto attacco con armi chimiche, è terribile e ci spezza il cuore. Tutti i nostri pensieri e le nostre preghiere sono per le vittime e le loro famiglie». Lo ha detto Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef, in merito all’attacco chimico a Idlib di martedì: «Se confermati – aggiunge -, questi attacchi devono spingere a fare di più che dimostrare la nostra indignazione, devono costringere tutti coloro che hanno il potere e la possibilità di porre fine a queste terribili violenze, ad intraprendere azioni concrete».

Anthony Lake, direttore generale dell'Unicef

Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef

Ma per l’Unicef, il presunto utilizzo di armi tanto brutali non deve distogliere l’attenzione dalle violenze che si verificano ovunque in Siria, comprese Aleppo, Damasco e Hama: «E non dovrebbero distrarci – continua Lake – dalle sofferenze che ogni giorno si consumano e che coinvolgono oltre 280 mila bambini intrappolati sotto assedio, tagliati fuori dall’assistenza umanitaria. I bambini della Siria hanno sofferto già troppo e per troppo tempo».

Numerose vittime dell’attacco di Khan Sheikhoun sono state portate all’ospedale di Bab Al Hawa, situato 100 km a nord, vicino al confine con la Turchia. Otto pazienti hanno mostrato sintomi coerenti con l’esposizione ad agenti neurotossici, come il gas sarin o composti simili: pupille contratte, spasmi muscolari, defecazione involontaria. È quanto sostiene Medici senza frontiere, che in Siria settentrionale gestisce direttamente quattro strutture e fornisce supporto a più di 150 strutture sanitarie: «Abbiamo fornito farmaci e antidoti per trattare i pazienti – sottolinea Medici senza frontiere, in una nota -, fornendo indumenti protettivi allo staff medico del pronto soccorso dell’ospedale».

Riccardo Sansone, Oxfam

Riccardo Sansone, coordinatore umanitario di Oxfam Italia

Le équipe mediche di Medici senza frontiere, sono riuscite anche a visitare altre strutture che stavano trattando pazienti colpiti dall’attacco e hanno riscontrato che le vittime avevano un odore di candeggina, che suggerisce una loro esposizione al cloro. Questi elementi suggeriscono fortemente che le vittime dell’attacco di Khan Sheikhoun, sono state esposte ad almeno due agenti chimici diversi: «Le immagini di bambini asfissiati dalle armi chimiche – commenta Riccardo Sansone, coordinatore umanitario di Oxfam Italia – sono scioccanti e richiedono un’azione immediata per fermare gli attacchi sui civili. Questa ennesima tragedia, rappresenta solo l’ultimo esempio delle terribili sofferenze che il popolo siriano subisce dall’inizio del conflitto e che abbiamo sempre denunciato. L’uso di armi chimiche e gli attacchi sui civili sono la chiara testimonianza del fallimento della comunità internazionale, che non riesce a garantire la protezione della popolazione».

Secondo Oxfam Italia, la tragedia di Idlib allontana la reale applicazione di un cessate il fuoco in Siria, diventato ormai solo un miraggio, come pure la possibilità di ritorno in patria di parte dei rifugiati: «In Siria, ancora oggi – ricorda la nota organizzazione umanitaria -, l’accesso agli aiuti umanitari è pressoché precluso a circa 700 mila persone nelle zone sotto assedio». In questo quadro, Oxfam lancia perciò un appello urgente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, di cui l’Italia è membro non permanente, affinché venga data piena attuazione alla risoluzione 2209 sull’uso di armi chimiche in Siria e venga avviata un’indagine imparziale per accertare le responsabiltà delle parti conflitto.

Papa Francesco

Papa Francesco

Ben nota infine, dopo quella dell’Unione europea, anche la dura condanna di Papa Francesco: «Assistiamo inorriditi – stigmatizza – agli ultimi eventi in Siria, esprimendo la ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta martedì nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini. Prego per le vittime e i loro familiari e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale, affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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