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Nelle librerie: «Benedetto XVI. Fede e profezia del primo papa emerito nella storia»

In occasione dei 90 anni di Papa Benedetto XVI, è in uscita un libro sul Papa «uomo di fede e di profezia». Forse una fiction in Rai sulla vita del papa emerito.

In concomitanza con il novantesimo compleanno di Joseph Ratzinger , esce nelle librerie: «Benedetto XVI. Fede e profezia del primo papa emerito nella storia», scritto dal vaticanista del Tg2 Giovan Battista Brunori, con la prefazione di p. Federico Lombardi, Edizioni Paoline.

«La cifra di Ratzinger è stata quella di tornare all’essenziale della fede», ha affermato l’autore durante la conferenza di presentazione, ieri, a Roma. «Un gesto importante – ha proseguito – è stato quello di porre nel suo stemma la mitra e il palio del vescovo, simbolo del pastore di anime. Ha dato un contributo alla Chiesa disorientata e alla società in mutazione». «Non è opera semplice scrivere una biografia di un papa ancora vivente e per giunta, come in questo caso, del primo papa emerito della storia della Chiesa, ancora attivo nel suo ritiro nell’ex monastero Mater Ecclesiae in Vaticano».

L’autore assicura di aver riletto con attenzione la vita e le opere di Ratzinger, parlando anche con personaggi che lo hanno conosciuto da vicino e collaborato con lui, nel tentativo di tratteggiare il volto del papa che ha lasciato il pontificato dopo aver guidato per otto anni la Chiesa: «un atto rivoluzionario, un atto di riforma compiuto da un papa definito “alfiere della tradizione”, o addirittura “Panzer-kardinal”, che gettò in confusione sia gli avversari progressisti che gli stessi “ratzingeriani”». Ma Ratzinger è stato molto di più del suo «gesto rivoluzionario», ammette lo stesso autore. È stato un papa del «dialogo con il mondo laico e le altre religioni», senza rinunciare mai all’identità del cristianesimo e alla «pretesa da parte della fede cristiana di aver ricevuto in dono da Dio in Cristo la rivelazione definitiva e completa del mistero della salvezza». A un mondo sempre più incerto e impaurito, messo in crisi d’identità dalle migrazioni, incattivito e costretto a difendersi dall’odio minaccioso dei terroristi che spacciano il «dovere di uccidere» per «dovere di credere», Ratzinger risponde presentando a tutti la «differenza cristiana»: «è l’amore il vero volto del cristianesimo; Dio è amore afferma nella sua prima enciclica Deus caritas est».

Come si legge in un estratto del libro, consultabile sul sito delle Edizioni Paoline, l’autore riconosce a Ratzinger soprattutto di essere stato il «papa teologo» che ha innovato la Chiesa invocando il ritorno all’essenziale della fede: «il “quaerere Deum”, il cercare Dio, che muoveva nell’intimo i monaci benedettini, quando nei tempi difficili del Medioevo, con la preghiera e il lavoro nei campi, con le leggendarie biblioteche dei monasteri, erano un punto di luce, trasmettendo l’amore per la cultura, per lo studio delle Scritture e dei classici, l’amore per il canto e la musica, promuovendo lo spirito di accoglienza verso il forestiero e la collaborazione fra tutti, ponendo le basi di una cultura che è alle radici dell’Europa, oggi purtroppo sempre più fragile». Durante il suo pontificato Benedetto XVI ha avuto uno sguardo profetico, sicuramente lungimirante, su eventi che oggi sconvolgono le nostre fragili democrazie – ha dichiarato durante la presentazione Brunori –: «L’immigrazione e il terrorismo stanno creando un mondo nuovo in cui Papa Francesco sta cercando di essere “segno di contraddizione” così come a mio avviso faceva Ratzinger, visto che entrambi non dicono o non dicevano cose politicamente corrette».

«Quello che è stato un difetto nel pontificato di Ratzinger – ha concluso Brunori – è stato non avere una Curia forte. Addirittura è stato costretto a difendere i suoi collaboratori o a chiedere scusa». A riguardo, nell’anticipazione del libro, l’autore così scrive: «Benedetto XVI è stato un uomo che ha tenuto fermo il timone della Chiesa anche in acque agitate, da vescovo, da prefetto della dottrina della fede e poi da romano pontefice, guidando la barca della Chiesa sulla rotta della trasparenza, della riforma dello Ior, della lotta agli abusi, avviando un faticoso processo di pulizia da quella “sporcizia” che lui per primo aveva denunciato in mondovisione commentando l’ultima Via crucis prima della morte di san Giovanni Paolo II».

Carlo Marroni, vaticanista de Il Sole 24 ore,  è intervenuto durante la conferenza di presentazione del volume sottolineando soprattutto il valore inestimabile degli scritti di papa Benedetto XVI: «Le tre encicliche che ha prodotto – ha commentato il vaticanista – sono state fondanti nelle questioni di dottrina ma obiettivamente difficili. I suoi libri su Gesù hanno però avuto molti lettori non credenti perché si è soffermato sulla figura storica di Cristo». «Papa Ratzinger – conclude Marroni – parla ai non credenti, forse in misura ancora maggiore di Bergoglio». Anche Brunori ha dedicato nel suo libro ampio spazio agli scritti di Benedetto XVI, ai suoi libri su Gesù diventati best seller sulla fede dal successo planetario, ai suoi studi nei quali si gettò fin da ragazzo con entusiasmo, fino alla rapidissima carriera accademica e al vorticoso susseguirsi dei prestigiosi incarichi a livello ecclesiale.

Luca Bizzarri, capostruttura di Rai 3, in apertura della presentazione del volume ha annunciato che il libro potrebbe avere degli sviluppi futuri in Rai: «Su Ratzinger ancora la Rai non ha fatto una fiction, ma questo libro può rappresentare la base». «Mi è piaciuta – ha proseguito – l’accurata ricostruzione storica. In particolare, il periodo vissuto dal Papa nella Germania nazista. Si ricorda quando fu obbligato a entrare nella gioventù hitleriana e quando fu messo in un campo di concentramento, un cosiddetto campo della vergogna, dove riuscì a tenere un diario. Un altro aspetto è quello che evidenzia un “Ratzinger non addomesticato”, ovvero non politicamente corretto». Durante la conferenza è stato annunciato che domenica di Pasqua, in occasione dei 90 anni di Papa Ratzinger, verrà trasmesso dalla Rai il documentario La grande storia dei papi.

Un papa amatissimo da molti, Benedetto XVI, anche temuto, osteggiato, diffamato, travisato, non capito; un papa che ha avviato la barca della chiesa sul mare della “trasparenza”, come si apprezzerà forse più chiaramente con il tempo, leggendo il pontificato di Francesco in continuità con quello del predecessore. Il primo papa emerito della storia, un «papa teologo» nel libro. “Dottore della Chiesa subito”, speriamo.

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