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“Le navate si svuotano, l’Azione cattolica stia tra l’atrio e la soglia”

"La Chiesa in uscita di Francesco – ribadisce il monaco - chiede all’Ac di andare anche nelle piazze, dove si incontra una umanità che ha bisogno di speranza. L’Ac, in un’epoca carica di paure, sa dare fiducia all’umanità?"

Lo ha affermato ieri Fratel Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, all’Assemblea nazionale elettiva dell’Azione cattolica

È stato un confronto serrato tra il monaco Fratel Enzo Bianchi e l’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi ad animare, ieri sera, la prima giornata della XVI Assemblea nazionale elettiva dell’Azione cattolica italiana dal tema “Fare nuove tutte le cose: l’Ac oggi”, in corso alla Domus Pacis di Roma: «Oggi le navate delle nostre chiese si stanno svuotando – osserva Bianchi -, ma si riempiono l’atrio e la soglia. L’Azione cattolica, come insegna Papa Francesco, deve collocarsi lì. Con una proposta fedele a Cristo, una proposta libera, coerente, non totalitaria, missionaria, con un cristianesimo che è umanesimo».

Il fondatore della Comunità di Bose ha ricostruito le sue tappe formative in Azione cattolica: «Dove – racconta – ci trasmettevano la mistica della testimonianza». Quindi è passato a una serie di osservazioni sulla Chiesa oggi, sugli insegnamenti di Bergoglio, sulla presenza ecclesiale nella società odierna: «La Chiesa in uscita di Francesco – ribadisce il monaco – chiede all’Ac di andare anche nelle piazze, dove si incontra una umanità che ha bisogno di speranza. L’Ac, in un’epoca carica di paure, sa dare fiducia all’umanità?».

A suo dire, l’Ac è la forma più coerente di laicato rispetto al Concilio Vaticano II: «La formazione ci vuole – ha proseguito fratel Enzo Bianchi –, ma poi ci vuole il coraggio della missione, nelle frontiere della città. Non temete, abbiate coraggio, e in questo fidatevi degli attuali ventenni, i quali sono capaci di comprendere queste sfide. Sono i rapporti personali che spesso oggi aiutano a portare le persone a credere in Cristo».

Il confronto tra Fratel Enzo Bianchi e Marcello Sorgi, moderato dal giornalista Rai Rosario Carello

Ma questo non basta di per sé:  «Servono – aggiunge – anche le istituzioni ecclesiali, purché queste rimangano leggere, efficaci, senza assorbire tutte le forze delle persone. L’Ac è chiamata a creare spazi di libertà, di dibattito, di espressioni e opinioni diverse, purché “ispirate al vangelo. E il Vangelo è Cristo».

Marcello Sorgi ha invece provato a tracciare le prospettive future dell’aggregazione laicale più longeva d’Italia: «L’Azione cattolica dei prossimi anni – riflette l’editorialista de La Stampa – la vedo dentro la società e dentro i suoi cambiamenti. Si stanno aprendo spazi nuovi».

Sorgi – che ha conosciuto l’associazione nel ’68, quando i giovani di sinistra ai seminari su “Lettera a una professoressa” di don Milani incontravano i giovani di Ac e poi ha avuto modo di incontrare la storia di Pier Giorgio Frassati da direttore del quotidiano torinese fondato dal padre del beato, Alfredo Frassati – ha proposto un excursus a partire dalla politica negli anni della Prima Repubblica: «Quando i partiti – ricorda -, ancorché con diverse visioni, erano un insieme che nasceva dalla fine del fascismo, mentre docenti del calibro di Leopoldo Elia e Vittorio Bachelet insegnavano ai giovani a essere buoni cittadini. Oggi, invece, si assiste a una disgregazione della società cui la rete ha contribuito, il cui avvento è peraltro capitato in un momento “già difficile e di crisi in particolare per la società italiana, con Mani Pulite e il terremoto politico che ne è conseguito».

Ai cattolici, secondo il giornalista, spetta opporsi al disimpegno: «Impegnarsi – conclude – dev’essere una cosa naturale, come se non farlo significasse far perdere senso non solo alla propria esistenza, ma anche a quella degli altri».

Stamani, invece, è stato il segretario generale della Cei monsignor Nunzio Galantino ad aprire la seconda giornata di lavori, presiedendo la Santa messa: «L’Azione Cattolica – spiega pronunciando l’omelia – è chiamata a formare cristiani adulti e maturi, la cui compiuta coscienza sia anche il frutto di una visione teologica credibile, non semplificata, capace di affrontare il compito delle sfide dell’oggi, fuori dal guscio della convenzione devota o del racconto dogmatico, fuori dal loro ambiguo tepore e dalla loro soffocante prudenza».

Il presule ha poi chiesto all’Azione cattolica di formare credenti laici: «Sottratti alla condizione di minorità – precisa -, equipaggiati di una solida coscienza religiosa, perché nel vivo della loro esistenza secolare possano dare al Vangelo una figura pratica e reale, che non sia quella del distacco ipocritamente “religioso” dalle cose del mondo».

Mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana

Una missione da vivere  realizzando luoghi nuovi: «Oggi – esorta monsignor Galantino – c’è tanto bisogno di luoghi in cui s’intessono trame di vita associativa forte, significativa, bella. C’è bisogno di case accoglienti, luoghi di rigenerazione, anticipazione di futuro, in quanto assumere su di sé il “giogo” di Gesù significa caricare la vostra vita e le vostre relazioni di amore. Solo se radicate in questo amore, le nostre comunità saranno capaci di fare nuove tutte le cose; attraverso la bellezza di legami autentici, di relazioni umanamente significative in una società segnata da particolarismi, da lobby di potere, da un’economia che ogni giorno di più produce scarti».

Da qui l’invito agli oltre mille delegati ad aprirsi agli altri: «Costruite alleanze educative – sprona il segretario generale della Conferenza episcopale italiana -, sappiate costruire amicizie forti che sfidano il tempo. La vostra testimonianza abbia il sapore e l’odore delle quotidiane sfide dell’esistenza; quelle che riguardano l’amore dell’uomo e della donna, la generazione dei figli, la cura dell’educazione dei giovani e della dignità dei vecchi, la coltivazione della saggezza e il discernimento della bellezza, la verità dei sentimenti, la giustizia delle emozioni, la protezione delle fragilità, il senso del lavoro, la capacità di morire, la misura delle parole, la difesa quotidiana della speranza. In ognuna di queste comuni e quotidiane sfide umane, la vostra testimonianza può certamente portare la sua luce».

La XVI Assemblea nazionale di Azione cattolica si concluderà lunedì con l’elezione del nuovo Consiglio nazionale. Domani, invece, grande festa in piazza San Pietro con Papa Francesco per celebrare i 150 anni dell’associazione. Dall’arcidiocesi di Pescara-Penne parteciperanno in 200 tra soci e simpatizzanti.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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