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Sinodo: “Giovani invitati a uscire abbandonando le presunte sicurezze”

"Il questionario, in riferimento al documento preparatorio, "Non è una pura formalità - ammonisce Baldisseri -, ma diviene un autentico momento di ascolto e discernimento ecclesiale sui temi sinodali. La Chiesa si edifica attraverso processi virtuosi di crescita e di comunione e custodisce le sue differenze interne senza mai cercare di omologarle, perché le considera un’autentica ricchezza, per cui i frutti del lavoro sinodale esprimono la volontà di camminare insieme"

Lo ha affermato martedì il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo dei vescovi, approfondendo la preparazione del Sinodo dei giovani a Catanzaro

Card. Lorenzo Baldisseri, segretario Sinodo dei vescovi

«Si tratta di interrogarci, come Chiesa, sulla vita reale dei giovani di oggi, che vivono in un tempo colmo di faticose sfide e ricco di importanti opportunità, con una particolare attenzione alla loro ricerca di senso e all’esperienza della fede». Questo uno degli obiettivi del Sinodo dei vescovi del 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

A fissarlo il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario del Sinodo dei vescovi, intervenuto martedì a Catanzaro in occasione del IX Convegno internazionale del Movimento Apostolico sul tema “La Chiesa ascolta e accompagna i giovani nel cambiamento d’epoca”: «L’intenzione sinodale – spiega il cardinale – si deve sviluppare verso ciò che di più specifico caratterizza l’età giovanile, a partire dalla questione dell’impostazione della propria vita adulta, da intendersi nell’ottica del discernimento vocazionale. La Chiesa desidera abilitare ogni giovane a prendere coscienza della propria vocazione specifica, per mezzo del discernimento e attraverso l’accompagnamento».

Il segretario, ricordando la prospettiva generale vocazionale del prossimo Sinodo, ha poi richiamato alla necessità che bisogna uscire dal circolo dell’autoreferenzialità narcisistica e mortifera del “chi sono io?” – che è un tratto dominante della cultura globalizzata tardo moderna – per entrare nel ritmo della più pertinente e decisiva domanda “per chi sono io?”: «Infatti – aggiunge il porporato – i giovani sono invitati ad uscire per andare verso una terra nuova, perché l’esperienza ecclesiale del Sinodo significa prima di tutto metterci in movimento, abbandonando le nostre presunte sicurezze per camminare, lasciando che il Signore ci conduca là dove egli desidera».

Lo svolgimento del Sinodo avrà poi una finalità ecumenica: «Il cammino intrapreso – precisa il segretario del Sinodo dei vescovi – intende realmente raggiungere tutti i giovani del mondo, non solo i cattolici ed i cristiani, ma anche gli appartenenti alle altre credenze o fedi religiose e i non credenti». Baldisseri ha quindi evidenziato come quando si parla di giovani si intendono tutti, nessuno escluso, e che il Sinodo intende raggiungerli in qualsiasi situazione si trovino: «Sia che studino – continua il cardinale Lorenzo Baldisseri – sia che lavorino, sia che vivano esperienze che li hanno portati ai margini della società. Tutti si sentano interpellati, possano manifestare le loro convinzioni, siano felici di condividere le loro esperienze e proporre soluzioni».

Il cardinale ha poi spiegato il funzionamento del Sinodo, a partire dal documento preparatorio attraverso il questionario: «Che non è una pura formalità – ammonisce Baldisseri -, ma diviene un autentico momento di ascolto e discernimento ecclesiale sui temi sinodali. La Chiesa si edifica attraverso processi virtuosi di crescita e di comunione e custodisce le sue differenze interne senza mai cercare di omologarle, perché le considera un’autentica ricchezza, per cui i frutti del lavoro sinodale esprimono la volontà di camminare insieme. Dal Sinodo uscirà, per la recezione ecclesiale e la traduzione concreta nelle realtà educativa e pastorali, ovvero per poter agire adeguatamente a livello locale, una mappa adeguata e aggiornata attraverso la quale sarà possibile l’affascinante e rischiosa navigazione nel mare aperto dell’universo giovanile».

Infine, il porporato ha individuato i tre cardini del documento preparatorio del Sinodo dei vescovi sui giovani del 2018: «La prima chiave di lettura – osserva – è ravvisabile nell’invito al discernimento. Discernimento significa prima di tutto stare insieme e mettersi in ascolto, valutare tutto ciò che avviene nella vita del mondo e della Chiesa, sostare nelle feritoie della storia con vigilanza evangelica e attenzione profetica. Per questo, la pastorale non è una semplice applicazione di regolamenti o di prassi fredde e burocratiche alla realtà delle persone, ma è frutto di un discernimento continuo fatto di ascolto, dialogo, confronto, progetto, verifica e rilancio. La Chiesa si metta lealmente in discussione nel suo agire pastorale con i giovani, verificando quello che va e che non va, cercando strade nuove».

La seconda chiave di lettura è, inoltre, la vocazione, anzitutto quella che accomuna tutti gli uomini qual è la vocazione alla vita e all’amore: «Invito sin d’ora i giovani – esorta il cardinale Baldisseri – ad avere il coraggio di osare sentieri nuovi, liberare con audacia la propria creatività, entrare sempre meglio nella logica del servizio, in sostanza di prendere in mano la propria esistenza non più come un semplice dono da ricevere, ma soprattutto come un compito da attuare. Il Santo Padre ci incoraggia a sognare».

Terza chiave di lettura del Sinodo, infine, per il cardinale è quella dell’accompagnamento, del quale ha evidenziato i tratti caratteristici: «Lo sguardo amorevole – conclude -, la parola autorevole, la capacità di farsi prossimo, la scelta di camminare accanto, la testimonianza di autenticità».

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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