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“Lasciamoci ferire dalle circostanze per fare una Chiesa missionaria”

"Il primo atteggiamento che la missione suggerisce - spiega monsignor Santoro - è quello della vicinanza. Poi non saremo noi a trovare le soluzioni tecniche al problema, ma intanto avremo condiviso il problema"

Lo ha affermato lunedì sera l’arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico delle Settimane sociali monsignor Filippo Santoro, intervenuti a Pescara

Mons. Filippo Santoro, presidente del Comitato per le Settimane sociali

Dall’attenzione verso il lavoro alla salvaguardia dell’ambiente, passando per la cura e la vicinanza a poveri e bisognosi. Ha toccato questi temi l’ampia relazione di monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, nonché presidente della Commissione episcopale Giustizia, Pace e Lavoro e presidente del Comitato scientifico delle settimane sociali, intervenuto lunedì sera presso la sala conferenze della parrocchia dello Spirito Santo sul tema “La Settimana sociale di Cagliari: denunce, buone pratiche e proposte”.

L’appuntamento, il secondo in preparazione del grande meeting che si svolgerà dal 26 al 29 ottobre prossimi con la partecipazione della delegazione pescarese guidata dall’arcivescovo Valentinetti, è stato dapprima introdotto dai fondamenti del magistero e della Dottrina sociale della Chiesa a cui esso si ispira: «Nel quarto capitolo dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium – premette Padre Aldo D’Ottavio, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro – si sottolinea che il kerygma possiede un contenuto sociale e che la fede del cristiano non è autentica se non si incarna nella vita di questo mondo. Al tempo stesso, al paragrafo 139 dell’enciclica Laudato si si legge che le direttrici per trovare una soluzione, richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, restituire dignità agli esclusi e allo stesso tempo, prendersi cura della natura».

Padre Aldo D’Ottavio, direttore Ufficio diocesano Pastorale sociale e lavoro

Premesse, queste ultime, che diventano un termine di paragone per definire la realtà locale di Pescara e dell’Abruzzo: «Da noi – osserva Padre Aldo – sappiamo che non solo si cresce poco, ma si cresce anche meno rispetto alle altre regioni. L’età media è decisamente più alta anche per l’avviamento del lavoro e in riferimento alle nascite. Siamo un Paese, una regione che invecchia e a distanza di un decennio, potremo subire gravi ripercussioni. Del resto, a mio parere, il vero problema italiano è quello demografico, a cui si affianca l’altra crisi relativa al mondo produttivo».

Una situazione che gli ultimi dati fotografano impietosamente: «A Pescara – riporta il direttore della Pastorale sociale e del lavoro diocesana – abbiamo 13 persone su 100 che hanno meno di 15 anni, mentre 23 su 100 hanno più di 65 anni. Inoltre, 24 persone su 100 non cercano lavoro (casalinghe, studenti e disoccupati scoraggiati) e, infine, 35 persone su 100 sono occupati di cui, in proporzione, una lavora in agricoltura, 10 nell’industria e 24 nel commercio e nei servizi. Proprio il settore commerciale, il più presente, vede siglare i contratti più precari, flessibili e poveri». Da qui l’impegno della Chiesa diocesana pescarese: «Come Chiesa locale – ricorda Padre D’Ottavio -, grazie al nostro arcivescovo, ci stiamo impegnando a destare le coscienze, ma è triste che proprio i movimenti – ispirati dalla Dottrina sociale della Chiesa – non vivano sufficientemente questi problemi».

Provocazioni, queste, raccolte dall’arcivescovo Santoro: «Sullo sfondo dell’Evangelii Gaudium e della Laudato si – esordisce -, la prospettiva della missione è di portare l’annuncio dell’esperienza cristiana attraverso la vita, negli ambiti della famiglia, del lavoro e dell’ambiente».

Partendo dal paragrafo 15 dell’Evangelii Gaudium, “Non possiamo rimanere in passiva attesa dentro le nostre chiese. È necessario passare da una pastorale di conservazione a una decisamente missionaria”, e dal paragrafo 23 “È vitale che oggi la Chiesa esca ad annunciare il Vangelo a tutti, in tutti i luoghi, in tutte le occasioni, senza indugio, senza repulsioni e senza paura”, l’arcivescovo di Taranto ha raccontato la sua esperienza diocesana alle prese con la difficile vertenza dell’acciaieria Ilva, dando un esempio di Chiesa missionaria verso le periferie: «Un giorno – racconta monsignor Filippo Santoro – seppi dal telegiornale che sull’altoforno 5 dello stabilimento un gruppo di operai, che non si riconoscevano in nessuna sigla sindacali e che non considerava nessuno, avevano dato vita a uno sciopero della fame. Così decisi di incontrarli, ricevendo la loro riconoscenza per l’attenzione ricevuta, accendendo finalmente i riflettori sull’azienda che da quel momento è stata oggetto di attenzione da parte delle istituzioni. Insomma, realizzare una Chiesa missionaria significa lasciarsi “ferire” dalle circostanze. Il Signore ci provoca anche attraverso queste dinamiche, il primo atteggiamento che la missione suggerisce è quello della vicinanza. Poi non saremo noi a trovare le soluzioni tecniche al problema, ma intanto avremo condiviso il problema».

Sempre l’acciaieria Ilva, a Taranto, ha richiamato l’attenzione dell’opinione anche pubblica sul tema dell’inquinamento: «Così – aggiunge il presidente della Comitato scientifico delle settimane sociali – in diocesi pensammo di organizzare un convegno che coniugasse i temi dell’ambiente, del lavoro e della salute, invitandovi gli esperti del Politecnico di Milano e Torino, i sindacalisti, gli ambientalisti nonché i ministri dell’Ambiente e della Salute. La Chiesa ha messo in dialogo chi neanche si parlava, se non a mezzo stampa».

Un momento della conferenza

Successivamente, l’arcivescovo Santoro ha introdotto quella che sarà la quarantottesima edizione della Settimana sociale dei cattolici italiani, che rifletterà sul tema “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”: «Sull’esempio del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze – spiega l’arcivescovo Santoro -, denunceremo innanzi tutto il lavoro che non c’è – oltre alla precarietà, al caporalato e al lavoro nero, alle ecomafie e alla agromafie -, ma siccome non vogliamo piangerci addosso mostreremo anche quelle che sono le buone prassi – con la nascita di aziende e cooperative fondate da giovani attraverso le agevolazioni fiscali – e poi parleremo di come cambierà il lavoro – con l’economia 4.0 e l’avvento dei robot – fino a parlare di proposte. Vogliamo infatti lanciare nuove idee a Governo e Parlamento, per superare il problema della disoccupazione, dell’illegalità e della precarietà, consentendo ad aziende piccole e medie di svilupparsi senza aggravi fiscali onerosi. E poi anche alle diocesi è stato chiesto di mostrare e mettere in rete le buone pratiche, come nel caso delle aziende sorte su terreni e proprietà confiscati alla mafia».

Nel corso della serata, il presidente della Commissione episcopale Giustizia, Pace e Lavoro ha anche approfondito il concetto di ecologia integrale: «È il grido della terra – ricorda – unito a quello dei poveri che richiedono l’utilizzo di un approccio ecologico culturale, ovvero valorizzando il territorio e la cultura di cui esso vive, promuovendo l’adozione di piccoli gesti quotidiani che incidono direttamente nella salvaguardia ambientale, come la riduzione del consumo di acqua, del riscaldamento e della plastica».

Infine, monsignor Filippo Santoro ha citato il riferimento dell’Amoris Laetitia di Papa Francesco al concetto di gioia spiegato da San Tommaso D’Aquino, secondo il quale essa è “la dilatazione dell’ampiezza del cuore”: «Il cuore, nei rapporti, – conclude – si dilata e non fa vedere più cose e persone come un oggetto da possedere, ma come un dono da custodire. Quindi, la cura della casa comune e una vita improntata sull’accoglienza dei poveri diventano un dono. In definitiva, l’annuncio si fa attraverso la bellezza, la cura della natura e della persona e anche i poveri hanno diritto alla bellezza».

Mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne

In chiusura, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti ha ricordato il terzo e ultimo appuntamento in preparazione alla Settimana sociale dei cattolici di Cagliari quando sabato 23 settembre, dalle 9 alle 13 al Cinema-teatro Sant’Andrea, interverrà l’economista Leonardo Becchetti. E poi ha rilanciato l’impegno diocesano in ambito sociale: «Domani – annuncia il presule -, per la prima volta riuniremo il Comitato scientifico che sta impostando il nuovo Master in ambito sociale, il quale debutterà all’Istituto superiore di scienze religiose Toniolo il prossimo anno accademico. Ma questo più che un master, vuole essere una scuola popolare per toccare quanta più gente possibile».

Da questo punto di vista, un altro appuntamento importante sarà il Convegno pastorale diocesano che si svolgerà al Teatro Circus, e nella parrocchia dello Spirito Santo, nei giorni 8, 9 e 10 settembre prossimi sul tema “Abitare”: «È questa – precisa l’arcivescovo Valentinetti – un’altra delle cinque parole oggetto di riflessione da parte del Convegno ecclesiale di Firenze, che prenderemo in esame quest’anno. Abitare prima di tutto la casa e la famiglia e poi abitare la città, approfondendo le criticità locali come il Porto e le piccole imprese – che sono la vera ossatura dell’economia italiana – che non vengono sostenute dallo Stato come accade con le grandi imprese, e abitare la casa comune». Un appuntamento, quest’ultimo, la cui partecipazione è consigliata per i rappresentanti di associazioni e movimenti, oltre che per i componenti dei Consigli pastorali parrocchiali.

About Davide De Amicis (2488 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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