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“La Chiesa vuole impegnarsi nella politica con P maiuscola del bene comune”

"Non bisogna fare questa omologazione - evidenzia Bassetti -, che ogni situazione irregolare è peccato mortale. Il Papa - puntualizza - non parla di ammissione o no al sacramento, parla di discernimento. E discernimento significa verificare qual è la reale situazione di una persona e di una coppia, iniziare un cammino anche penitenziale, se necessario, e poi vedere come stanno le cose. L'Amoris Laetitia va presentata come il Papa l’ha scritta. Chi fa osservazioni sbaglia, perché non è un documento qualsiasi, e dunque opinabile, ma un documento del magistero. Leggete e capite"

Lo ha affermato oggi in Vaticano il cardinale Gualtiero Bassetti, neo presidente della Cei, al termine dell’Assemblea generale dei vescovi italiani

Car. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei

«La Chiesa post-conciliare dialoga con tutti, ma sul piano politico vorrei fare una distinzione tra la politica con la ‘p’ minuscola – la politica dei partiti, di tutti i partiti, che io rispetto – e la politica con la ‘P’ maiuscola, che riguarda il bene comune e il bene di tutti. La Chiesa vuole impegnarsi fino in fondo su questo secondo aspetto». Lo ha ricordato oggi il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, che, nella sua prima conferenza stampa alla guida dei vescovi italiani, a conclusione della settantesima Assemblea della Cei, ha risposto in questi termini ad una domanda su un eventuale dialogo istituzionale con il Movimento Cinque Stelle.

Ad una domanda sulla Chiesa come “voce spesso inascoltata”, di cui ha parlato il suo predecessore nella prolusione dell’Assemblea che si è chiusa oggi, Bassetti ha detto che: «Bagnasco ha perfettamente ragione, spesso più che la nostra voce il nostro grido è stato inascoltato. Ma noi continueremo, continueremo questo grido, perché non possiamo rimanere inerti di fronte ai problemi fondamentali della famiglia e dei giovani».

Nella conferenza stampa, il cardinale Bassetti ha poi detto la sua anche sul tema dell’immigrazione: «Chi è profugo va accolto – ribadisce il porporato -, ma quello sulle migrazioni è un discorso molto complesso, all’interno del quale è da sempre presente un impegno grande, dall’Antico e dal Nuovo Testamento e lungo tutto il magistero della Chiesa, quello dell’accoglienza dello straniero, dell’orfano, della vedova. Capisco che l’Italia fa parte di un complesso più grande che è l’Europa, e che l’Europa fa parte di un complesso ancora più grande che è il mondo, capisco che siamo impreparati ad affrontare un problema epocale. In questo contesto, c’è un impegno della Chiesa nell’accoglienza, ma anche nelle regole necessarie per l’accoglienza».

La conferenza stampa odierna

A tal proposito, il neo presidente della Conferenza episcopale ha elogiato l’iniziativa “Liberi di partire, liberi di restare” promossa dalla Cei (un’attenzione e una progettazione a partire dalle realtà locali nei Paesi di origine, in quelli di transito e in Italia, che si vada ad aggiungere in modo organico a quanto già si sta facendo. Tra i beneficiari privilegiati vi saranno i migranti minorenni e le loro famiglie, le vittime di tratta e le fasce più deboli) e per la quale sono già stati predisposti 30 milioni di euro: «Abbiamo assistito anche in questi giorni – osserva il cardinale Gualtiero Bassetti – a cose che i nostri occhi non avrebbero voluto vedere. Il Mediterraneo continua ad essere una tomba per tanti nostri fratelli. La gente non deve essere costretta a partire, dobbiamo promuovere una mentalità affinché si creino le condizioni che permettano ai migranti di poter restare a casa loro».

Bassetti ha poi risposto anche a una domanda sulla pedofilia nella Chiesa: «I bambini non si toccano – ammonisce il cardinale -, i bambini sono sacri, la pedofilia è un crimine grande. La Chiesa ha fatto e sta facendo tutto il possibile per eliminare il problema. Se c’è qualche smagliatura è un problema di qualcuno, ma noi siamo molto vigili e molto attenti». Definendo la situazione preoccupante, il presidente dei vescovi italiani ha poi ricordato come la Cei non parta da zero: «Il magistero di Benedetto XVI – ricorda – è stato di una chiarezza totale e la Congregazione per la Dottrina della fede ha dato disposizioni molto precise, in base alle quali noi vescovi siamo subito tenuti a metterci in contatto, per esaminare i casi e ricevere direttive. La Congregazione si è assunta l’impegno di dare i criteri su come intervenire nei singoli casi. La pedofilia è un male, ma non va generalizzato, è diffuso purtroppo anche nelle famiglie».

Un altro tema di stretta attualità su cui il porporato è stato ascoltato, è stato quindi quello del fine vita: «La legislazione – raccomanda – deve tenere molto più conto del medico, che è vicino, che assiste il malato e che dovrebbe essere molto più considerato». Un caso particolare, sono poi i malati terminali: «Noi, forse, – ammette il cardinale Bassetti – in qualcosa stiamo già mancando. Non diamo a queste persone l’assistenza, la vicinanza, l’amicizia, l’affetto di cui avrebbero bisogno. Conosco famiglie con malati terminali o con la sla – la testimonianza personale – che li sostengono con il loro sorriso. Finché le persone hanno la percezione di essere un valore per l’altro, è sempre più difficile che arrivi a togliersi la vita, che è un atto estremo».

Infine, anche un riferimento alla situazione e al cammino di apertura della Chiesa in favore di separati, divorziati e riaccompagnati, impostato grazie all’esortazione apostolica di Papa Francesco: «L’Amoris Laetitia – sottolinea il presidente della Cei – è un capolavoro e, quindi, anche una sintesi su tutta la dottrina della Chiesa sul matrimonio e la famiglia». Ma, a detta del cardinale, c’è un passaggio del documento di Papa Francesco che va capito per fugare ogni dubbio: «Non bisogna fare questa omologazione – evidenzia Bassetti -, che ogni situazione irregolare è peccato mortale. Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, ci sono sette, otto, dieci condizioni che vanno realizzare tutte in concomitanza, prima di arrivare alla situazione di peccato mortale».

Quindi un’ulteriore precisazione sull’accesso ai sacramenti: «Il Papa – puntualizza – non parla di ammissione o no al sacramento, parla di discernimento. E discernimento significa verificare qual è la reale situazione di una persona e di una coppia, iniziare un cammino anche penitenziale, se necessario, e poi vedere come stanno le cose». In aggiunta, il cardinale non ha mancato di richiamare i critici dell’Amoris Laetitia: «Va presentata – conclude – come il Papa l’ha scritta. Chi fa osservazioni sbaglia, perché non  è un documento qualsiasi, e dunque opinabile, ma un documento del magistero. Leggete e capite».

About Davide De Amicis (2464 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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