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“L’emozione più grande quando la mia preghiera, in musica, diventa di tanti”

"Il compito del compositore di musica cristiana per la liturgia - osserva don Fabio Massimillo - è muovere il cuore alla preghiera, all’incontro con Dio, permettendo che, attraverso il ricorso a piccoli strumenti quali la melodia, la parola umana musicata, diventi espressione artistica così che il cuore possa incontrare il mistero e la bellezza di Dio. Ciò avviene in modo misterioso, ma quando avviene è la gioia più grande per un musicista e per un prete quando, attraverso il tuo operato, la gente incontra Dio"

Lo ha affermato sabato sera don Fabio Massimillo, compositore di musica sacra, intervenuto all’incontro-concerto del coro diocesano nella chiesa dello Spirito Santo

Don Fabio Massimillo, maestro e compositore di musica sacra

È stato un successo, sabato sera nella chiesa pescarese dello Spirito Santo, l’incontro-concerto dal titolo “Celebriamo il Signore” che ha visto la partecipazione del maestro e compositore di musica sacra tarantino, trentaduenne, don Fabio Massimillo. Le domande, rivolte al maestro dal folto pubblico presente, sono state intervallate dall’esecuzione di undici brani composti dal noto musicista: Celebriamo Cristo Signore, Tu sei prezioso ai miei occhi, Ti cerco Signore mia speranza, Mite agnello di Dio immolato, Nella Chiesa tua splendida sposa, Sei con noi tu maestro e Signore, Lo avete fatto a me, Vergine cattedrale del silenzio, Salve madre santa, Regina degli apostoli e Tu via al mio cammino.

Il coro e l’orchestra diretti da Roberta Fioravanti

Brani cantanti dal coro riunito dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, composto dal Coro liturgico Pro Sanctitate, Coro di San Pietro Martire, Coro della Visitazione, Coro polifonico Angela della Madonna dei sette dolori, Coro di Santa Lucia di Cepagatti, Schola cantorum riunita di Loreto Aprutino e Coro polifonico Musici cantores di Penne, nonché suonati da un orchestra sinfonica di circa 100 elementi: il tutto diretto dalla maestra Roberta Fioravanti.

Una grande emozione, per il giovane maestro Massimillo, assistere all’esecuzione dei suoi brani: «Onore al merito – esordisce il sacerdote e compositore pugliese – a questi ragazzi che provavano da Natale e in un’unica voce, hanno messo insieme questa fatica e la soddisfazione di dar luogo a un concerto ben preparato e ben riuscito».

Da parte sua, il maestro Massimillo ha messo nella sua musica il frutto di un lungo cammino: «La motivazione più grande di quello che ho fatto – spiega – l’ho trovata innanzi tutto nella passione per la musica e poi per la fede nel Signore, che spinge al servizio, a esprimere la propria ministerialità nella musica, nella liturgia e nella vita pastorale della Chiesa».

Il coro diocesano

I risultati di questo cammino, si sono visti proprio nell’esecuzione corale e armoniosa del coro riunito diocesano sabato sera: «L’emozione più grande – sottolinea don Fabio Massimillo – è che la mia preghiera personale espressa in musica, è diventata la preghiera di tanti. Ed è bello vedere, a distanza di tempo e geografica, dei cori che ti chiamano e condividono la gioia di aver cantato musiche scritte da te, preghiera scritte in precedenza, che grazie all’attuale pubblicazione diventano una preghiera condivisa e la tua gioia diventa la gioia degli altri. L’emozione non è tanto che eseguano i miei brani, ma chi li esegue e in quest’occasione sono diventati preghiera vibrante in modo sincero».

E dar vita alla preghiera è l’obiettivo del compositore e musicista ecclesiale: «Il compito del compositore di musica cristiana per la liturgia – osserva il musicista – è muovere il cuore alla preghiera, all’incontro con Dio, permettendo che, attraverso il ricorso a piccoli strumenti quali la melodia, la parola umana musicata, diventi espressione artistica così che il cuore possa incontrare il mistero e la bellezza di Dio. Ciò avviene in modo misterioso, ma quando avviene è la gioia più grande per un musicista e per un prete quando, attraverso il tuo operato, la gente incontra Dio».

Il folto pubblico che ha assistito al concerto

Del resto, la musica sacra è liturgia: «Cantare – precisa don Massimillo – significa celebrare e celebrare significa esprimere la fede con un cuore solo, è l’unisono della comunione. Nella liturgia c’è l’incontro tra il mistero di Dio e quello dell’uomo. Un incontro di cui non possiamo parlare, ma che possiamo cantare e celebrare. La poesia, rispetto alla prosa, non ha la pretesa di dire tutto. Invece, la poesia lascia aperto il mistero, lo fa comprendere, lo fa intravedere. Quindi la liturgia ci fa da diaframma, diventando il centro nevralgico attraverso cui noi e il mistero di Dio entriamo in contatto».

Un’ora e mezzo di concerto, quello di sabato sera, seguito con viva soddisfazione anche dall’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, il quale da tempo aveva puntato sull’obiettivo di realizzare un’unica corale diocesana: «Questa era una scommessa – riconosce il presule -, perché quando abbiamo cominciato a pensare a una cosa del genere, non sapevamo se ci saremmo riusciti. Dire grazie ai cori è poco, non solo per il sacrificio delle prove che in fondo per il loro è routine, ma soprattutto per aver scelto di rinunciare un po’ a se stessi per fondersi in questa magnifica corale. Un grazie anche all’orchestra, che si è formata per l’occasione».

Il saluto dell’arcivescovo Valentinetti

Un ringraziamento, ovviamente, rivolto anche al giovane maestro Massimillo: «Grazie a lui – aggiunge l’arcivescovo – non solo per la musica che ci regala in continuazione, ma anche per quello che questa sera ci ha regalato grazie a questa sua esperienza di musica e liturgia che si fondono nella sua vita, nella sua opera e nel suo ministero sacerdotale. È molto importante legare queste tre cose. Tra l’altro io, prima di questa sera, non conoscevo il maestro Massimillo e trovare uno “sbarbatello” che sa fare cose del genere, si vede la mano di Dio su di lui. Continui così, perché è sulla buona strada».

Infine, il ringraziamento alla direttrice del coro Roberta Fioravanti: «Dire grazie a Roberta – conclude monsignor Valentinetti – è poco, perché sia nella messa crismale che in questo concerto ci ha messo l’anima. Questa serata, per lei, è stato il più bel regalo nel giorno del suo compleanno».

About Davide De Amicis (2464 Articles)
Nato a Pescara il 9 novembre 1985 e laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Teramo, è giornalista pubblicista. Oltre ad essere redattore del portale La Porzione.it, collabora con la redazione pescarese del quotidiano Il Messaggero. In passato ha già collaborato con Radio Speranza, la radio dell'arcidiocesi di Pescara - Penne, e scritto sulla pagina pescarese del quotidiano "Avvenire" nonché sul quotidiano locale Abruzzo Oggi.
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